Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: accordo

Numero di risultati: 108 in 3 pagine

  • Pagina 1 di 3

Per la difesa nazionale. Un Comizio a Roveré della Luna

387750
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Le basi democratiche della nostra organizzazione politica

387837
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Per quei luoghi elettorali, in cui non esistono ancora fiduciari locali, la Direzione è autorizzata a nominarli, previo accordo col fiduciario distrettuale.

Ha la parola l'on. Degasperi

387887
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Nel febbraio 1912 liberali e popolari s’accordarono alla Dieta per la Egna-Predazzo e la Lavis-Cembra; chi è venuto meno a questo accordo? Il comitato tramviario fiemmese era composto in maggioranza di liberali, e mi scriveva ad unanimità nel maggio e nel giugno 1912, approvando le nostre trattative col Ministero per la linea da S.Lugano e la Lavis-Cembra. Chi poi ha cambiato bandiera? (applausi). Terzo atto di concordia. Ai 10 luglio il comitato tramviario formulava la proposta Egna-Predazzo, Lavis-Cembra. A questa proposta aderiva anche il' liberale D.r. Deleonardi di Cavalese. Chi, tre giorni dopo, nel consesso rompeva questa concordia? (Applausi. Fischi all’indirizzo dei rappresentanti di Cavalese, Degasperi li soffoca subito, pregando i partecipanti a non lasciarsi trascinare dall’incivile contegno del gruppo oppositore. Applausi). Quarto atto di concordia. Quando qualche comune nel consesso dichiarò di non poter votare il contributo, perché non ne risulterebbe una giusta divisione dell’aggravio, allora l’on. Trettel ai 26 luglio convocò i rappresentanti dei comuni a Panchià, perché tentassero un accordo sul contributo. Quale comune si ostinò a non venire e nemmeno a trattare? Cavalese, quantunque prima il suo capo avesse espresso l’opportunità di tale convegno. Furono i nostri avversari che portarono nella valle la menzogna. Ognuno aveva diritto di dir chiaro. Voglio o non voglio la ferrovia, voglio o non voglio la tal linea, ma non di ricorrere ad intrighi, non di scatenare l’odio di parte, d’arrivare alle denigrazioni (applausi vivissimi).

Il nuovo governo civile e le nostre autonomie

387941
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

L'assemblea costitutiva del Partito popolare

387975
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

391532
Toniolo, Giuseppe 1 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
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Pagina 1.336

La regione

399636
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1921
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 194-231.
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Pagina 207

La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

399847
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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Pagina 4

Pagina 47

Pagina 62

Il Mezzogiorno e la politica italiana

401364
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1923
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 309-353.
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Pagina 325

Il legittimismo in Italia

401519
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1903
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 245-249.
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Pagina 249

Di un partito e un programma radicali in Italia

402724
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 192-206.
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Pagina 200

Pagina 203

Il modernismo che non muore

402756
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 37-59.
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Pagina 40

Pagina 42

Appendice

403077
Murri, Romolo 4 occorrenze
  • 1907
  • Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 246-263.
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Pagina 257

Pagina 258

Noi denunziamo con libera voce, cattolici e cittadini, questo accordo nefasto, questa politica del disastro.

Pagina 259

Ma noi non vogliamo identificare le forze politiche del cattolicismo italiano con gli uomini che oggi da Roma, da Firenze, da Milano annodano le fila del nuovo accordo. C'è, fra essi, alcuno dal quale ci ostiniamo a sperar meglio; ci sono, dietro essi, altri, trattenuti oggi da difetto di maturità e di indipendenza, che domani potrebbero farsi innanzi ed altrimenti. Per questi, noi aggiungiamo: quando, nella preparazione e nell'organizzazione delle forze del nuovo partito, si scelgano vie diverse, non indegne di tempi e di istituti democratici; quando sia chiaramente e senza contraddizioni affermato il carattere non confessionale del nuovo partito; quando sia libero a tendenze oggi combattute e volute sopprimere il portare ad un piano di azione più vasto il proprio contributo, noi saremo con quanti, cattolici onesti e leali, anche di gradazioni diverse, concorreranno a questo.

Pagina 259

I cattolici e la questione politica in Italia

403157
Averri, Paolo 3 occorrenze
  • 1897
  • Averri, I cattolici e la questione politica in Italia, Torino-Roma, Giacinto Marietti, 1897, 4-31.
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Per quel che riguarda i criteri particolari di tattica: mantenendo il criterio d'una salda unità nel campo della organizzazione politico-religiosa alla quale provvede così felicemente l'Opera de' Congressi, e di una certa unicità nella direzione generale di tutto il movimento, da ottenersi, di fronte ad alcuni particolari istituti, per via di accordo più che per subordinazioni gerarchiche e burocratiche, non ingombrare o render difficile il campo alla multiforme attività locale, e favorire anche lo sviluppo di alcune grandi associazioni nazionali, che abbiano scopi ben distinti ed eccezionalmente gravi, come ad esempio lo sviluppo del credito popolare e rurale, l'organizzazione operaia, nella quale, accanto agli intenti politici e in maniera quasi di nasconderli, debbono essere costantemente promossi intenti economici-sociali, con esatti criteri dottrinali e libertà di movimento, ecc.; promuovere la fioritura di centri di pensiero e di azione cattolica nelle principali città italiane, e stabilire in esse un controllo superiore di pochi, una specie di probivirato autorevole; per la vigilanza sulle associazioni fondate e da fondare;

Pagina 29

Pagina 9

Pagina 9

Il Partito Popolare Italiano

403323
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 92-127.
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Pagina 101

I primi cattolici in Parlamento

403657
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari– Società Naz. di Cultura, 1908, 86-107.
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Ma la forza delle cose premeva; ed il mutamento si ebbe con l'accordo tacito avviato, in questi ultimi anni, fra Chiesa e Stato, accordo che rianimò le speranze di tutti quelli che desideravano l'ingresso dei cattolici nella vita pubblica: ed infatti il Vaticano, poco appresso, mentre scioglieva l'Opera dei congressi, che pure. nella sua nuova forma, parve dover essere l'avviamento felice e normale delle associazioni cattoliche ad una partecipazione organica e compatta alla vita pubblica, lasciò intendere ai cattolici che si sarebbe loro permesso di votare, quando alte ragioni di conservazione sociale lo richiedessero; quando, cioè, si trattasse di assicurare la riuscita di un candidato liberale o moderato contro un sovversivo.

Pagina 90

Il bivio della politica ecclesiastica in Italia (colloquio con un giornalista)

403747
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1907
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 138-148.
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Pagina 140

Sono quindi due interessi di conservazione, non illuminata e prudente, ma retriva e sospettosa, che si incontrano in un accordo il quale ci è rivelato massimamente dalle elezioni amministrative e politiche. E il fatto più saliente di quest'accordo è che l'autorità ecclesiastica, entrando direttamente ed ufficialmente nelle elezioni politiche e prendendo parte in esse, dispensa i cattolici dal non expedit, non già col restituir loro il libero uso di un diritto politico, ma solo a favore di un determinato candidato, che è sempre il candidato opposto a quello dei partiti di Estrema o della borghesia radicale; sicché egli, se riesce, non rappresenterà solo dei cittadini elettori, rappresenterà, anche, alla Camera, l'autorità ecclesiastica che lo ha fatto eleggere con azione aperta e diretta; sicché avremo così alla Camera un gruppo clerico-conservatore, composto parte di cattolici e parte di moderati, i quali saranno egualmente gli eletti dell'autorità ecclesiastica. Ecco dunque in che cosa, secondo me, consiste oggi il clericalismo; in un accordo politico stretto da cointeressati alla conservazione di due forme di dominio, l'uno politico, l'altro politico-ecclesiastico, per trattenere e respingere lo sviluppo delle forze vive di cultura e di democrazia.

Pagina 140

— Capisco, ora, come ella debba, per necessità, dichiararsi contrario a questo accordo, il quale tuttavia, secondo me, ha qualche lato vantaggioso.

Pagina 142

Teogonie clericali

403837
Murri, Romolo 4 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 108-137.
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Quando, con l'avvento di Pio X al potere, vi fu, nella politica della Santa Sede per riguardo all'Italia, una mutazione sostanziale, non fu difficile, a chi conoscesse le idee ed i precedenti politici del nuovo Pontefice, prevedere a qual termine sarebbero state gradualmente condotte le cose in Italia; ad un accordo politico e parlamentare fra cattolici e moderati e ad una partecipazione dei cattolici alla vita pubblica limitata dalle esigenze di questo accordo. Di questa politica; che è una delle parecchie che il Vaticano avrebbe potuto fare, che è opposta a quella del Papa di ieri, come può essere, ed assai probabilmente sarà opposta quella del Papa di domani, noi abbiamo, solo come cittadini italiani, il diritto di parlare, discutendola e criticandola; ma, per il rispetto che abbiamo verso la Santa Sede, ci regoleremo verso questa alla stessa maniera che usano sudditi leali verso la monarchia; la considereremo, cioè, come non responsabile; e poiché mancano degli uomini designati da essa ad assumere questa responsabilità, noi dobbiamo addossarla a coloro che sono in parte esecutori, ma in parte anche artefici liberi e cooperatori, più o meno volonterosi, di questa politica; cioè non ai vescovi, che sitrovano in condizioni di non responsabilità simili a quelle della Santa Sede, o possono esser riguardati come semplici esecutori della volontà di questa, ì quali quindi farebbero domani una politica opposta, se opposto fosse il comando, ma ai cattolici laici di azione. Così solo, con una finzione giuridica e quasi costituzionale, che ha i suoi inconvenienti, ma ha vantaggi maggiori di questi, noi possiamo combinare la libertà di critica in materia politica — alla quale non rinunzieremo — con il rispetto dovuto alla Santa Sede, nell'esame oggettivo di una politica della quale dissentiamo radicalmente. Ciò, del resto, è tanto più facile, in quanto non intendiamo qui esaminare i motivi od i precedenti che possono ispirare questa condotta politica ad autorità ecclesiastiche, ma solo il valore politico ed i probabili risultati, politici e religiosi, di essa: come il lettore vedrà, nel seguito.

Pagina 108

Pagina 117

Pagina 122

Pagina 124

La crisi religiosa in Francia (Lettere al "Corriere della Sera")

404067
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 207-245.
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Pagina 230

Pagina 231

Pagina 234

Chiese e cenacoli

404170
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 167-178.
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Ogni altro accordo fra tradizione e progresso non può essere che un mettere il vino nuovo nei vasi vecchi, incapaci di contenerlo.

Pagina 174

La nuova politica ecclesiastica

404272
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 149-165.
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Ma il patto, tacito e palese insieme, è, come ogni altro accordo politico, bilaterale. La Chiesa non fa questo per l'autorità dello Stato, ma per la sua autorità; se a questa giovasse il diminuire di quella, la linea di condotta sarebbe ben diversa, come era. appunto con Leone XIII. Quindi, in corrispettivo di questo appoggio alla causa dell'ordine, il potere politico deve alla Chiesa dei servizii di vario genere, sui quali essa conta per conservare le sue posizioni. Quali sieno, diremo più innanzi brevemente "R. Murri"> Di un partito ed un programma radicali in Italia. Vedi parte seconda.: né possiamo qui addentrarci in tale argomento. Ci basta, per il nostro presente scopo, constatare questo tentativo di ricostituzione di un demanio politico della Santa Sede in Italia, e l'acquiescenza del presente governo ad esso.

Pagina 154

Pagina 156

Mentre il primo riposa sul pernio dell'accordo fra i due poteri e tende a ristabilire questo accordo, il secondo vuol farne a meno, e restituire all'uno ed all'altro dei due contraenti piena libertà di azione: li vede anzi, sinchè lostato d'animo clericale non sia superato, assai più volentieri rivali che concordi.

Pagina 163

La Democrazia Cristiana in Italia

404285
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 62-90.
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Pagina 62

A uno spirito ecclesiastico fermo nella tradizione degli ultimi tempi, reazionario, routinier, inacidito, scomunicatore di ogni libertà moderna intellettuale e politica, bisognava opporre un concetto grandioso della Chiesa suscitatrice di attività spirituali, somma e sintesi della cultura di un'epoca, dominatrice degli spiriti per potenza di intelletti e di iniziativa e per intimo e sostanziale accordo con le più vive e forti correnti della coscienza contemporanea. La Chiesa non poteva conver¬tirsi da destra a sinistra se non per ritrovare se stessa, e per ritrovarsi in tutta la sua grandezza. Illusione, ma sincera; e senza di essa la democrazia cristiana non sarebbe mai nata.

Pagina 75

La differenza sta in questo che i nazionalisti francesi esaltano la Chiesa e la sua funzione contro i principi rivoluzionari e la democrazia e il liberalismo per una dottrina di autorità sociale e di saldo accordo fra Chiesa e Stato antidemocratico, con prevalenza ed egemonia — necessariamente — della prima e del papa infallibile sui fallibilissimi principi; mentre nella democrazia cristiana dei primi tempi il pensiero era ben diverso; e la Chie¬sa appariva come araldo e garante di tutte le libertà spirituali, come espressione storica di un ritorno delle coscienze e della storia ai fondamentali valori religiosi. Era, insomma, la Chiesa del sogno democristiano, sostanzialmente diversa dal cattolicismo politico che si era venuto, negli ultimi tempi, isolando dalla cultura e dalla vita ed irrigidendo nell'assolutismo papale, che in essa vide presto una contraffazione e una minaccia.

Pagina 76

Che cosa fu il modernismo?

404488
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 6-36.
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Pagina 24

Pagina 34

Introduzione

404513
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari– Società Naz. di Cultura, 1908, 16-29.
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Pagina 21

Da un Papa all'altro

404620
Murri, Romolo 4 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
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Pagina 37

I cattolici moderati, quelli che per lungo tempo avevano sostenuto l'utilità della caduta del potere politico pontificio e il dovere per i cattolici di prendere il loro posto a difesa dell'ordine e della monarchia, ci videro la loro piena vittoria: ed un rappresentante laico di questo gruppo, il marchese Cornaggia, entrò, circondato da un'aura invidiabile di successo, in Parlamento, e fece intorno alla questione politico-ecclesiastica dichiarazioni personali lodevolmente sincere: un altro non laico, espresse nella Rassegna nazionale la sua soddisfazione e diede consigli il cui succo è tutto in questo, nel voler fatta oramai definitiva, anche nel terreno delle lotte politiche costituzionali, la separazione fra religione e politica; nel proporre, non un partito nuovo, ma che i cattolici penetrino, con convincimenti e propositi religiosi, tutte le varie graduazioni del partito dell'ordine in Italia: devota maniera di proclamare l'accordo fra cattolici e moderati contro i partiti detti del disordine e rimetter così su nuove basi quell'altro accordo diplomatico e contrattuale fra religione e politica che si voleva abolito.

Pagina 44

Ora la domanda che noi poniamo a noi stessi e alla vita che si va svolgendo è pur sempre la stessa: lotta o accordo dei due poteri? Politica pacifica o politica di combattimento?

Pagina 49

Intanto, una forma di accordo è unanimemente giudicata impossibile: quella che consisterebbe in una conciliazione formale ed espressa dello Stato italiano e della Santa Sede: essa non potrebbe aver luogo, nelle circostanze presenti, che sotto forma di una piena ed aperta abdicazione di questa seconda alle sue rivendicazioni su Roma, ed a questo, almeno per oggi e per parecchi anni ancora è impossibile venire. Né, del resto, quando una tale conciliazione avesse avuto luogo, la questione sarebbe risolta: poiché rimane l'altra, che è per noi principale, de' rapporti fra lo svolgersi dell'attività ecclesiastico-religiosa e lo svolgersi dell'attività politico-sociale, in Italia, dove la prima è ancora così intensa e potente e dove tanti sono ancora i punti di contatto e di intersecazione. E per questo è anche impossibile quell'altra forma di accordo che sarebbe la libertà piena della Chiesa ed il suo disinteressarsi d'ogni questione direttamente politica: il diritto comune è una norma sufficiente là dove la libertà religiosa costituisce una vigorosa tradizione, superiore ai dissensi religiosi, e dove il cattolicismo è in minoranza: in Italia, dove esso è religione comune ed ha una gerarchia solida e popolarissima e mezzi di azione e di influenza potenti, parlare d'una libertà all'americana come possibile oggi, e senza che una profonda trasformazione d'animi si sia prima prodotta fra i cattolici e abbia posto la religione fuori della politica dei partiti, è un ignorare i termini storici e concreti della questione. La libertà religiosa piena e sincera sarebbe un privilegio «di fatto» pel partito politico clericale.

Pagina 49

Clericalismo

404725
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1906
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 73-85.
  • Politica
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Pagina 85