Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: acquistano

Numero di risultati: 15 in 1 pagine

  • Pagina 1 di 1

Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

392225
Toniolo, Giuseppe 2 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
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Quanto poco è ciò che l'uomo impara da sé e quanto maggiori le cognizioni che si acquistano mercé degli altri! Quali occasioni e stimoli di nobili affetti e di forti virtù nella convivenza! Per mezzo della popolazione, che è una continuazione dell'opera creatrice di Dio, l'uomo riesce ad attribuire alla propria esistenza una certa perennità e universalità; a conseguire sussidi che accrescono all'indefinito la sua potenza operativa; a scorgere fini che trascendono l'egoismo del presente e si allargano all'altruismo in un remoto avvenire; donde la prima mossa verso quel bene, sempre più alto, ampio, che inizia il progresso morale-civile (Schäffle, Kidd). Or bene di queste virtù di progresso la radice si cela nell'organismo vitale demografico; sicché ogni deviazione da esso, come ogni prosecuzione del suo normale assetto, si ripercuote, attraverso vie indirette, sul cammino della civiltà, e quindi sull'economia.

Pagina 1.415

E masse di operai che condividono le stesse condizioni liete e tristi del lavoro, divengono classe solo quel dì che acquistano la convinzione della propria speciale importanza nel corpo sociale, cioè quando si forma in esse la coscienza di speciali doveri, diritti ed interessi. L'educare una retta coscienza in quelle classi è anzi il problema dell'indomani.

Pagina 2.119

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

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Toniolo, Giuseppe 3 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
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Viceversa la divisione del lavoro decompone l'atto produttivo in operazioni elementari, a ciascuna delle quali rimanendo addetti costantemente speciali operai, questi colla ripetizione di atti semplici acquistano abilità crescenti. È ciò che accade a tutti per l'abitudine assidua di operazioni anco complicate, p. e. del leggere, dello scrivere, del suonare uno stromento musicale. Ma è meraviglioso il perfezionamento delle attitudini in alcune industrie, p. e. nella fabbrica di tappeti di Gobelins, i filati per la tessitura sono classificati giusta la scala cromica di Chevreul per qualità, graduazione e ombratura in ben 14.420 combinazioni di tinte; che tuttavia un esperto operaio riesce a distinguere di primo acchito (Messedaglia);

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Guai sbagliare il taglio di una veste, il valore della stoffa è perduto; invece in una grande sartoria speciali tagliatori,tutto il giorno occupati in questa operazione, acquistano una perfetta sicurezza di mano e l'arte di fruire dei minimi ritagli. Il buon successo economico di una miniera di carbon fossile dipende spesso dalla abilità speciale degli operai di far balzare con colpi assestati il materiale in grossi blocchi, mentre la quantità dei detriti rimane quasi senza valore sul mercato. — Rispetto al capitale, se per un prodotto occorrono cinque operazioni effettuate e ciascuna con uno speciale stromento, in una officina di cinque operai a sistema di lavoro riunito (in ogni persona), occorrono 25 stromenti; a sistema di lavoro diviso, basteranno cinque soltanto, uno per persona; e inoltre quattro quinti di quegli stromenti nel primo caso sarebbero alternamente in riposo, nel secondo caso tutto il capitale stromentale sarebbe costantemente in atto e quindi fruttuoso. Si applichi questo criterio alle immense industrie moderne colla loro ricca suppellettile stromentale, e si argomenti l'importanza di tale economia del capitale.

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XVII, Olanda); trasformazione decisiva per cui materie putrescibili di vile e accidentale valore, conservandosi inalterate per la accumulazione, per i lunghi trasporti, per i protratti consumi, acquistano valori normali,base di una industria, che da naturale diviene artificiale e sistematica (p. e. le sardine di Nantes, il tonno sott'olio).

Pagina 239

Rivoluzione e ricostruzione

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1922
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 264-308.
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Ebbene, i ceti medi — sotto l'assillo, aspro e duro, della loro crisi economica — acquistano, per la loro cultura e la loro esperienza produttiva, per il modesto tenor di vita e lo spirito di risparmio, una potenzialità costruttiva superiore alla loro potenzialità economica. Essi dànno la maggior parte dei loro uomini alla cultura, alla tecnica, all'amministrazione, all'industria e all'agricoltura direttiva, alle professioni liberali, al governo, a tutti i centri più vitali e più delicati del nostro congegno nazionale e statale. Questi ceti medi sono quelli che rinnovano le classi dominanti, che rilevano le correnti di educazione e di attività, sui quali si deve contare per l'avvenire del nostro paese; a questi ceti occorre dare una forza politica, che è mancata fin oggi, perché divisa fra la grande industria da un lato e l'organizzazione del lavoro manuale dall'altro. Forza politica che viene da una sana concezione della vita nazionale, da una formazione culturale salda e severa, da una educazione del carattere robusto e forte, da una valorizzazione economica autonoma, non sfruttatrice, non parassitaria, ma neppure obliata e offesa dall'indirizzo generale della politica.

Pagina 303

La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

400632
Murri, Romolo 5 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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Com'è penoso sentire che ad ogni istante o si va un poco più oltre di quel che si sarebbe voluto o non si sa giungere sin dove si sarebbe voluto, che certi impulsi acquistano improvvisamente troppa forza su di noi, che certe oscure debolezze e viltà rimangono e riappaiono, che lo sforzo del nostro animo non è quasi mai intenso quanto vorremmo nelle direzioni che vorremmo, nel fare e nel cercare il bene! Il rimorso non è solo il dolore acuto del male grave commesso, non riparato e in qualche modo irreparabile; esso è anche un dolore tenue ma diffuso, un cruccio lungo, una frequente puntura che pone in noi il senso dell'eccessiva molteplicità dei nostri stati di coscienza, della loro varia e spesso opposta direzione morale, del ribellarcisi e sfuggirci che fanno tanti lati e tante mosse del nostro spirito. Ma la grazia, il desiderio permanente di elevazione, avvalorato ed impresso della forza e della soavità della presenza divina, è in noi e ci aiuta: ci aiuta a snodare lentamente questo groviglio di tendenze e di abitudini, a discernere un noi più profondo, e quanto più profondo tanto più puro, nelle acque mutevoli del nostro spirito, ad imprimere al corso di questo una direzione costante.

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Questi atti sociali nella società cristiana sono, innanzi tutto, i sacramenti; ed essi hanno una particolare efficacia in quanto, pel tramite della società dei fedeli, della vita ad essa affidata e del potere spirituale che vi acquistano i suoi rappresentanti, rappresentano i mezzi ovvii e normali con cui il cristiano entra in comunione con la divinità ed acquista da essa forza e virtù. Primo di questi riti è il battesimo, sul quale oggi ci tratterremo.

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E la vita stessa e la morte di Gesù acquistano questo significato, normativo per ogni cristiano, di dedizione piena e volonterosa di sé stesso pel bene di molti, secondo la volontà del Padre.

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Nella storia dell'ebraismo, che è la preistoria del cristianesimo, noi vediamo questa fede nella vita eterna chiarirsi e manifestarsi via via che agli occhi del pensiero religioso l'anima dei singoli uomini, le sue aspirazioni, la sua vita interiore acquistano, col profetismo e nelle prove dolorose della cattività, maggiore importanza; sinché nella rivelazione cristiana la immortalità diviene un aspetto evidente e necessario della dottrina sul valore del l'anima, sulla provvidenza paterna di Dio, sulle beatitudini, sull'avvento del regno, sulla glorificazione finale del Padre e dell'opera da lui affidata al Cristo.

Pagina 290

Con ciò, o signori, i principii della civiltà cristiana sono posti: l'eguaglianza, la libertà, la fraternità acquistano la loro base solida ed inviolabile. L'economia, la politica, il dritto stesso non possono che constatare o ribadire differenze ed opposizioni fra gli uomini; solo la veduta religiosa o cristiana della vita supera e trascende tutte le differenze, e pone ogni uomo in condizioni uguali dinanzi a Dio, padre comune, e dinanzi ai proprii comuni destini; ed ai programmi di lotta, di odio, di guerra, i quali nascevano da quelle differenze constatate e sentite, oppone un programma più alto di amore fraterno, di solidarietà nella vita, di pace. Al lume del cristianesimo ogni uomo ci apparisce non più come mezzo ma come fine: ridurlo in servitù, sfruttarlo, togliergli parte o tutto di ciò che gli spetta, sottrargli i mezzi di compiere le sue sorti, sacrificarlo al nostro vantaggio, commettere comunque ingiustizia contro di lui è misconoscere il valore ed il dritto della natura umana, fare offesa, nell'uomo, alle norme assolute del giusto e del bene, a Dio stesso.

Pagina 50

La stampa quotidiana e la cultura generale

402295
Averri, Paolo 2 occorrenze
  • 1900
  • Averri, La stampa quotidiana e la cultura generale, Roma, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1900, IV-70.
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E la vita pubblica è cosi complicata e l'uomo s'interessa di fatti pubblici per una così varia e molteplice combinazione di cause, che spesso un'umile questione locale assorge alla dignità di grande questione politica: e gl'interessi individuali si combinano così facilmente in fasci d'interessi di classe o di partito che le passioni o le volontà politiche ne acquistano una varietà indefinita: sicché in genere noi possiamo definire come bisogno politico o collettivo ogni bisogno che alcuni o molti individui percepiscano come capace d'essere soddisfatto con mezzi collettivi, l'uso de' quali dipenda in parte da loro. Esempio tipico la questione Dreyfus, della quale nessuna altra in questi ultimi decennii è forse scesa così profondo nell'animo francese. Per un concorso complicatissimo di circo stanze, l'assoluzione di Dreyfus era divenuta un bisogno collettivo notevolissimo per una gran parte de' francesi, come era, per l'opposto, la sua condanna per una parte anche maggiore di essi. Da questa digressione noi torniamo facilmente al nostro quesito.

Pagina 22

Cosi i fatti economici o le necessità collettive dalle quali nascono i problemi sociali e le agitazioni pubbliche acquistano nei giornali, a seconda dell'altitudine e dei gusti di questi nel rappresentarle, il loro potere causativo di agitazioni e di riforme pubbliche.

Pagina 47

Appendice

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1907
  • Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 246-263.
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Questo gruppo nuovo non ha dunque origini democratiche; esso è frutto di combinazioni, dalle quali si vollero assenti gli amici dei lavoratori, perché vi partecipassero invece largamente uomini rappresentanti di una borghesia scettica, senza scrupoli ed avida di potere, fattisi improvvisamente difensori del cattolicismo, lodatori della merce che acquistano, a buone condizioni del tempio.

Pagina 257

Introduzione

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari– Società Naz. di Cultura, 1908, 16-29.
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Per intendere che cosa è la religione nella vita noi possiamo riferirci a quella rinascita di idealismo alla quale assistiamo da qualche anno anche in Italia; rinascita la quale vuol dir questo: che, nella vita degli individui come de' popoli, lo spirito e la volontà, con tutto quello che li riguarda, tornano ad apparire come la realtà maggiore, anzi come la sola realtà vera nella quale e per la quale tutte le cose pregiate e cercate acquistano senso e valore, divengono energia che si protende, consapevole e forte, a nuove conquiste sulla natura sulle istituzioni sociali sullo spirito stesso. Ma questo è, oggi, risveglio di pochi; i più, in Italia soffrono ancora di due cose, di un grande impoverimento di ideali nelle file dei cattolici, che per lunghi decennii parvero accentrare tutte le loro forze nella difesa di un territorio e di alcuni benefici e privilegi; e del materialismo positivista che l'animo dei giovani, già così proclivi ad occuparsi solo delle cose esteriori, persuase la materia e la natura e l'economia esser tutto, e lo spirito, o niente, o un qualche cosa che si sarebbe tirato di impiccio da sé, senza che valesse la pena di occuparsene; e così, soppressa la coscienza interiore, era soppressa la religione vera, la quale non ha né luogo né ufficio se non l'ha innanzi tutto nella coscienza interiore. E anche oggi i peggiori nemici del popolo italiano sono tuttavia quelli che commettono questo doppio peccato: dall'u¬na parte coloro che richiamano sulla religione cattolica le avversioni insorgenti contro una politica inetta e senile e un pagano spirito di dominio, dall'altra, i superstiti di questo volgare materialismo positivista, dilapidatori spensierati e crudeli del grande patrimonio spirituale e morale del paese.

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