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        <title>La filosofia neo-tomista e il movimento moderno della filosofia cristiana</title>
        <author>Sturzo, Luigi</author>
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          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>UNIOR</name>
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        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
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        <bibl>Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1900-1902, pp. 104-107. <date when="1900">1900</date></bibl>
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            <catDesc>Politica</catDesc>
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        <pb n="104" />9.</p>
      <p>LA FILOSOFIA NEO-TOMISTA E IL MOVIMENTO MODERNO DELLA FILOSOFIA CRISTIANA<note n="1"> Il manoscritto è senza data, ma presumibilmente risale ai primissimi anni del ‘900. Le ultime righe del testo, infatti, fanno riferimento a una rivista, «L'Era Novell », che cessò agli inizi del 1903.</note> (f. 127, c. 9)</p>
      <p>1. Nell'ultimo trentennio del secolo scorso la filosofia in Italia si stava quasi intieramente dalla scuola metafisica rappresentata da Gioberti-Rosmini-Ventura-Mamiani-Conti. Essa segue lo svolgersi rapido della filosofia positiva, critica, naturalistica delle altre nazioni, ripudiando le tradizioni italiane. E come l'enciclopedia moderna tende alla specializzazione delle scienze, così in gran parte non abbiamo degli autori di filosofia universale, ma degli scienziati peculiari, che tutti, o quasi, mutuano a base delle loro speculazioni scientifiche il positivismo naturalistico, il criticismo, l'evoluzionismo, il monismo, il determinismo, facendo capo alle scuole di Spencer, di Hartmann, di Darwin, di Haeckel, di Kant ecc. Così abbiamo sostenitori dell'evoluzionismo il Grassi, dell'antropologia criminale il Lombroso, il Morselli, il Ferri, il Garofalo, del determinismo psicologico il Wundt, del materialismo naturalistico il Moleschott, della sociologia positiva il Colaianni, del positivismo critico l'Ardigò, ecc.</p>
      <p>In questo delirio scientifico grandi acquisti va facendo la scienza per il metodo eminentemente moderno dell'osservazione induttiva, per la specializzazione scientifica, per la critica storico-psicologica, per la sintesi delle cause concorrenti, per lo sviluppo delle scienze ausiliarie e delle naturali, per lo studio delle analogie sintetiche.</p>
      <p>
        <pb n="105" />Però il disprezzo assoluto della metafisica o iperfisica, la confusione metodologica, l'esagerazione del valore empirico delle osservazioni, fanno sì che gli sforzi di ridurre ad unità le scienze cadano nell'<hi rend="italic">apriorismo</hi> scientifico e in una creazione subiettiva della scienza, che si riduce [sic] così tutti i suoi grandi progressi al <hi rend="italic">nihilismo.</hi></p>
      <p>2. Intanto la filosofia metafisica di Galluppi, Rosmini, Gioberti, Mamiani, Ventura, non ostante il lato profondo della verità, o mancava dell'elemento psico-razionale a posteriori, o confondeva i mezzi di conoscenza o dava un valore non intiero alla vita mentale dell'uomo.</p>
      <p>Sorse allora la scuola dei neo-tomisti, specialmente con Sanseverino, Liberatore e Taparelli, i tre più grandi e geniali rappresentanti, i quali vollero riallacciare le spente tradizioni della scolastica pura dei secoli XIII e XIV, cercando di seguire i passi della filosofia moderna. Essi si fermarono sino a Cartesio, Kant, a Gioberti, a Rosmini, a P. Ventura, che principalmente presero di mira.</p>
      <p>Da una parte posero in salvo, diciamo così, le verità fondamentali della filosofia cristiana, pigliando il metodo, le vedute e le guise degli scolastici; dall'altra attaccarono i moderni nelle loro basi metafisiche.</p>
      <p>La filosofia dei Neo-scolastici così ha il puro aspetto metafisico; è la forma delle verità prime, e delle loro conseguenze necessarie e immediate. È un ritorno all'assoluto mentale; senza che di tre secoli di filosofia essi avessero tolto nulla, tranne che le idee schematiche essenziali, metafisiche dei filosofi, per confutarle nella loro guisa assoluta, nel loro valore di schema logico.</p>
      <p>Pure il Liberatore e il Taparelli compresero il valore della modernità della filosofia, e fecero dei tentativi non per un'assimilazione di metodo, ma per una larga conoscenza del loro valore. Cornoldi, Salis-Seewis, Schiffini e pochi altri continuarono i loro tentativi; e dei moderni ultimi a rappresentanti di questa scuola con delle [sic] sensibili passi in avanti sono Rossignoli, Ballerini, e qualche altro.</p>
      <p>Un'altra scuola più puritana sorse, specialmente dopo l'enciclica <hi rend="italic">Aeterni Patris</hi> di Leone XIII che cercò di assurgere al più </p>
      <p>
        <pb n="106" />pretto scolasticismo rappresentato dal De Maria, De Mandato, Ferretti e dalla scuola Domenicana.</p>
      <p>Il ritorno alle fonti della Scolastica, a cui Leone XIII chiamò i cattolici, giovò assai perché i cattolici nel seguire e nel dominare il mondo scientifico moderno avessero la chiarezza matematica della verità, la unità metafisica della scienza, la pietra di paragone delle ipotesi scientifiche, la sicurezza di un metodo quasi infallibile.</p>
      <p>L'esagerazione però di restringere le cognizioni, il metodo, il valore delle verità all'enciclopedia scolastica, nocque ai cattolici che si credettero dispensati d'altro studio; e rese profondo lo stacco di due filosofie, di due categorie d'uomini; tra i quali neppure si può arrivare ad intendersi nella terminologia e nel metodo. Di qui ne nacque il disprezzo vicendevole delle due scuole; la mancanza assoluta di criteri moderni anche nello studio della metafisica; la totale assenza della filosofia cristiana nella vita scientifica moderna.</p>
      <p>3. A questa immediata decadenza della filosofia neo-tomista pura è seguita la reazione; una terza scuola è sorta, la quale accettando i postulati della filosofia neo-tomista, varia nel metodo, nella estensione, nella unità scientifica, nella critica storica, nella sintesi causale. Questa scuola è appena bambina in Italia e non ha ancora autorevoli rappresentanti tranne in parte I. Petrone nella metafisica, Toniolo nella sociologia, Molteni Giuseppe e qualche altro; in Francia ha principale De Mercier [sic] <note n="2"> Evidentemente si tratta del famoso Désiré Mercier che, come è noto, operò in Belgio.</note>, in America Zham, in Belgio Pottier, in Germania Görres e in parte Cathrein, Pesch, Biederlack.</p>
      <p>Questa scuola è in via di formazione, e preluderà la scuola della filosofia cristiana del secolo XX. Quest'indirizzo è stato ultimamente accettato in parte dalla Società Scientifica Catt[olica] Italiana <note n="3"> La «Società Cattolica italiana per gli studi scientifici» fu promossa e fondata nel 1899 da Giuseppe Toniolo, con l'appoggio di mons. Riboldi, vescovo di Parma, e di mons. Callegari, vescovo di Padova, con lo scopo di stabilire un nuovo rapporto tra scienze e fede. L'inaugurazione ufficiale della Società avvenne il 13 settembre 1899 a Como, in occasione della celebrazione centenaria della morte di Alessandro Volta. Cfr. F. VISTALLI, Giuseppe Toniolo, Roma 1954, pp. 469-475.</note>. Essa ha un largo campo di studio e di lavoro; la </p>
      <p>
        <pb n="107" />assimilazione di tutto quel che di vero hanno le scuole filosofiche moderne è il suo primo compito; un'assimilazione razionale, guidata dalle eterne norme del vero. È la necessità impellente di elevare la cultura e di portare nei labirinti della scienza moderna la luce delle verità fondamentali della vita naturale degli esseri, e della unità metafisica che dal cosmo arriva a Dio.</p>
      <p>Quindi è necessario tutto quel corredo di conoscenze storiche, scientifico-naturali, psicologiche, fisiologiche e biologiche che servono alla induzione moderna; e una larga concezione sintetica della relatività, dell'armonia, della simultaneità, che trasformano il metodo scientifico.</p>
      <p>A questa scuola bisogna che converga lo studio di quanti amano la filosofia come la scienza fondamentale della vita, propedeutica al domma nella sua espressione scientifica, mezzo precipuo della riforma sociale dei nostri giorni.</p>
      <p>4. Lo studio della filosofia nei Seminari. Vedi L'Era Novella.</p>
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