. ‒ Questa età, che dai prodromi della rivoluzione francese procede fino a noi, e che vide le scienze sociali e in particolare le economiche assurgere a «trattazione sistematica» — rimarrà, per quanto riguarda i metodi, segnalata nella storia per il rigetto definitelo in essi dell'ultimo resto della metafisica tradizionale, e per il connesso tentativo immane di insediare queste scienze, anzi tutta la cultura del secolo XIX, sopra l'osservazione dei fatti sensibili,e quindi di restringere il vero scientifico nei limiti di questi; in nome come fu appellato di un metodo positivo, stromento adatto ad una scienza positivistica negatrice o dubbiosa di ogni verità soprasensibile.
Pagina 1.127
Senza condividere queste eccessive previsioni dello Schmoller, è certo che verso la fine del secolo XIX, il processo inventivo, analitico-induttivo, nelle scienze sociali, si dimostrò adatto a raggiungere, sotto determinate condizioni, tale una compiutezza di precetti e avvenimenti logici, da emulare in qualche modo l'altro processo sintetico deduttivo,svolto con tanto rigore ed efficacia nell'evo medio. E il merito dello Schmoller sembra tanto maggiore, in quanto egli negli ultimi scritti, compreso il Trattato di economia sociale, seppe tesoreggiare i progressi della statistica e della storia, civile, giuridica, politica, morale non solo; ma ancora di tutte le discipline sociali (dell'etnografia, filologia, della storia del costume, dei culti comparati), che nell'ultimo trentennio aveano ripreso slancio. Egli si ricongiunse così alle correnti della psicologia sociale e della storia della civiltà, più sopra accennate, in servigio di una futura sociologia, per tipi di progressiva civiltà,in cui trovò cooperatori in K. Lamprecht, Bücher, Kulischer, ecc.
Pagina 1.150
Ma frattanto rimane confermato, come tale metodo integrale in queste applicazioni ripristinando gli antichi principi logici speculativi, quale premessa ai canoni positivi di osservazione meglio elaborati, da cui quelli erano stati da secoli divelti, — risulti (giusta le tendenze e discussioni stesse recenti in proposito) siccome lo stromento logico perfezionato, indispensabile a sciogliere gli inesplicati problemi di invenzione e di dimostrazione scientifica; ma in ispecie l'unico adatto a ricostruire l'edificio delle scienze sociali, compresa l'economia. Tali le conclusioni forse inattese, ma coscienziose a cui ci sembra d'essere pervenuti, mercé lo studio di fonti più ricche e imparziali intorno ai metodi e loro indirizzi più recenti; alle quali ci richiamiamo (vedi, oltre agli autori nel testo criticamente ricordati, Rossignoli, Favaro, Valdarnini, Caverni, Naville, Mercier, Defourny, Lamprecht, De Hovre, Deploige, Pictavet, Fonsegrive, Gruber, H. Pesch.)
Pagina 1.153
Di qui il congegno dei provvedimenti pratici di Stato: fra questi un primo e principale,consistente in un «sistema di dogane», adatto a far affluire indefinitamente all'interno oro ed argento,mediante il gioco del commercio internazionale. Per esso: — proibito assolutamente l'asporto fuor della barriera dello Stato di metalli preziosi; — le merci manifattura estere caricate di fortissimi dazi all'ingresso nella nazione ed alleggerite invece le materie prime all'importazione, affinché queste, elaborate dentro i confini dello Stato, potessero essere riesportate più tardi con profitto; — la esportazione dal paese di prodotti manifattura sollevata da ogni dazio ed anzi in ogni modo favorita.
Pagina 1.216
Il metodo alla sua volta deve essere pertanto: sistematico,cioè adatto a fornire tutto l'insieme armonico dei veri di una scienza e non parziale o frammentario; razionale,constare di precetti giustificati da ragione e non empirici; e compiuto,conducente cioè non solo a rilevare i veri ma ad accertarli, con ufficio insieme inquisitivo e dimostrativo.
Pagina 1.98
Ed estrinsecamente, l'accumularsi nella società del capitale mobile, più adatto a fondare imprese nuove, e in esso, il progresso tecnologico e il crescere della suppellettile stromentale, non più accomodabile alle pareti domestiche; senza dire delle cagioni più generali e remote dell'ampliarsi del mercato e dell'uso della moneta.
Pagina 110
Ogni operazione disadatta o contro genio involge inerzia o dispersione di forze; al contrario «l'uomo a suo posto vale per due».Di qui nell'esercizio delle imprese la classificazione razionale degli operai; il lavoratore nerboruto per le fatiche poderose, le donne per le operazioni delicate, i fanciulli per i movimenti spigliati; né vi ha persona deficiente di forza e d'ingegno che non trovi in un regime di divisione del lavoro un ufficio a sé stessa adatto; sicché si avrebbe il minimo di persone disoccupate. Più decisivo ancora il momento in cui nelle imprese si distinguono nettamente in due classi gerarchiche la funzione esecutiva e quella direttiva; e in graduazione di operai di più in più elevati e colti al di sopra dei semplici braccianti («unskilled» e «skilled», operai comuni e qualificati);
Pagina 202
Sembra anzi che questo sia campo adatto alle società cooperative, che in seno ai pescatori ebbero forse le remote origini.
Pagina 242
Tuttavia siccome sopra il suolo di varia qualità dominano le cognizioni empiriche e poi scientifiche (botanica, fisiologia delle piante) eminentemente progressive, le quali applicano sempre nuovi o migliori organismi vegetali all'ambiente tellurico più adatto, dietro la richiesta del consumo sociale — così si palesa una certa legge di successione storica di prevalenti colture locali,che a grandi tratti nella zona temperata, suscettiva di più svariate coltivazioni, si può designare così.
Pagina 351
Ed oggi, specie nei continenti nuovi, non è la distribuzione delle colture che si accomoda alle città; ma più spesso, dopo che si è posto in coltivazione un adatto e vasto territorio agricolo, sorge e giganteggia dappresso una città, più che centro di consumo, emporio di irradiazione agraria nel mondo, esempio massimo Chicago, sui grandi laghi in comunicazione coll'Atlantico, fra il bacino granario centrale e le sterminate foreste canadesi.
Pagina 354
che questa divisione etnico-territoriale del lavoro fra le nazioni avvalora i vincoli di solidarietà reciproca, supplendo ciascuna alle deficienze della abilità propria col ricorrere (mercé lo scambio dei prodotti) al lavoro più adatto di altre, ed effettuando così un'integrazione nelle attitudini produttive di tutte;
Pagina 38
In queste il paterfamilias ha facoltà in vita di inscriversi in un registro speciale («Hofrolle»), ciò che implica la volontà sua di lasciare alla sua morte la proprietà indivisa ad un solo fra i figli, quello che egli designa come più adatto a continuare colla dignità della famiglia la prosperità del possesso avito, salvo di attribuire a lui gli obblighi di mantenere le sorelle nubili in casa, di curare l'educazione e il collocamento professionale dei fratelli. In tal modo la ineguaglianza è corretta dagli oneri imposti al favorito, che assume colla proprietà i doveri del padre, mentre si rinsalda la unità, l'autorità e la tradizione della famiglia. Né ciò torna dannoso economicamente alla famiglia stessa, che senza di ciò sarebbe condannata ad immiserire; né alla gestione del podere alla cui testa sale chi fu reputato dal padre più perito. Invero il provvedimento è di un valore sociale incontestabile; ma, essendo facoltativo, le cittadinanze abitudinarie e imprevidenti ne profittarono nei paesi germanici mediocremente; e si propone di renderlo obbligatorio. Nei paesi latini più egualitari, altri credono possa bastare il passaggio obbligatorio del piccolo patrimonio fondiario ad uno solo dei figli, salvo il pagamento ai coeredi della loro quota in danaro; ed altri (Pandolfi) propone di ritoccare l'istituto della comunione dei beni, anzi di ricostituire a quest'uopo giuridicamente le comunità di famiglia (le masserie).
Pagina 381
E sopra un suolo, come quello lombardo adatto alle colture irrigue pratensi e all'allevamento del bestiame, sarebbe proficuo l'esercizio agricolo altro che per mezzo del grande fitto capitalistico o collettivo? E se scomparisse affatto la mezzadria o specie analoghe di compartecipazione del lavoratore al prodotto, non ne soffrirebbe la coltura intensiva dei vigneti, degli oliveti, dei frutteti così caratteristica in tutta Italia?
Pagina 433
Onde chiaramente ne siegue che se il sacerdote deve adattare il suo ministero ai tempi, e se l'educazione del chierico influisce sulle sue facoltà attive decisamente, oggi nei seminarî si deve far sentire al chierico quali saranno i suoi nuovi compiti in mezzo ad una società paganeggiante, per renderlo sin dal Santuario adatto alla sua missione sociale, affinché posa sul serio esser lume ai popoli e sale della terra.
Pagina 220
Ho detto che il destare nei chierici idee teoriche e pratiche, il nutrire dei sentimenti attuosi, l'iniziare a un certo grado di attività sacerdotale, il dirigere bene lo spirito, l'ordinare a elevati fini i mezzi ricreativi, sono il complesso dell'educazione del giovane chierico, e che tutto ciò deve convergere a formare il sacerdote tipo adatto ai bisogni moderni.
Pagina 222
Se la proporzionale, come io credo, è servita a disintegrare i vecchi partiti personalistici; a dare il clima adatto allo svolgersi dei nuovi partiti; a creare una coscienza politica in classi e categorie fino a ieri assenti dall'arringo della vita pubblica; a contenere entro i limiti della propria potenzialità i grandi partiti, senza il prepotere artificioso di maggioranze schiaccianti; a portare nel parlamento e nel governo, a contatto, le forze fatte di idee; a dare infine la legittima voce alle minoranze; ha avuto una vera e salutare influenza nello svolgersi della nostra vita politica, e ha giovato a formare l'inizio organico alla più larga partecipazione del popolo agli organismi dello stato.
Pagina 278
Ci vollero cinquanta anni di attesa e di sofferenze, la politica mite e prudente dei papi, la guerra mondiale, e infine anche la costituzione del partito popolare, per togliere all'opinione pubblica l'impressione che cattolicesimo e nazione italiana fossero antitetici, e che la lotta anticlericale, che aveva profondamente diviso il nostro popolo, fosse il clima adatto a sviluppare i valori nazionali del nostro paese.
Pagina 298
Non sarà difficile però determinare nel popolo stati d'animo di turbamento e di sospetto, come nel passato, attraverso atteggiamenti particolaristici di cattolici e di clericaleggianti, come avvenne in Francia, dopo il consiglio autorevole di Leone XIII al ralliement, sìda creare l'ambiente adatto allo sviluppo dell'anticlericalismo politico. Questo avvertimento vale per gli altri, ma vale anche per noi, perché in Italia non dobbiamo affatto perdere quello che in tanti anni si è acquistato, anzi dobbiamo consolidarlo: cioè lo spirito di fiducia e di benevolenza verso la chiesa, anche da parte di coloro, e sono purtroppo molti, che non sono credenti né religiosi, ma che valutano positivamente lo spirito religioso nelle nostre famiglie e le vitalità spirituali del nostro paese; e sanno che questo spirito giova assai allo sviluppo morale della nazione.
Pagina 299
L'equivoco nella economia pubblica, nella politica statale, nella lotta dei partiti, acuisce la crisi che incombe sull'Italia, determina gli stati d'animo delle masse diffidenti e ostili, e rende adatto il terreno alla propaganda rivoluzionaria e alle folli visioni distruttive e catastrofiche.
Pagina 132
5. - La battaglia per la proporzionale amministrativa è stata impostata come uno strumento di autonomia e di libertà; e le affermazioni notevoli dal centro alla periferia, in ordini del giorno e in discorsi, crearono un ambiente adatto alla più larga propaganda nel paese a favore della riorganizzazione dello stato sulla base del più largo decentramento e delle forze regionali del paese. I discorsi dei nostri parlamentari nelle vivaci discussioni del luglio e del novembre 1920, e tutto il periodo della lotta elettorale amministrativa e il successivo delle assemblee provinciali dei comuni popolari, ebbero per elemento-forza il nostro programma autonomista. Le circolari della direzione del partito (novembre 1920), i discorsi del sottoscritto a Torino ed a Roma nell'ottobre 1920, a Napoli nel novembre 1920, a Torino, Padova, Brescia, Verona, Genova e Trento nel gennaio 1921, gettarono la base concreta del successivo movimento regionalistico svolto nel presente anno e che ha autorevole e importante espressione nell'attuale congresso nazionale.
Pagina 200
In primo luogo, l'organizzazione e la rappresentanza (diretta o indiretta) di quanto nel campo della cooperazione, delle assicurazioni sociali, della previdenza, della beneficenza, del lavoro, dell'agricoltura viene creato come organo tecnico o arbitramentale o di propulsione o di propaganda attualmente presso le prefetture e le intendenze di finanza o come organi autonomi di enti centrali, da passarsi, come abbiamo detto, alle regioni, dovrebbero trovare nelle provincie un mezzo di decentramento locale adatto a funzioni amministrative permanenti e a dare naturale sviluppo a quanto corrisponde agli interessi collettivi, senza le preoccupazioni politiche o burocratiche, di prefetture o di intendenze. E anche quando, nei vari corpi tecnici e consultivi da creare, occorra la rappresentanza del governo o di enti statali o semistatali, l'ente provincia è molto più adatto della prefettura a dare a tale corpo carattere amministrativo non politico.
Pagina 221
Pagina 105
Io non intendo certo richiamarvi a quel totale concentramento dell'anima in sé il quale non è adatto che per spiriti elevatissimi e rischia spesso di finire in una specie di solipsismo, popolato di scrupoli, di fantasmi vani; ma da ciò alla spensieratezza strana del maggior numero di cristiani quanto spazio corre! Lessi di un uso degli educatori inglesi, secondo il quale i bambini d'una certa età sono obbligati a passare ogni giorno dieci minuti seduti, senza attendere ad alcuna speciale occupazione, immobili; come per abituarli al potere di inibizione su sé medesimi, alla calma che introduca un ritmo normale nei moti della vita, alla posatezza, alla riflessione. Ogni anima cristiana che voglia essere veramente tale ha bisogno, ogni giorno, di questi momenti di calma, di silenzio interiore, di attenzione alle voci che sorgono dalla coscienza; questa povera coscienza, la quale così spesso, essendo sopraffatta dai rumori del mondo esterno ogni volta che vuol dirci qualche cosa, finisce per abituarsi, con una specie di suicidio, a tacere.
Pagina 130
Le verità religiose, i sacramenti e gli altri sussidii della vita cristiana pongono in noi dei germi di vita che la nostra attività deve poi svolgere, e che solo in questa possono trovare un terreno adatto al loro incremento. L'anima nostra, nella sua vita interiore e di affetti, ha la singolare facoltà di raccogliere tutta la sua attenzione su ciò che la muove o la agita a un dato momento; per la povertà iniziale di essa, ogni nostra conoscenza dipende da molte altre, e tutte più o meno incerte o imperfette; ogni desiderio richiama certe particolari rappresentazioni conformi ad esso, e queste certi pensieri affini, dai quali poi rampollano altri pensieri e desiderii: e come noi non possediamo la verità ma ne intravediamo parzialmente o faticosamente alcuni aspetti deficienti ed esigui, così avviene che le idee, le opinioni, i giudizii nostri sono assai spesso dipendenti da desiderii e da atti del volere; noi riusciamo facilmente a persuaderci esser vero quello che vorremmo fosse vero, a raffigurarci le cose come porta il nostro affetto ed a credere poi vere quelle raffigurazioni, dimenticando l'origine loro contingente e soggettiva; di quello che amiamo, siano persone o cose o idee, noi riconosciamo ed aumentiamo i pregi con la stessa facilità con cui scuopriamo ed esageriamo i difetti di ciò che non ci piace: o quindi noi ci irretiamo in una quantità di creazioni arbitrarie del nostro spirito, di finzioni e di illusioni che poi l'animo nostro tratta come equivalenti autentici e veridici della realtà. Questo errore è specialmente facile nelle verità religiose; perché esse dall'una parte son più elevate e difficili a intendersi, e dall'altra hanno il più stretto rapporto che possa immaginarsi con tutta la nostra vita di volere: sicché può dirsi che non c'è quasi atto o pensiero, di quelli dei quali si alimenta la nostra vita morale, che non abbia le sue ripercussioni immediate ed importanti nelle nostre idee religiose, le quali si assommano tutte nel concetto che ci facciamo di Dio, dei suoi modi di agire e dei nostri rapporti con Lui.
Pagina 39
Come l'alta Italia ha una zona naturale di commercio e di comunicazioni che s'irradia nell'Europa centrale, specialmente del nord e dell'est, ed ha il suo sbocco a Genova — ed è bastata l'apertura delle Alpi prima e la triplice alleanza poi, a creare fino allo scoppio della guerra una economia che avesse per centro Milano — e in séguito alla guerra abbiamo meglio conosciuto il valore economico di Trieste e Fiume in rapporto al bacino danubiano; così il mezzogiorno continentale e le isole hanno la loro zona nel Mediterraneo, e sono non solo il ponte gettato dalla natura fra le varie parti del continente europeo in rapporto alle coste africane ed asiatiche, ma il centro economico e civile più adatto allo sviluppo di forze produttive e commerciali e punto di interferenza degli scambi. Il Mediterraneo fu sempre il bacino dell'Europa più denso di traffici; e la civiltà di vari millenni dimostra che sempre il Mediterraneo avrà una sua economia che non può venir meno, perché basata su necessità naturali. Anche quando il commercio con le Americhe aprì altri sbocchi all'attività umana e spostò le correnti europee; anche quando la formazione dei grandi stati del centro Europa variò il punto di riferimento e di convergenza degli interessi del mondo civile; anche quando la rapidità dei trasporti, a mezzo delle macchine a vapore per terra e per mare, modificò enormemente il ritmo dei traffici; con le naturali oscillazioni dei nuovi fattori di vita economica e politica, il Mediterraneo rimase un baricentro di attività produttiva che congiungeva l'Europa all'Africa del nord e all'Asia fino ai Carpazi. E il taglio dell'istmo di Suez fu il passo gigantesco che servì a riattivare i commerci di mare con le Indie fino all'estremo Oriente, senza il lungo giro delle coste oceaniche dell'Africa.
Pagina 322
E se siete i pochi, anzi se men siete come partito civile e politico in Italia, a che, entrando nelle associazioni cattoliche, cercate il terreno adatto per coltivare una vostra inutile e dannosa aspirazione?
Pagina 248
Certo la palingenesi operata in questi quattro anni è immensa; come nel campo delle industrie ha mostrato a noi italiani la soggezione all'estero e la necessità di affrancarci; come ha mostrato la necessità di produrre ancora più grano e di intensificare l'agricoltura tesoreggiando le nostre energie; come la guerra ha provato la necessità di tenere salda la famiglia (i divorzisti e i neo-maltusiani oggi sono degli sconfitti); come la guerra ha provato all'Italia il dovere e l'interesse di farsi una marina mercantile pari alle nostre gloriose tradizioni marinare, se vogliamo sul serio possedere i mari e rifarci una nuova economia produttrice; così ci ha ripresentato i problemi del decentramento amministrativo, delle libertà comunali e della organizzazione di classe, non come terreno sterile di lotte nominalistiche e di sovrapposizioni politiche, non come mezzo a governi e a partiti di predominio volgare, non come formula asfissiante per la vacuità delle lotte elettorali; ma come mezzi di vitalità nuova, come ambiente adatto allo sviluppo di sane energie, come novella ragione di attività sociale, per tutte quelle riforme economiche e produttrici, che debbono risolvere la crisi fortissima del dopoguerra.
Pagina 50
Il mio punto di vista è un altro, ed è semplice e perciò chiaro: quando l'istituto e invecchiato deve trasformarsi, altrimenti non si ha più il mezzo adatto per svolgere l'attività o per attuare le direttive delle grandi correnti ideali. Gli uomini, anche genii, hanno bisogno dell'ambiente; Cavour senza la monarchia costituzionale, posto in regime assoluto, non avrebbe potuto formare l'Italia; Bismarck in regime parlamentare non avrebbe costituito l'impero tedesco; Napoleone, senza la rivoluzione francese non avrebbe dominato l'Europa. È la teoria delle piccole e delle grandi cause, è l'adesione dell'idea alla realtà, è la legge forte dell'ambiente. Oggi lamentiamo che ci mancano uomini del risorgimento: o non furono i piccoli stati e la vita locale, forte ed ingenua, che ci diede uomini di carattere prima che uomini di pensiero ed azione? E questo ceppo neppure oggi è inaridito.
Pagina 259
E anche al movimento scientifico e intellettuale della prima metà del secolo il giornalismo quotidiano o a più lunga scadenza fu valido aiuto: con i numerosi Mercuri nel mondo inglese, con le gazzette, le antologie, le riviste, i corrieri in Francia, in Germania, in Italia: esso si prese quasi dovunque come più adatto alla sua indole il com pito di propaganda di nuove teorie e di critica letteraria e scientifica.
Pagina 41
Noi possiamo perfettamente intendere la valutazione che Gesù fece e propose ai suoi discepoli delle cose apparenti e delle eterne, di Cesare e di Dio, della carne e dello spirito, dal mondo e delle cose assolute, dei rapporti dell'uomo con le cose, con i suoi simili, con gli ideali eterni, senza aver bisogno di vestire questa dottrina di vita con le immagini che furono il linguaggio di Gesù, sorto dalla cultura del tempo ed adatto agli uomini del tempo.
Pagina 208
Ma la politica negativa può essere un risultato o una crisi, non può essere un programma di azione; e se oggi noi non riesciamo ancora a discernere le linee d'un nuovo programma di politica ecclesiastica, adatto ai tempi e coerente, non dobbiamo meno per questo spiare ed indagare i fatti, per vedere che cosa essi ci dicono e che cosa vanno preparando.
Pagina 48