Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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La federazione trentina dei ferrovieri - il risultato delle trattative passate - il nuovo memoriale del 7 marzo - Una deputazione a Roma

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Alcide de Gasperi 1 occorrenze

È vero che la partecipazione del personale alla commissione centrale, da stabilirsi con sistema proporzionale, può non essere ben vista da chi teme di perdere il monopolio delle agitazioni; ma l’importante è che una classe dei servizi pubblici - e si farà lo stesso in seguito, anche per tutti i servizi pubblici - abbia acquistato il diritto di rappresentanza nell’amministrazione centrale. Questo non riguarda per ora i nostri ferrovieri, che, fino all’annessione - salvo uno strappo - non parteciperanno alla nomina dei commissari centrali; ma ciò non diminuisce la necessità di illustrare bene la questione, perché questo segna un passo che formerà come lo spartiacque fra quelli che vogliono la collaborazione con le pubbliche amministrazioni per migliorare le condizioni degli addetti ai servizi pubblici e quelli che la collaborazione non vogliono. Circa le concessioni da noi richieste per tornare ai postulati immediati dei ferrovieri trentini, ne abbiamo di già ottenute e di altre da conseguire (i due anni e mezzo di anzianità, il vestiario, le trasferte). Per il vestiario, il ministero ha assicurato che furono ordinate 500 uniformi alla ditta Callegari, ma qui non sono giunte. Sulle indennità di trasferte, il governo si è mostrato d’accordo in via di massima, e solo aspettava il rapporto favorevole della Delegazione. Voci. È stato mandato. È insoluta, invece, la questione delle trasferte per quelli che durante la guerra furono mandati a lavorare in Germania. Precisiamo: un importo di 14000 corone fu versato alla Banca Cooperativa, ma dal ministero del Tesoro, per quanto se lo sia promesso, non è stato ancora concesso il cambio; per un altro importo di 63000 corone i denari non si sono avuti e ci sono soltanto i titoli accertati di credito. Poiché le cose vanno per le lunghe nelle pratiche fra ministero del tesoro e ministero dei trasporti, e poiché i creditori hanno indubbio ed urgente bisogno di soldi, non c’è che un’unica strada da seguire: che il debito se lo assuma e lo liquidi subito l’amministrazione. Per la richiesta dei caroviveri al cento per cento fu anche dal ministero del tesoro risposto che in via di massima si è d’accordo: rimane soltanto da stabilire il termine iniziale del riconoscimento del diritto alla parità. Fu invece risposto che se ne tratterà dalla commissione che deve recarsi a Roma la questione dei caroviveri mensile posteriore all’occupazione italiana. Infine, riguardo alle licenze, è stato accordato che esse rimangano quali vigevano nella antiche gestioni.

Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

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Toniolo, Giuseppe 2 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
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Romani moderni, gli anglosassoni di oggidì, imponendo colle loro espansioni migratorie istituzioni e lingua inglese a ben 400 milioni di abitanti, hanno acquistato coscienza del proprio primato nella civiltà contemporanea; e l'Europa, fino a ieri il solo continente che non riceve ma porge a tutti gli altri i suoi emigranti, vantando di avere disseminato dalla fine dell'evo medio ben 130 milioni negli altri continenti di popolazione di origine europea, può ben gloriarsi di essere l'alfiere della civiltà cristiana in tutto il mondo.

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E similmente i coloni vengono vincolati alla gleba; e i collegia opificum maggiori, che già avevano ottenuto personalità giuridica, culto, patrimonio proprio, e acquistato influenza politica nelle guerre civili, furono soggettati a concessioni di Stato, ed anzi da Silla e poi da Cesare ed Augusto in gran parte soppressi, e i minori resi coattivi. Tale trasformazione, che attinge la sua maturità fra Alessandro Severo e Diocleziano, aveva riprodotto per autorità dall'alto, lo Stato accentratore dell'oriente. (Mommsen, Schmoller).

Pagina 2.148

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

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Toniolo, Giuseppe 1 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
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Fanno eccezione i governi comunali intelligenti e ricchi di Italia, nella Lombardia, a Pisa, a Firenze, ove trattavasi di assicurare la sussistenza di nuclei cittadini e di proteggere l'efflusso di capitali della borghesia mercantesca, che avea acquistato coll'armi e col danaro la campagna feudale; ovvero i principati nostri del sec. XV, inizio di organismi politici robusti, sicché i Visconti riprendono i sisterni irrigatori lombardi, e lo Stato veneto con ingegneri idraulici (fra Giocondo) apre canali di derivazione. — Ma furono soltanto le monarchie dell'evo moderno estese a vasti territori nazionali, le quali (trascorso il periodo disastroso delle guerre civili-religiose) dispiegano per la prima volta un'ampia, sistematica e potente politica fondiaria.Ciò specialmente dal sec. XVII, come si vedrà.

Pagina 323

Rivoluzione e ricostruzione

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Sturzo, Luigi 3 occorrenze
  • 1922
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 264-308.
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Si credeva che col suffragio universale la camera dei deputati avesse almeno acquistato una espressione più larga e più aderente all'anima del popolo; ma è mancata quella rispondenza fiduciosa che viene da un'attività politica e legislativa che polarizzi il pensiero e la volontà della nazione.

Pagina 271

Il suffragio universale concesso di sorpresa nel 1912, era voluto dai partiti proletari che allora combattevano insieme ai radicali (oggi demosociali) e ai repubblicani, come mezzo risolutivo della deformazione parlamentare; perché, si pensava, avrebbe staccato il corpo elettorale dall'influsso governativo, per il fatto stesso che il corpo elettorale diveniva la totalità dei cittadini capaci, e quindi sarebbero scomparse le consorterie affaristiche e le clientele personali, sia quelle industriali del nord che quelle agrarie e professioniste del sud, perché i partiti di massa avrebbero acquistato maggiore forza politica.

Pagina 276

Questo avvertimento vale per gli altri, ma vale anche per noi, perché in Italia non dobbiamo affatto perdere quello che in tanti anni si è acquistato, anzi dobbiamo consolidarlo: cioè lo spirito di fiducia e di benevolenza verso la chiesa, anche da parte di coloro, e sono purtroppo molti, che non sono credenti né religiosi, ma che valutano positivamente lo spirito religioso nelle nostre famiglie e le vitalità spirituali del nostro paese; e sanno che questo spirito giova assai allo sviluppo morale della nazione.

Pagina 299

Note sommarie per le organizzazioni professionali nell'interno della Sicilia

399012
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1901
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 197-204.
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Già è stato acquistato il sughero per L. 26 mila, imprestato da una persona. Gli utili netti andranno agli operai, i quali rilasceranno un tanto per cento per gli imprevisti e per formare un capitale proprio.

Pagina 203

La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

400744
Murri, Romolo 4 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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Inoltre essi hanno acquistato nelle scuole e nella vita sociale delle idee che trovano molto difficile metter d'accordo con i dommi della Chiesa od almeno con la teologia dalla quale quei dommi sono presentati e difesi.

Pagina 104

Come è penoso, per chi ha un poco acquistato coscienza di sé medesimo, questo dover assai spesso assistere, quasi impotenti, quando non si è capaci di fortemente volere, al fluttuar delle passioni e di futili e vane attenzioni ed emozioni e volontà nel nostro spirito! Com'è penoso sentire che ad ogni istante o si va un poco più oltre di quel che si sarebbe voluto o non si sa giungere sin dove si sarebbe voluto, che certi impulsi acquistano improvvisamente troppa forza su di noi, che certe oscure debolezze e viltà rimangono e riappaiono, che lo sforzo del nostro animo non è quasi mai intenso quanto vorremmo nelle direzioni che vorremmo, nel fare e nel cercare il bene! Il rimorso non è solo il dolore acuto del male grave commesso, non riparato e in qualche modo irreparabile; esso è anche un dolore tenue ma diffuso, un cruccio lungo, una frequente puntura che pone in noi il senso dell'eccessiva molteplicità dei nostri stati di coscienza, della loro varia e spesso opposta direzione morale, del ribellarcisi e sfuggirci che fanno tanti lati e tante mosse del nostro spirito. Ma la grazia, il desiderio permanente di elevazione, avvalorato ed impresso della forza e della soavità della presenza divina, è in noi e ci aiuta: ci aiuta a snodare lentamente questo groviglio di tendenze e di abitudini, a discernere un noi più profondo, e quanto più profondo tanto più puro, nelle acque mutevoli del nostro spirito, ad imprimere al corso di questo una direzione costante.

Pagina 138

Da ciò apparisce evidente come una religione la quale, imponendo ai seguaci doveri gravi di astinenze e di opere positive, non tenesse poi conto del ritorno all'errore e alla colpa da parte di coloro che le appartenevano, e li escludesse, per l'infrazione alle sue leggi morali, dal proprio seno, non potrebbe essere che religione di pochi privilegiati; e perderebbe gradualmente gran parte dell'influenza che potesse avere acquistato nel governo della vita individuale e sociale. La conoscenza delle debolezze e miserie della natura umana, il senso vivo di amore non per la virtù astratta ma per gli uomini, fragili e cattivi come essi sono cosi spesso, e quindi la pietà confortatrice e liberatrice, l'esperienza delle segrete energie spirituali che il tocco della parola divina può ridestare o suscitare nelle anime umane, ci appariscono luminose nella parola di Gesù; esse condussero il cristianesimo ad essere sin dal principio la religione, come della bontà, cosi anche della misericordia e del perdono. Voi ricordate le soavi scene del Vangelo a questo proposito, le dichiarazioni vigorose di Gesù ai suoi discepoli e le parole della preghiera che torna a chiedere, ogni giorno, perdono e forza di non peccare, Pietro stesso risalì pel perdono di Gesù, che egli aveva rinnegato, all'altissimo ufficio di capo della società dei credenti.

Pagina 212

I mezzi esterni, dei quali il cattolicismo si è servito per agire sugli uomini e plasmare la loro anima sociale, avendo — per il decadere dello spirito vivo nel cristianesimo — preso quasi consistenza a sé come fine a sé stessi, e gli istituti ed organi varii delle sue funzioni esteriori avendo acquistato una meravigliosa efficacia figurativa dalla ricchezza, dal numero e dall'arte, noi siamo innanzi tutto portati ad associare il concetto di Chiesa a ciò che è in essa esteriore e formale; ai tempii, ai conventi, alle processioni, ai convegni rituali; quasi come un giorno il vivente concetto religioso dell'ebraismo era incorniciato prima e poi sopraffatto dall'imagine imponente del tempio, sotto il quale tutte le idee civili e nazionali del popolo s'erano riparate. E quel che è intimo, quel che è vivo, pensieri ed aspirazioni ed energie valide di anime, si appiatta, si attenua e quasi ci sfugge. La Chiesa, per molti, vuole anche oggi dire preti, vescovi, papa, decreti di congregazioni ed atti di concilii, encicliche, pastorali, discorsi. Ora anche ciò è molta parte della vita esterna della Chiesa, quasi come una enorme sinfonia al cui svolgersi le anime cristiane palpitano e vibrano e pulsano; ma anche qui ciò che importa maggiormente è questo palpitare e vibrare e pulsare di anime, questa circolazione vivente, più intensa o più lenta, di energie spirituali, non il suono esterno degli i-strumenti.

Pagina 243

Sedici mesi di amministrazione

401690
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1907
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 306-314.
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Il rigore riguarda quelli che sono stati licenziati, la clemenza quelli che sono stati mantenuti nei posti; il rigore quelli che non hanno potuto avere un posto, la partigianeria quelli che lo hanno avuto o conservato o acquistato; il rigore quelli che sono stati vincolati da più forte disciplina, la partigianeria quelli che sono stati favoriti. E si è creata da parecchi una leggenda per ogni singolo caso, e si è voluto inventare ragioni recondite, mire partigiane, metodi scorretti. Tutto ho inteso, egregi amici, e vi dico che il maggiore cordoglio l'ho avuto dall'essere stato male giudicato anche da amici e da compagni di lotta.

Pagina 308

Crisi e rinnovamento dello Stato

401874
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1922
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 232-263.
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Si è così costituito uno stato nello stato, che ha acquistato il diritto alla intangibilità; i sindacati dei trasporti marittimi e terrestri, locali e statali, sono la rete rossa che lega lo stato e la economia pubblica e privata; il sindacato metallurgico crea il legame fra industrie parassitarie e banche sovventrici, unendo nel medesimo interesse, contro lo stato s'intende, capitale e lavoro, finanza, imprese e lavoratori; le cooperative rosse, che hanno conquistato lavori pubblici ed istituti sovventori creati e finanziati dallo stato, formano la loro economia, rivoluzionaria a parole e collaborazionista nei fatti. E qui sta il grottesco e la tragedia insieme. Alle masse han predicato l'abolizione della proprietà, il comunismo più o meno larvato, il sindacato come mezzo di lotta permanente per arrivare alla dittatura economica e politica, quale fine ultimo. Al contrario, hanno fermato le conquiste immediate sulle seconde e sulle terze trincee; l'avvento diviene lontano e bisogna fare il cammino a ritroso; bastano le cooperative fornite dallo stato, bastano i sindacati come ragione economica ed elemento permanente e organizzato della lotta di classe; basta la libertà nell'attuale ordinamento politico; bastano alcune riforme del consiglio del lavoro e a carattere semiborghese. Per questa via si arriverà un giorno alla collaborazione parlamentare che negherà trenta anni di lotta. Anche questa volta la tattica prende la mano al programma; le ideologie scompaiono nella realtà; i contrasti teorici perdono la loro violenza e la visione della ricostruzione statale non ha più la linea logica e forte del rinnovatore, del rivoluzionario, che sa aspettare purché sa vincere.

Pagina 246

La stampa quotidiana e la cultura generale

402063
Averri, Paolo 1 occorrenze
  • 1900
  • Averri, La stampa quotidiana e la cultura generale, Roma, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1900, IV-70.
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Ora, è evidente che come mezzo di trasmissione del pensiero nella società moderna il giornale ha acquistato una importanza preponderante.

Pagina 10

Da un Papa all'altro

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
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Ciò richiede da parte dei cattolici e della loro azione politica una abitudine di libertà, una maturità di senno civile, una larghezza d'animo che è dubbio se i cattolici italiani abbiano ancora acquistato, ma che, nella pratica della vita correggendo le antiche tendenze di intolleranza clericale, e negli studi positivi le abitudini d'un pigro dogmatismo logico e formale, essi potrebbero rapidamente acquistare.

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