La proprietà è ammessa e guarentita; ma della terra promessa (assegnata alla nazione) rimane padrone Jehova, e l'uomo l'ha in precario od usufrutto nell'interesse proprio e comune; e perciò è ripartita in tante circoscrizioni quante sono le tribù (meno quella di Levi) esse in cantoni,e questi in tanti patrimoni familiari.Ma accanto a questa proprietà domestico-nazionale per eccellenza sopra il territorio sacro (quasi l'ager publicus dei romani), la quale non poteva cedersi a terzi che temporaneamente, sono ammessi e incoraggiati altri acquisti individuali, frutto di attività personale. Il lavoro, la preveggenza, il risparmio, sono benedetti e consacrati: il lavoratore di nazione ebrea è libero e rimunerato; se si alloga come mercenario («sakir») presso un padrone, moralmente è rispettato e il vincolo deve essere temporaneo (non più di sei anni). Il vero schiavo perpetuo («êbed»), bensì trattato umanamente, non può essere che straniero.
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Con essa erano menomati o dispersi i migliori acquisti della civiltà cristiana e compromesso il lontano avvenire. In quel periodo infatti ebbero origine il capitalismo,il proletariato e il socialismo moderni, maturatisi poi nel secolo XIX (R. Mayer, Jannet, Janssen). Allora le prime convulsioni socialistiche, la sollevazione dei contadini e più degli anabattisti nella Germania occidentale (1520-34) la cui repressione costò centomila uomini; nonché i primi scritti socialistici, o fantastici come L'utopia di T. Moro (1516) inglese, ed altri simili del Doni, Campanella, Bruno (sec. XVI), o polemici come i libelli di Franck, Münzer, Eberlin von Günzburg, Karlstadt tedeschi (fra 1520-25).
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In particolare, senza la virtù di temperanza (o abnegazione) la cupidigia degli acquisti o la febbre dei godimenti sconvolgerebbe e infine troncherebbe il cammino morale della ricchezza (Périn). È la storia delle perturbazioni economiche di tutti i tempi.
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Sicché quella morale religiosa, di fronte ai beni economici, per gli uni troppo ascetica e per gli altri condiscendente e grossolana, perde ogni rispettabilità e autorità moderatrice sulle popolazioni, le quali procedono irrefrenate sulla via di un utilitarismo economico,che dapprima esalta la cupidigia degli acquisti materiali, più tardi irrita la passione dei godimenti sensuali in cui si sperde ogni virtù produttiva; e ciò in que' due momenti successivi di un ottimismo procacciante e di un pessimismo desolato, che contrassegnano la storia dei popoli pagani d'oriente, ripercuotendosi su quelli d'occidente.
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Tali — i beni finali (altri dice diretti), i quali, servendo immediatamente alla soddisfazione dei bisogni o fini umani, sono mezzi di consumo od uso personale, p. e. il pane, il vino, le vesti, gli ornamenti; — e i beni stromentali (indiretti), i quali a vario grado immediatamente si adoperano soltanto come stromenti o mezzi di produzione e di circolazioneper produrre o procurarsi que' beni finali: p. e. la terra coltivabile, gli edifici industriali, le macchine, ovvero la moneta per gli acquisti commerciali.
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In tal caso i singoli individui (anche in piena economia di scambio) si procurerebbero da sé le cose utili, rinunciando agli acquisti.
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Offre perciò un carattere scientifico la affermazione che tale eccedenza di nascite sulle morti fosse per secoli, anche nelle società prosperose e non solo in quelle rudimentali, un fenomeno accidentale, saltuario, caduco, facendo luogo poco più che a semplici surrogazioni delle perdite cogli acquisti, e spesso rovesciando la bilancia della vita e dando alla morte un triste e inesorato sopravvento. Fatto patologico decisivo, che porge lume intorno a talune vicende civili ed economiche nella storia. Di qui il facile alternarsi in ditta l'antichità classica e nello stesso medio evo, in alcuni centri demografici importanti per la civiltà, come Corinto, Siracusa, Cartagine e più tardi Amalfi, Pisa, di rapidi slanci e di precipiti decadimenti fino alla disperazione; e similmente ad abbaglianti momenti di prosperità economica il succedere improvviso di periodi di inedia fino all'esaurimento. Ciò torna evidente: era la popolazione nella sua energia biologica che veniva meno a sé stessa, che mancava alla vita, e quindi alla continuità delle sue speranze avvenire.
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Il primo risultato sintetico di un miglioramento in tutti i rapporti biologici di una popolazione, è quello di accrescere ossia intensificare la vita, prolungando la media durata della esistenza individuale.Prezioso incremento biologico che è il premio alla sua volta di tutti i progressi tecnici, economici, morali di civiltà, per cui ogni singolo può ripromettersi dalla nascita un maggior numero di anni e di forze disponibili per il bene proprio e altrui; e che perciò aderge il valore della personalità, inizio di ogni grandezza nazionale, gli concede di partecipare più a lungo al flusso delle generazioni succedentisi, e ai loro crescenti acquisti spirituali e materiali, e di trarre da quell'ambiente nuovi impulsi a più continuata operosità.
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Le tendenze fisiologiche, generali e costanti della specie umana alla riproduzione, e poi quelle fisiopsichiche alla conservazione (mercé gli acquisti economici), attribuiscono a quella una capacitò o potenzia-lità ad un incremento progressivo numerico, cui non corrisponde un aumento di fatto.Se quella è la regola, si moltiplicano però gli esempi di popolazioni in cui i morti superano i nati, le quali pertanto in breve regrediscono e scompaiono; e con esse, come effetto concomitante, ogni ricchezza e memoria di civiltà. Vi hanno razze sopravviventi e progredenti dall'origine, massime quelle arie e mongoliche (bianca e gialla); ma viceversa Polinesia e la primitiva America del nord apparvero agli etnologici le immense regioni delle razze spente che non hanno storia, in cui la morte sopraffece la vita. È il pericolo sovrastante a tutte le popolazioni selvagge («Naturvölker») in condizioni cosmiche sfavorevoli.
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. — Nella continuità dei secoli l'aumento della popolazione appare irregolare e lentissimo,come le conquiste incerte e contrastate di una vera lotta per la vita fisica, simultanea a quella per gli acquisti economici e della cultura. — Ma di ricambio la efficacia del sistema biologico-demografico sull'economia non si dispiega in tutta la sua pienezza che in popolazioni vigorose ed adulte,ciò che non si avverò che a' tempi maturi della civiltà cristiana occidentale. Senza le odierne popolazioni dai grandi numeri non sarebbe possibile sostentare e mantenere progressiva la ingente economia moderna.
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Egli regola attorno al focolare domestico i consumi della famiglia, lasciando per lo più alla moglie la minuta vigilanza e gestione interna, riservando a sé le grosse provvisioni, i negozi di vendita, gli acquisti patrimoniali esterni.
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Così il mestiere manuale (la bottega del falegname o del fabbroferraio, del sarto), che si esercita con tre o quattro compagni, serba un carattere privato; ma quando da una fabbrica meccanica a vapore dipendono per il salario migliaia di operai, e per gli acquisti centinaia di migliaia di consumatori, essa diventa un organismo d'importanza sociale la cui prosperità o fallimento tocca la generalità. — Ogni innovazione tecnica di scienza progressiva trae seco necessariamente una modificazione di rapporti d'interessi già stabiliti, con lo strascico di inevitabili sofferenze. In qualche misura essa sposta le braccia, rende inutile il capitale investito, disloca le sedi industriali e così temporaneamente sminuisce i benefici produttivi. — Infine ogni trasformazione tecnico-scientifica tende ad accentrare le industrie.La adozione di quelle invenzioni scientifico-industriali richiede molta intelligenza e cultura, nonché sempre nuovi capitali, assommando così la produzione ed i suoi compensi nelle persone più illuminate e ricche, che sono sempre poche, a scapito dei mediocri per mente e ricchezza; ma frattanto interessa la produzione, mercé il sorgere e costituirsi di una classe di colti e potenti impresari, che si adergono sui medi e piccoli, i quali degradano e scompaiono nel salariato, attribuendo all'industria un'impronta capitalistica. Sono questi i caratteri dell'economia moderna e di ogni età di grandi avanzamenti scientifici nella produzione; ciò che fa sentire il bisogno di altre virtù che ne accompagnino il progresso.
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Una illuminata cupidigia può spingere sulla via di colossali imprese l'industriale; ma questi arricchito, per godere egoisticamente gli acquisti, chiuderà le officine, arrestando la produzione a danno della nazione. La febbre di subiti guadagni imprime un moto convulso alle speculazioni di un impresario, che poi in un giorno ruinerà disperdendo le fonti normali della ricchezza propria ed altrui. Le cognizioni tecniche nella Cina non oltrepassarono da millenni la mediocrità e ciò per mancanza di un elevato culto di scienze pure generatrici alla loro volta delle scienze applicate.E la scoperta e conquista di due mondi coi loro tesori non impedirono la precoce decadenza della Spagna di Carlo V e di Filippo II, per mancanza di virtù economico-operose. Anzi può dirsi che nell'assenza di queste l'incremento del sapere positivo per sé non assicura il progresso materiale. Quelle cognizioni tecniche hanno soltanto la qualità di un mezzo,che accresce del pari la potenza del bene o del male a seconda dell'uso che se ne fa. E così le nozioni di merceologia suggerirono ancora le sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; come l'arte dei sottili congegni del commercio rese più facili le frodi delle compagnie mercantili e delle borse. E in tal modo il progresso effettivo della ricchezza in onta alla scienza rimane eliso.
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Nell'esercizio di un vero monopolio di superiorità e fra gli inevitabili abusi della cupidigia non rifiutano tuttavia i dettami della onesta mercantile,nei contratti versano sempre «il danaro di Dio», sono preoccupati del «giusto prezzo»,accettano le prescrizioni canoniche e «pro rimedio animale»,nel caso d'iniqui acquisti, profondono nella beneficenza. L'utilitarismo loro non traligna in egoismo gretto e oppressore; e anche al sorgere del primo salariato nel sec. XIV, nulla in Italia, nei rapporti di questo coi capitalisti, che ricordi lo sfruttamento prepotente dell'età moderna, né si spengono in essi gli ideali di solidarietà cristiana, di libertà civile, di cultura estetica; e que' mercanti si elevano a mecenati, uomini di Stato, letterati ed artisti.
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Le società cooperative per operazioni tecniche e mercantili in comune fra proprietari, per latterie e caseificio, per acquisti e vendite collettive (concimi, strumenti, derrate), per vinificazione razionale e spaccio in grande (cantine sociali), per esportazioni, per assicurazioni di bestiame, col nome fra noi di unioni agricole, altrove «syndicats», furono la forza ricostituiva dei piccoli proprietari in Belgio e Francia.
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Wyndham colla legge del 1903 propose in favore degli acquisti contadineschi e del progresso agrario e sociale addirittura l'abolizione del landordismo in Irlanda, cioè delle grandi proprietà, e cioè moltiplicando al massimo le agevolezze sui capitali prestati ai contadini per comprare e le utili combinazioni finanziarie e i premi pecuniari ai proprietari per vendere.
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pubbliche), è da avvertire che sulle terre coltivabili, in mezzo alla libertà degli acquisti e trasferimenti, furono le grandi proprietà e le forti imprese agrarie o gli speculatori che definitivamente si moltiplicarono e avvantaggiarono, non già i piccoli proprietari, i quali appena furti, in breve ora scomparvero con grave scapito della stessa produzione intensiva. Dura lezione che fu troppo tardi intesa.
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. — Gli acquisti di materie, stromenti, ecc. si procurano in forti masse, di prima mano, a prezzi più vantaggiosi, da fonti migliori per specie e convenienza in ogni parte del globo. Le vendite di prodotti già anticipatamente accumulate nei magazzini si smerciano in grande quantità con pochi e grossi negozi (contratti), nel mercato nazionale e internazionale, in luoghi e tempi più opportuni, prevenendo e dominando la domanda, con certa continuità media di spaccio e più pronta realizzazione di valori. — Ambedue si effettuano con minor spesa di trasporto lungo le rapide e ben servite arterie del traffico, meglio che per la rete lenta e intrecciata delle vie locali; — e con risparmio di capitale circolante, in parte sostituito vantaggiosamente (e un calcolo matematico dimostrato) da un giro di operazioni di credito, al quale le forti ditte possono attingere più largamente. — Di qui una certa continuità anche della produzione e dei suoi profitti, i quali ultimi anzi mercé l'ingente massa degli affari, pesano con frazioni minime sul prezzo di ogni unità di prodotto, pur apportando complessivamente copiosi redditi all'impresa, con cui questa può meglio fronteggiare gli ardimenti perigliosi del commercio di speculazione nella concorrenza generale.
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L'esercizio industriale del mestiere rimarrà individuale e localizzato; ma gli acquisti di materie e gli spacci del prodotto esuberante si devono fare collettivamente, all'ingrosso, nelle città e sulle piazze mercantili, come già nel medio evo ed oggi fabbri, falegnami e tessitori di Krefeld. Così fa d'uopo rialzare a dignità e a benessere le lavoratrici dell'ago, di fronte ai grandi magazzini committenti, come si cominciò in Belgio, dopo la crociata del p. Du Lac e in Roma colla società delle industrie femminili, che già rimunera il lavoro muliebre onestamente e vende nelle capitali
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Come tale essa medesima ha indubbiamente carattere di un bene stromentale più di qualunque altro bene congenere, colla sola differenza che, mentre gli altri beni sono mezzi immediati di produzione, questo è mezzo immediato di circolazione della ricchezza (acquisti, vendite, prestiti, pagamenti) per qualunque titolo e sotto qualunque forma.
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personale-economico;che si risolve in un insieme di criteri di gestione e governo della impresa, riguardanti i rapporti fra i cooperatori di essa; p. e. per regolare la scelta degli operai, il regime di vigilanza, la distribuzione delle funzioni, le ore lavorative, i riposi; o per definire i reciproci interessi (profitti, mercedi) all'interno fra il capo e i subordinati, o all'esterno fra sovventori e avventori dell'impresa (acquisti, vendite, prestiti); o infine per computare ed estimare il movimento dei valori dell'impresa (sistema di ragioneria o contabilità);
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Invece è stato un torto della consulta la mancanza di organicità e di continuità; è da augurarsi che oggi palazzo Chigi ( ove il ministero si è trasferito) acquisti la nomea di riprendere una linea politica, che, malgrado il variar di ministeri e il cambiare di correnti e di partiti, rimanga sicura e immutata. La politica estera non può essere politica di un partito, ma è politica di un popolo, è al di sopra delle oscillazioni interne, è concezione di politica della nazione. I partiti manifesteranno le loro vedute, che poi si incanalano nell'alveo della storia della nostra politica e nel crogiolo della nostra diplomazia; e la risultante non può essere altra che la logica conseguenza delle premesse storiche della nostra azione. Oggi più che ieri, la vita economica interna è satura di problemi esteri e il ministero degli esteri deve avere a ciò l'attrezzatura necessaria, come organo di elaborazione e di continuità politica ed economica, nelle immancabili interferenze della nostra economia con quella internazionale.
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La questione dei patti agrari, il tentativo di trasformazione della mezzadria in affittanza, la domanda del diritto della prelazione o del dovere dell'offerta, il tentativo di eliminare l'intermediario, si chiami fittavolo o gabellotto, assumendo la gestione dei grandi fondi in cooperative, messi in rapporto alla sete di acquisto del terreno a qualsiasi prezzo da parte dei contadini, e in rapporto alla grande speculazione terriera di acquisti e vendite fatte da grosse aziende, sono elementi di un quadro complesso di crisi economica che il contadino può sentire inconsciamente, ma che l'intermediario e il proprietario debbono comprendere in modo più largo e completo e riportare alle ragioni prime di crisi della economia nazionale.
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Altra funzione però ancora più importante deve riservarsi all'ente provincia come propria caratteristica organica, quella della rappresentanza permanente degli interessi comunali, sia sotto forma di consorzio generale (per acquisti, per formazioni d'impresa, per gestioni di strade intercomunali, per uffici tecnici e legali), sia sotto forma di consorzi speciali temporanei o permanenti per servizi limitati ad alcuni comuni.
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In questo delirio scientifico grandi acquisti va facendo la scienza per il metodo eminentemente moderno dell'osservazione induttiva, per la specializzazione scientifica, per la critica storico-psicologica, per la sintesi delle cause concorrenti, per lo sviluppo delle scienze ausiliarie e delle naturali, per lo studio delle analogie sintetiche.
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Il far tenacemente parte a sé, nei grandi conflitti fra capitale e lavoro, il cingere le nostre povere organizzazioni proletarie del vallo confessionale, ha l'effetto di impedire che in esse circoli, e vi acquisti ossigeno di spiriti cristiani il grande respiro del proletariato contemporaneo.
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Per chi consideri come la questione religioso-politica, più che sul diritto delle religioni e delle Chiese (prima fra queste la cattolica, che sola, anzi, si sottrae al geloso controllo diretto dello Stato) a reclamare e governare uni parte dell'attività umana e la coscienza interiore, verte. appunto sulla distinzione e sul crescente differenziarsi delle funzioni della società religiosa e della civile, e sulla portata del rivolgimento operatosi nei loro mutui rapporti, vedrà facilmente quale ricco significato e quanto larga importanza acquisti la scissione praticamente iniziatasi nei novembre scorso, non dissenziente il Pontefice fra l'azione politica dei cattolici e le rivendicazioni, anche se d'indole politica e territoriale, della Santa Sede; scissione la quale e nelle sue cause indica e nella sua efficacia prepara un più reale e positivo concetto, largamente operoso negli animi, del meccanismo vitale della società civile e della società religiosa: i cui culmini ed esponenti, lo Stato e la Chiesa, sono sempre più considerati, invece che come enti giuridici astratti e dittature sociali lottanti pel dominio dell'uomo, come funzioni ed esponenti di diverse attività ed esigenze di quelli che compongono insieme l'una e l'altra società: è la lotta classica fra i due istituti, smettendo l'apparato drammatico di altri tempi, si traduce sempre più chiaramente in differenziazione di uffici e in contrasto di principi ideali della coscienza e di esigenze. pratiche della vita.
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