Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

392861
Toniolo, Giuseppe 8 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
  • Economia
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Di tale filosofia o scienza positiva (come d'allora in poi si intitolò) — egli ed i numerosi seguaci e trasformatori (primo il Littré) delle sue dottrine si adoperarono a fermare i canoni seguenti: — l'idea scientifica proviene esclusivamente dal di fuori della mente, cioè dai fatti sensibili, e rimane poi a questi limitata (empirismo); — quindi le idee soprasensibili non sono scientifiche;potranno essere vere, ma la ragione speculativa non vale a dimostrarle (agnosticismo); — unico mezzo di acquistare la scienza è pertanto l'osservazione dei fatti e il processo induttivo (positivismo) — e così il vero scientifico ha valore soltanto relativo nei limiti dei fatti osservati (relativismo). Donde segue che fra gli oggetti dello scibile rimangono fuori della scienza Dio e il sovrannaturale,lo spirito umano, ed i suoi destini immortali;e che analogamente vengono escluse dal metodo scientifico le premesse metafisiche o speculative (principi evidenti e deduzioni), la ricerca delle cause prime e dei fini ultimi delle cose, e la determinazione della loro essenza, e quindi l'assoluto; perché tutto ciò trascende il sensibile. — Fine del sapere rimane pertanto l'umanità e il suo progresso terreno; — ministra la scienza col suo metodo positivo; — suprema dottrina enciclopedica la sociologia.

Pagina 1.138

Una cosa utilissima anzi indispensabile ai bisogni umani, come l'aria per la nostra respirazione o per far vegetare le piante, non acquisterà mai valore finche quella utilità sia per l'uomo illimitata; perché nessun uomo (che giudica, ripetiamo, del mondo esterno sempre in rapporto a sé stesso) è disposto a far sacrifizi per cosa che può acquistare e godere senza limiti e senza sforzo alcuno. Il valore sorge invece appena che la utilità inerente alle cose è limitata in quantità: — o perché è ristretto il numero delle cose od enti in cui essa è investita (le perle rare) — o perché essa è allo stato latente o iniziale (il vello della pecora, che è appena la materia greggia di una veste) — o per ambedue insieme questi titoli; nei quali casi sempre si richiedono sacrifizi per l'usufruimentò delle cose. E allora in ragione di questi sacrifizi prende consistenza concreta il valore, il quale sarà valore di rarità se la limitazione è nelle unità (numeriche) delle materie utili, imponendo un'attività negativa, cioè un sacrifizio di astensione o privazione, perché l'aumento in tal caso di utilità non è possibile; ovvero valore di produzione,se la limitazione di utilità non è nel numero ma nello stato delle materie utili, esigendo una attività positiva, sacrifizio di effettuazione (come nei prodotti dell'industria), perché a questa condizione soltanto possibile un aumento della utilità stessa.

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Questo giudizio di comparazione fra le cose genera l'altro di permutabilita; sicché il valore, perciò detto di cambio, può egualmente definirsi: attitudine di più cose a permutarsi reciprocamente,o ancora, capacità di una cosa di acquistare altre cose nel cambio.Tale stima umana cadendo prossimamente sopra più cose esterne materiali (oggetti) comparate fra loro, e solo remotamente riferendosi a ragioni personali interne (bisogni e sacrifizi personali), giustamente si intitola valore oggettivo.

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Una singola nazione p. e. è ricca in ragione composta della quantità di cose utili possedute e del loro valore di scambio ossia della loro capacità di acquisto; e accresce perciò la sua ricchezza quando, rimanendo anco uguali le cose possedute, ne sia aumentato il valore, sicché vendendole all'estero possa acquistare una quantità maggiore di cose in cambio. L'umanità è invece più ricca solo quando possegga una maggiore quantità di cose utili al paragone di un momento anteriore.

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E dietro questa unità di misura o di estivazione del valore, chi vende il bue ne riceve 400 pezzi; e se voglia acquistare due vitelli vende ossia cede 100 pezzi in cambio dei vitelli stessi; e ulteriormente 20 pezzi per avere un ettolitro di grano.

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Nel secondo caso, se il pane non ha mutato valore perché uguale la fame e anco le spese di panificio, ma invece è raddoppiata la massa monetaria, svilendo in proporzione (come di ogni oggetto soverchio) il valore della moneta, — avviene che lo stesso pezzo monetario non è più capace di acquistare la stessa quantità di pane, ma occorrono due pezzi; cosicché il prezzo sale a due cioè al doppio,inversamente al valor della moneta sceso a metà.

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. — Questi poteri civici perdono i vescovi in Italia sotto i barbari, che insediano duchi e gastaldi dentro e fuori della città; ma di ricambio i vescovi, per la loro giurisdizione disciplinare sui fedeli e come eredi della civiltà romana e delle sue tradizioni, vengono ad acquistare una autorità di fatto sui barbari e sui latini; — entrano nei consigli dei re, ne ispirano le leggi (Rotari, Liutprando); figurando già nella nobiltà di corte (fra longobardi e i franchi) e talora partecipando alle assemblee pubbliche (Spagna sotto i visigoti, Inghilterra sotto gli anglosassoni). E d'altra parte negli episcopi, nelle loro scuole e tribunali essi diventano centro di spontanee relazioni civili fra i dominatori germanici e l'elemento popolare specialmente romano (Calisse, Gneist).

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Economicamente la tecnologia è il vincolo diretto con cui la cultura in genere (il fattore psicologico-intellettuale) dispiega la sua efficacia sugli interessi materiali (economici), sicché la qualità dei mezzi materiali, conosciuti ed applicati ad acquistare e godere la ricchezza, atteggia in qualche grado i rapporti economici e ne scolpisce la fisionomia tipica. E così potemmo per tre grandi periodi storici segnalare la rispondenza fra la tecnica — e una economia servile o a schiavi durante l'antichità orientale e classica, — una economia manuale artigiana nel medio evo fino a tutto il sec. XVII — e una economia meccanico-capitalistica dal secolo XVIII ad oggi. Guai all'economista che non estimi al giusto la profonda differenza di questi vari atteggiamenti storici in cui ebbe tanta parte la tecnologia, nel seno dei quali con profonde differenze si svolgono le leggi dell'utile.

Pagina 2.32

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

397372
Toniolo, Giuseppe 6 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
  • Economia
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«Vereine » le prime, «Genossenschaften» le seconde, «Gesellschaften» le ultime; a cui rispettivamente risponderebbero le espressioni di istituti (della famiglia, dello Stato, della Chiesa) di enti o corpimorali (corporazioni o fondazioni) e di società economiche,(p. e. di commercio, di consumo), le quali ultime, quando mirano a produrre e ad acquistare un profitto («Erwerbsgenossenschaften»), possono dirsi lucrative (quaestuariae)o società di produzione (Wagner, Salvioni).

Pagina 210

Sarebbe utile acquistare con 100.000 lire un diritto d'acqua, per poi spargerla sopra cinque campi?

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Gravi interpunzioni, ma richieste dalla necessità di restituire al minuto affitto la sua funzione colonizzatrice, quale assunse ormai negli ultimi decenni Per virtù di simili leggi di Stato e della politica dei comuni (per acquistare terre e affittarle), le piccole affittanze si moltiplicarono di recente in tutta la Gran Bretagna (Marshal, Rogers, Della Volta, Dubois) e oggi rinascono in più luoghi, come tipo normale di imprese agrarie.

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infine la proprietà colonica,che si intende di moltiplicare, mercé lo «Small holdings acts» del 1892, col quale la contea (come in Irlanda lo Stato) è autorizzata ad acquistare terreni, per adattarli a scopo agricolo, aiutando poi finanziariamente i contadini a comperarli.

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Perocché in tutta l'antichità occorreva essere cittadini,cioè avere i diritti pubblici (cives)per fruire dei diritti privati; i cittadini invece dei nostri comuni dovevano essere capi di un mestiere e traffico o comunque essere ascritti ai collegi dell'arti per acquistare i diritti politici (essere statuali).Non mai quanto nel dominio delle industrie la libertà personale divenne sorgente del diritto pubblico. — Più sorprendente l'evolversi delle imprese private sociali nel medio evo, specialmente italico. Quelle potenti compagnie di Genova, Milano, Firenze, che acquistarono storica rinomanza nel mondo d'allora, erano imprese di industrie e commercio insieme, le quali mercé la solidarietà familiare e gentilizia, la commenda e la partecipazione tacita negli affari, si svolsero nelle società in nome collettivo, in accomandita, e per azioni dei giorni nostri. Ecco la fioritura rigogliosa di imprese, che in quella primavera dell'arti attesta il diritto di libere iniziative industriali.

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Per l'economia privata pertanto la prima porzione di moneta, destinata abitualmente alla compra di prodotti per bisogno personale, rappresenta un fondo o un mezzo di consumo e non è capitale.La seconda porzione, destinata ad acquistare degli stromenti o mezzi di produzione, rappresenta i capitali effettivi in cui si converte e perciò è capitale essa medesima, che frutta per mezzo di questi.

Pagina 67

Giornalismo ed educazione nei seminari

398433
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1902
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 217-233.
  • Politica
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I giorni e le ore debite, le occupazioni segnate, i giornali riconosciuti idonei allo sviluppo graduale delle idee e dei sentimenti dei chierici e alle cognizioni da acquistare come complemento della scuola e della giornaliera discussione; la partecipazione a un po' anche di vita attiva che non modifichi sostanzialmente la regolare successione delle occupazioni chiericali e lo spirito di preparazione, che è la ragion formale della istituzione dei Seminari, sono limiti necessari, che applicati con discernimento riescono di grande vantaggio all'educazione del chierico.

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Note sommarie per le organizzazioni professionali nell'interno della Sicilia

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1901
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 197-204.
  • Politica
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d) L'unico mezzo possibile a una prima organizzazione di classe, da cui potrebbesi derivare tutti quei miglioramenti sopra indicati, sarebbe rompere il monopolio delle materie prime del lavoro fondando magazzini sociali, che dovrebbero acquistare le merci dalle grandi fabbriche e venderle allo stesso prezzo ai soci-lavoranti, più le spese di amministrazione. Così molti si assocerebbero al magazzino per avere un vantaggio, che se non si ha, si rimane nella concorrenza, in condizioni inferiori. Quando i soci saranno la maggioranza dell'arte, potranno togliere la concorrenza, stabilendo le tariffe unitarie e obbligatorie.

Pagina 201

La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

400633
Murri, Romolo 3 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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Accettare come norma della propria vita il precetto cristiano vuol dire due diverse cose: imporsi volontariamente, ma così che l'atto volontario non è che un riconoscimento del dovere e dell'ufficio proprio della vita umana, una norma direttiva della volontà e degli atti proprii intesa come autorevole ed immanente, e volta al raggiungimento della piena consapevolezza e dell'unità dei voleri in Dio: in secondo luogo vuol dire un entrare a far parte d'una determinata società d'anime credenti, sottomettersi alla disciplina sociale, acquistare dinanzi a questa società ed ai suoi organi normali dei diritti e dei doveri di solidarietà e di cooperazione. Ognuno, quindi, che divenga cristiano, compie una iniziazione, nella quale due diverse cose possono essere considerate: l'iscrizione ad una società con l'entrata in possesso dei beni collettivi che a questa appartengono, e l'impegno formale assunto di vivere in essa, di far fruttificare quei beni collettivi, di compiere quanto la legge e l'autorità sociale prescrivono pel raggiungimento dei fini comuni.

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Certo il mistero, l'incomprensibile, riapparisce da tutti i lati all'attività della coscienza umana, specialmente quando si entra nel campo della coscienza e delle realtà spirituali, ed il simbolo, analogia difettosa ma proporzionata alle povere forze del nostro intendimento, torna ad acquistare una ricchezza di significato che le parole non potranno giammai aspirare ad assumere. E la ricchezza dei simboli aumenterà con i progressi della conoscenza del nostro io interiore e delle occulte origini ed esigenze della sua azione, cui la poca luce della scienza non illumina che un breve tratto di via, e che varca i confini di questa con la fede, e col simbolo nel quale questa si esprime.

Pagina 187

I credenti sparsi pel mondo, quelli che, vissuti un giorno, riposano nel Signore, i nuovi venuti che, prima di acquistare conoscenza di sé, sono messi dai sacramenti in mezzo a questa circolazione di vita che è la Chiesa invisibile, ed anche altri esseri, partecipanti per altre vie e con altre nature la realtà dell'essere spirituale, ma raccolti intorno a Dio come a centro e quiete delle loro aspirazioni costituiscono tutti insieme una società in cui rapporti frequenti corrono fra tutti i socii e che una vita divina alimenta e governa.

Pagina 274

La stampa quotidiana e la cultura generale

402344
Averri, Paolo 1 occorrenze
  • 1900
  • Averri, La stampa quotidiana e la cultura generale, Roma, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1900, IV-70.
  • Politica
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Ciò avviene tanto più facilmente là dove i giornali — i migliori almeno — non sono in grado di acquistare tanta solidità da essere al disopra delle influenze conservatrici di interessi limitati, e da seguire liberamente il mutare dell'opinione pubblica. Dove, come in Inghilterra, il giornale è una specie di grande azienda impersonale, governata con criteri di speculazione capitalistica, nella quale gli uomini servono e passano, esso segue con sufficiente elasticità il muoversi de' partiti e della vita civile e conserva immutata la sua posizione.

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Il Parlamentarismo in Italia e la funzione del partito socialista

402536
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1907
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 166-191.
  • Politica
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Ma noi dubitiamo che essa possa essere sistematicamente applicata; ridotto alle sole e vere sue forze, il proletariato è troppo poca e povera cosa in Italia perché sia capace di una azione notevole e decisiva; la maggior somma di forze è pure venuta al socialismo, sino ad oggi, dal concorso di persone e di uomini dispersi di altre classi borghesi; è, diremo quasi, per forza inesorabile delle cose, l'elemento più vivo ed alacre della società moderna che, in difetto di altri movimenti di eguale intensità, cerca col socialismo di pungere e ridestare le alte classi sociali, e di spingerle ad acquistare nel conflitto una chiara e rinnovatrice coscienza di sé. Se il partito socialista disilluderà tutti costoro, se esso si chiuderà, parlamentarmente, in una rigida intransigenza, le simpatie che dalle frazioni più avanzate e più sofferenti delle classi piccole e medie rifluivano ad esso e lo ingrossavano, prenderanno altra via; e l'efficacia vera del partito nella vita politica del paese diminuirà, per l'inazione alla quale esso stesso si sarà condannato da sé. Il seggio parlamentare non può più essere considerato solo come una tribuna di propaganda, né il partito socialista potrà lungamente proibirsi di prendere una parte coerente ed organica nella risoluzione dei problemi che urgono e premono sull'attività parlamentare e nell'azione di governo.

Pagina 189

Gesù contemporaneo

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Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 179-211.
  • Politica
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No, innanzi tutto non è la mia filosofia, perché a questa verità io credetti e verso di essa andai e cercai di vivere per essa prima di avere una filosofia; ed anche oggi cerco faticosamente di avere una filosofia, cioè di acquistare consapevolezza dei mio pensiero e della mia fede, e medito i sistemi filosofici che sono più vicini alla mia cultura, ma nessuno di essi mi soddisfa ed io non so se ho una filosofia e se arriverò mai ad averla: ma so che queste ricerche e i loro risultati non influiscono e non influiranno in nulla su quella fede, dalla quale, anzi, le une e gli altri discendono.

Pagina 187

Le Chiese, per acquistare aderenti ai loro sistemi confessionali, molto giustamente si adoperano a persuadere altri affinché credano». Ma questi sistemi confessionali sono parecchi e diversi; e ciascuno di essi implica una diversa versione dei fatti. Noi dovremmo dunque trovarci dinanzi a parecchie mistificazioni, se ci fossero davvero dei fatti immobili nella loro realtà storica e facilmente constatabili. Ma la verità è che i puri fatti non esistono; esistono invece le innumerevoli coscienze ciascuna delle quali rifà, cioè rivive e valuta i fatti a suo modo. E, salvo per alcuni dati storici elementari e di per sé stessi assai poco significanti, negli stessi Vangeli noi ci troviamo dinanzi non a dei fatti, ma a testimonianze di una fede, ad una transvalutazione religiosa, e talora anche ad una invenzione, sulla base di «profezie», oppure di esigenze didattiche, dei fatti. L'esperienza personale é creazione personale di esperienza.

Pagina 205

Per l'autonomia politica dei cattolici. Democratici e Cristiani

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1906
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 56-72.
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(e la stessa esigenza si avvera, in varia misura, per ogni altro gruppo politico e sociale aspirante ad acquistare prestigio ed autorità sulle masse e ad agire con esse, o servendole o servendosene) e il proletariato, una rete di associazioni, nelle quali ai giovani della Lega che vengono da altre classi si associno, in una comunione più intensa di pensiero e di sentimenti, un certo numero di operai di varie età che sieno poi come trasmettitori delle nuove energie spirituali di pensiero e di volontà a quelli della loro classe. Ed è naturale e semplicissimo, contro le ipocrite dichiarazioni aconfessionali di alcuni, che sentendo ciascuno di noi come il proprio carattere morale e la somma dei proprii pensieri si esprimono sopratutto in certe credenze, o convincimenti filosofici, che sono poi quasi sempre delle credenze larvate, in certe attitudini emozionali e toni disentimento i quali rispondono al nome generico di «religione», il comunicare agli altri queste varie credenze, emozioni e volizioni, dì indole religiosa, apparisca come il mezzo più efficace per comunicare anche il proprio carattere morale e la somma dei proprii pensieri: sicché, fatta eccezione per una parte della borghesia, la quale ha per ciò stesso rinunciato ad ogni conquista ulteriore sullo spirito delle masse, tutti i- filosofi e propagandisti e tut¬ti i partiti giovani e ambiziosi danno, nella loro attività di conquista dell'anima popolare, una parte grandissima e preponderante alla propaganda di credenze ed opinioni religiose, od antireligiose; che è poi, nel caso nostro, lo stesso"Sarebbe interessante esaminare la posizione dei vari partiti di fronte al problema religioso"> molto più che le opinioni correnti sono fatte, per lo più, su vecchi pregiudizi. Il partito radicale si trova per esempio, nella penosa e non poco ridicola situazione di chi, avvertendo un profondo bisogno, si illude poi grossamente nella scelta dei mezzi, di soddisfarlo. Esso sente di dovere essere anticlericale; ma poi l'anticlericalismo suo grossolano, superficiale e di vecchia maniera, non gli giova in nessun modo allo scopo. Ma anche qui idee più giuste si vanno facendo largo. La Vita quotidiana di Roma; ad es., dichiarava recentemente che forse l'anticlericalismo, del quale essa è così calda fautrice, metterà capo ad un rinnovamento religioso V. Riv. di Cultura,1I. nov. 1907..

Pagina 68

Appendice

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1907
  • Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 246-263.
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Con la facoltà illimitata di acquistare e di possedere, una società religiosa può divenire economicamente così forte da perdere via via i caratteri di chiesa per mettere capo a una potente organizzazione di possesso o di interessi economici e civili, a uno Stato nello Stato. Lo stabilire i limiti oltre i quali il possesso e l'organizzazione dei beni esterni nella Chiesa diviene un pericolo per lo Stato ed anche per lo stesso spirito religioso della società dei credenti fu sempre occasione di acerbi confitti fra i due poteri. Come via di mezzo, adatta alle condizioni presenti della coscienza dei popoli civili, noi proponiamo le norme seguenti:

Pagina 261

Da un Papa all'altro

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Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
  • Politica
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Se, per un caso storico qualsiasi, in Italia si fosse giunti all'unificazione nella repubblica è certo che questa politica clericale, di fronte alla più larga irruzione di tendenze estreme nell'opera dello Stato che la repubblica avrebbe facilitato, poteva acquistare un vigore enorme e forse decisivo; ma la grande influenza moderatrice che esercitò la monarchia costituzionale nella vita politica nostra ha reso impossibile, come la violenza degli uni, così la reazione degli altri.

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Ciò richiede da parte dei cattolici e della loro azione politica una abitudine di libertà, una maturità di senno civile, una larghezza d'animo che è dubbio se i cattolici italiani abbiano ancora acquistato, ma che, nella pratica della vita correggendo le antiche tendenze di intolleranza clericale, e negli studi positivi le abitudini d'un pigro dogmatismo logico e formale, essi potrebbero rapidamente acquistare.

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