fra contrade già atteggiate più o meno a tipo mercantile ed industriale (progredienti verso una economia monetaria e di credito) e regioni sterminate e vergini, adatte a produzioni prime e fondamentali («Urproductionen») di miniere, di foreste, di pastorizia e agricoltura;
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. — Per la prima volta dopo l'antichità (e in opposizione ad essa), senza sminuire i contributi alle arti suntuarie di classi doviziose, la tecnica si era ampliata in forma sociale cioè in favore di produzioni d'uso generale, adatte a quella progrediente democrazia; per cui il lanificio per la veste di tutti, divenne «l'arte regina» del medio evo, come oggi «re cotone». — Era perciò stesso tecnica perfettibile ed espansiva, ma i suoi progressi nel medio evo riguardavano per lo più la conoscenza di materie e di operazioni industriali poste alla mano dell'operaio, e molto meno l'arte di comporsi stromenti meccanici, con cui impiegare le forze di natura, le quali dispensano l'opera dell'uomo; e pertanto essa era (ciò è decisivo) tecnica manuale,propria di una economia poggiante sulla perizia di moltitudini di operai; donde la potenza e la gloria dell'artigiano medioevale.
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Vi si collocano accanto nell'età di mezzo le persone giuridiche,in specie le corporazioni religiose spesso dispositrici di immensi terreni incolti, le quali erano allora quasi esclusivamente adatte alle grandi opere fondiarie, lentissime, sistematiche, pazienti, in grazia della perpetuità ed inalienabilità dei loro possessi e della coscienza di una missione sociale educatrice del lavoro. Di qui le storiche benemerenze loro quali «défricheurs» di mezza Europa; ad esse si deve l'inizio fin dal 1171 dei canali di Lombardia, anzi della ricostruzione della pianura lombarda, che conta fra i massimi esempi storici di redenzione d'intere regioni a pro delle venture generazioni (Roscher, Jacini).
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Infine, dato che la tendenza egoistica delle successive età è sempre quella di dar prevalenza agli ordinamenti giuridici che meglio rafforzano i più vasti e più accentrati organismi economici (latifondi e imprese capitalistiche), così appare normale la funzione delle leggi che si adoperano a sorreggere e diffondere i medi e piccoli proprietari e coltivatori con più adatte norme e forme giuridiche di possesso ed esercizio agrario, per mantenere o restituire l'equilibrio non solo nell'interesse della solidarietà sociale, ma della stessa coltura intensiva (di lavoro). Il diritto così interviene ad assicurare la legge delle proporzioni definite,che come vedemmo operare nell'interno di ogni impresa, così vale anche nell'insieme delle imprese stesse.
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. — I grandi stabilimenti con direttori illuminati e ricchi hanno anche i mezzi adeguati per provvedere alla conservazione ed igiene personale degli operai, mercé costruzioni adatte e solide, areazione e nettezza di locali, sorveglianza sistematica, meccanismi di sicurezza, agenti reattivi contro influenze deleterie; sicché (come inchieste statistiche comprovano) oggi sono le minute e domestiche officine, in cui persistono que' malanni non già in generale le fabbriche. — Similmente per le provvidenze morali-educatrici. Dalla seconda metà del sec. XIX in Europa ed America fu una nobile gara fra i grandi imprenditori industriali di introdurre e moltiplicarle, a pro degli operai di fabbrica, — bagni e cure profilattiche, ospedali e soccorsi a domicilio, presepi («crèches») per i bambini lattanti delle operaie, convitti e dormitori vigilati («internats») presso gli stabilimenti, asili infantili e scuole a tutti i gradi; e sale di conversazione, di giochi, di spettacoli e case operaie con giardino, senza dire di società di mutuo soccorso e di ogni istituzione di previdenza. Insieme di provvedimenti di un patronato industriale, con cui gli impresari fecero doverosa riparazione di loro abusi e che avrebbe ancor più dispiegato la sua funzione sociale pacificatrice, se quel patronato si fosse meglio diretto ad abituare gli operai a fare da sé, cioè a divenire autori del proprio miglioramento; e se non fosse stato rallentato dalle crescenti diffidenze e lotte di classe per la propaganda socialistica. — Finalmente a prevenire e reprimere i disordini delle imprese importante ufficio incombe alle leggi industriali,quali risorsero veramente, prima in Inghilterra specie dal 1825 e poi dovunque; ed è qui da ricordare che è propriamente nelle fabbriche che tali leggi riescono più efficacemente ad applicarsi, perché la grandiosità di quelle pone in aperto la gravezza dei mali che altrove si
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. — Indispensabile ancora che nei maestri e compagni del mestiere o della manifattura rinasca il sentimento di solidarietàdi classe, per cui essi smettano una concorrenza mutua disastrosa e cementino gli interessi comuni, materiali e morali, mercé le unioni professionali,più che mai adatte a rafforzare la piccola industria; e per cui si fece speciale propaganda in Austria. Insomma è una grande opera essenzialmente spiritualizzatrice che occorre dispiegare, se si vuole restituire vitalità all'artigianato.
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Infine lo Stato (meglio province, regioni, comuni) con provvidenze di legge e di politica economica, specialmente adatte alla debolezza congenita e alle sofferenze odierne di questi minuti ma preziosi organismi, intervennero a tutela e conforto loro, come l'Inghilterra cogli Atti per le «workshops», la Germania coi regolamenti sul tirocinio, l'Austria colla obbligatorietà delle corporazioni di mestiere: e ciò siccome un aspetto della crisi sociale e dei suoi rimedi.
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Essa certamente contribuì (con altri coefficienti) a quello svolgimento maestoso di leggi produttive già da noi ampliamente illustrate e in ispecie: — a moltiplicare e variare all'indefinito le forme di imprese adatte ad ogni ramo dell'arti manifattrici, dagli esercizi individuali, alle società anonime e cooperative fino ai «trusts»; — e a favorire gli incrementi progressivi di esse fino ai massimi organismi delle fabbriche colossali; — così conferendo ad una più completa e ardita applicazione della legge edonistica, che mai si raggiunse fin qui. Certamente i meglio calcolati regimi restrittivi e regolamentari, fossero pur quelli abbaglianti di Luigi XIV, non possono emulare lo slancio gigantesco e perdurante di talune industrie contemporanee, fra cui (diciamo per semplice saggio) la sola filatura del cotone fa girare oggi giornalmente circa 130 milioni di fusi nel mondo, per ¾ in Inghilterra; la trattura della seta greggia produce annualmente 15 milioni di kg., di cui oltre ¼ in Italia; e fra le industrie alimentari la birra coi suoi 250 milioni di hl., di cui ⅔ nella sola Germania, già raggiunse il doppio della produzione pur così esuberante del vino nei vari continenti (Lanzoni, Scherzer).
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La trasformazione del diritto romano, toccato con riverenza; della filosofia platonica e aristotelica nella grande elaborazione della patristica e della scolastica; delle istituzioni feudali e comunali; della letteratura e dell'arte sino alle grandi concezioni medioevali; sono glorie sociali della Chiesa; alle quali sacerdoti e pontefici, dottori e frati, nelle diverse potenzialità adatte ai tempi, consacrarono se stessi.
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Perché la società possa migliorare le condizioni tecniche della produzione, formerà sul luogo un campo sperimentale, istituirà un corso di lezioni pratiche di agricoltura razionale, agevolerà l'acquisto di concimi chimici, di semenze più adatte, di attrezzi e di macchine agricole più razionali.
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Il fonte battesimale è sulla soglia della Chiesa; nei primi tempi, anzi, esso era assai spesso nell'interno d'uno speciale edifizio. il baptisterium, costruito, con adatte forme architettoniche, presso la soglia del Tempio; di lì il cristiano, rigenerato, entrava in questo: altro segno sacro e solenne, fatto di pietre visibili, il quale rappresenta la società dei fedeli, invisibile tempio di Dio. Nei primi tempi, anche, i cristiani vestivano per alcuni giorni la veste bianca che essi ricevevano all'uscire dalle acque battesimali; l'uomo nuovo, raccolto nei segni della sua purezza interiore, tornava ad affrontare la vita e la società civile dei simili avendo presente ed annunziando nella veste la legge di purità di mitezza di bontà semplice e confidente alla quale aveva dedicata la vita.
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Ma questo processo non è puramente individuale, la vita di ogni singola anima essendo ad ogni istante condizionata dall'influenza del mondo circostante e specialmente delle persone e degli istituti sociali con le quali e fra i quali la vita di ciascuno si svolge; e quindi, in ogni cristiano, la necessità di coinvolgere in misura più o meno larga la società alla quale egli appartiene nel processo della sua attività interiore: la società religiosa, nella quale egli cerca le condizioni più adatte e gli aiuti necessari alla cultura della sua vita spirituale, ed anche la società esterna civile e le sue varie frazioni, dinanzi alle quali egli è portato, secondo le circostanze, od a reagire e resistere od a penetrarle del suo spirito e piegarle ai suoi voleri ed al suo programma.
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Sarà, anche essa, una forma di imposta, prelevata senza coazioni sul non necessario alla vita, progressiva secondo le capacità di ciascuno, destinata ad alimentare le opere di apostolato e di educazione religiosa e prima le più adatte ai tempi, che oggi sono invece così spesso dimenticate; ed a sollevare, nel seno della comunità dei fedeli e fuori di essa, miserie e strettezze eventuali alle quali nessun provvedimento legislativo e sociale potrà mai giungere. E la buona volontà dei fedeli in questa spontanea tassazione per la vita e l'attività della Chiesa sarà indice non ultimo del fervore di vita che li animi e dell'avere essi collocato, nel centro di tutta la loro vita interiore ed esterna, l'ispirazione moderatrice del precetto cristiano.
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Per rendercene conto esattamente noi dovremmo fare un lavoro di riflessione, di esame di noi stessi, di meditazione interiore; al quale purtroppo — benché esso ci sia così insistentemente raccomandato dalla Chiesa — pochissime anime cristiane sarebbero adatte: e questo è difetto grave, il quale entra per molto nella degenerazione lamentata della nostra vita cristiana.
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La pietà cristiana non può arrestarsi a lenire i mali fisici; per essere realmente pietà cristiana essa deve sempre mirare alla rigenerazione morale e spirituale del beneficato; l'elemosina gettata passando a un ignoto è solo scusabile quando altre e più adatte forme di beneficenza non appariscano possibili. Con ciò essa mostrerà anche di vedere nel beneficato un uguale, un essere che essa aiuta a riconquistare il suo posto nella società, e farà grato il dono che, altrimenti, provocherebbe dispetto ed odio.
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Se dite che non val la pena di preoccuparsi di un avvenire ignoto, e non ve ne preoccupate, voi credete che le cose visibili e sensibili e gustabili hanno maggiore realtà delle supposte o intravvedute realtà spirituali, e sono più adatte a voi e più desiderabili; lo credete, non vi siete mai preoccupato di dimostrarvelo, ma agite secondo quella fede; fosse essa anche la fede nella bellezza della donna e nella vostra, nel denaro, nella salute, nelle stoffe di seta, nei brillanti, in un paio di cavalli. Voi riponete la verità e l'essere in questi vostri effimeri ideali, vi affidate ad essi; credete in essi, ed infatti domandate loro di empire la vostra vita interiore, di dar consistenza al vostro essere, che da sé non l'ha, di farvi felici.
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In esso, scritto come sanno scriverne i migliori giornalisti del Figaro o della Neue Freie Presse, il libro, il ricordo, il fatto del giorno, appariscono esaminati e delineati con pochi tratti in una critica breve, dotta, serena, che li ricongiunge fugacemente alla vita la quale portò quei lavori e quei fatti nel seno prima che essi nascessero, all'anima e al pensiero inconsciente dell'autore, alla larga platea sociale che ascolta e che legge; esso è così riflesso brillante, fugace, d'ogni cosa che passa nella coscienza civile, punto di contatto fra il comune pensiero del popolo e la interna concezione dell'artista e dell'eroe, Un immenso sviluppo ha preso, nel giornale e pel giornale, il romanzo di feuilleton: ed insieme si sono rapidamente svolte tutte quelle forme di letteratura breve e vivace, adatte alle colonne di un giornale, che i lettori di giornali esteri d'un qualche valore conoscono cosi bene; il dialoghetto spiritoso e di attualità, la novella satirica o suggestiva, l'articolo di varietà artistiche, di viaggi, di novità scientifiche, l'articolo umoristico e pupazzettato, e via dicendo.
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nei luoghi dove l'azione cattolica è solo al principio cercare specialmente di metterne in chiaro l'aspetto economico e sociale e di presentarla e volgarizzarla sotto forma di. iniziative economiche e sociali adatte alle speciali condizioni del luogo;
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Se conoscere la situazione vera del cattolicismo giova per prendere risoluzioni più adatte ed aventi maggiore probabilità di successo, quelli che vogliono possono ora rendersi conto dello stato vero delle cose in Francia. Se la decadenza del cattolicismo va attribuita alla penetrazione di interessi e di influenze estranee, il clero secolare — del clero regolare francese preferiamo non parlare, poiché dovremmo essere forse troppo severi con esso ⸺ può ora scuotere più facilmente da sé queste influenze e questi interessi. Se i cattolici non possono agire se non riconoscendosi, prima, e affiatandosi ed intendendosi, in base ad una preoccupazione viva e verace di grandi interessi religiosi, le difficoltà presenti daranno modo ai veri, cattolici di riconoscersi, di stringersi intorno ai loro sacerdoti in organizzazioni parrocchiali, attuando in qualche maniera le tanto temute cultuelles, di rinnovare con la sincerità efficacia del culto e del rito religioso.
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E in che modo è possibile ed utile, ripigliando il solco che appare interrotto, rinnovare in qualche modo quel movimento con scopi meglio consaputi e con più adatte iniziative?
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La ricerca di più adatte espressioni linguistiche ferve specialmente intorno ai movimenti giovani e nuovi: non le sole correnti che si agitano nel partito socialista mostrano la tendenza ai neologismi che fu ad esse rimproverata da alcuni nel congresso di Roma: anche fra i cattolici i neologismi fioriscono da qualche tempo: vecchie parole, il cui senso si era attenuato, ripigliano nuovo vigore e contorni più precisi, o dal linguaggio di altri gruppi passano ad essi con valore parzialmente modificato; altre, infine, sono create di pianta.
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