Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: accrescere

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Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

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Toniolo, Giuseppe 12 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
  • Economia
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la famiglia, nei primi secoli ampia e robusta, e tuttavia disciplinata non tanto a guarentire gl'interessi domestici, quanto ad accrescere il potere del paterfamilias; la proprietà privata è analogamente assoluta nel suo godimento e libera nella sua circolazione, sia per contratto sia per regime successorio colla divisione (legittima) in parti eguali fra i figli, più curante del diritto dei singoli, che dell'unità del patrimonio familiare. — La proprietà è anche pubblica, ma dello Stato, più che di organismi intermedi (di comunanze locali, enti collettivi), il quale ne concede l'uso a privati con provvedimenti spesso strappati a forza e non rispettati (leggi agrarie); e la personalità giuridica delle fondazioni e corporazioni (p. e. collegia opificum)èconsiderata come una concessione di Stato, arbitro di revocarla e assorbirne i patrimoni. — Sottile e maturo il regime giuridico delle obbligazioni ma, dal punto di vista della rigorosa giustizia commutativa (da pari a pari), disadatto alla spigliatezza commerciale e con scarso riguardo alla giustizia distributiva sociale; sicché l'incentramento dei latifondi e del capitalismo feneratizio, col suo contrapposto il proletariato, divenne cagione di ruina per l'economia romana. — L'aspetto sociale, spunta bensì nella legislazione romana (e prima nel diritto teodosiano che in quello giustinianeo) sotto le influenze cristiane, non ancora pervertite dal cesaro-papismo-bizantino; — ma nell'insieme il diritto romano in sé e nelle sue applicazioni posteriori rimase sempre il simbolo di una economia individualistica,col suo contrappeso dell'assolutismo di Stato. Esso fu pertanto ripugnante all'originale assetto e allo spirito espansivo dell'economia medioevale, ove spesso i legisti si trovarono in contrasto coi canonisti; — e nocque all'economia moderna, avvalorando dapprima l'onnipotenza politica (sec. XVI-XVIII), e dappoi coll'individualismo trapassato nei codici (sec. XIX) infirmando la solidarietà economico-sociale. Di qui una certa reazione recente contro di esso (L. Brun, Jannet, Janssen, Ferrini, Pruder, Gierke, Bougaud).

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Ora, al di là di questa funzione giuridica esclusiva e sua propria, lo Stato, con la funzione sociale civile,viene ad accrescere il bene comune dei cittadini stessi, cooperando con essi al progresso umano-sociale fisico, intellettuale, morale, che è il fine intrinseco della civiltà ed ai crescenti mezzi economici di essa.

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Donde questa deduzione positiva: il valore d'uso è il punto di partenza e di arrivo del fenomeno dello scambio.Infatti lo scambio piglia le mosse dal valor d'uso che domina nella economia primitiva di popolazioni selvagge, per la speranza di accrescere le esigue e penose soddisfazioni della attività isolata. Ma nel valor d'uso, il cambio trova i limiti della sua progressiva irradiazione; la quale invero si arresta laddove le utilità ossia le soddisfazioni, procurate ai singoli dal congegno degli scambi, riescano più scarse e onerose di quelle conseguibili direttamente dall'insieme delle economie interne private. In tal caso i singoli individui (anche in piena economia di scambio) si procurerebbero da sé le cose utili, rinunciando agli acquisti.

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Ma siccome il meccanismo delle permutazioni, in mezzo a cui si svolge il valore di scambio, conferisce, come vedemmo, a diminuire i sacrifizi e ad aumentare i risultati della ricchezza prodotta, così il valore di scambio attraverso le sue vicende alterne, converge ad accrescere il valore di uso, cioè ad elevare la stima che della ricchezza si fa dal punto di vista delle soddisfazioni definitive, ossia delle cose utili disponibili per esse. Il valore d'uso è sempre l'ultima parola.

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Ciò si effettua per la ragione che l'uomo è sospinto dal desiderio di accrescere il suo benessere complessivo,cioè di conseguire, mercé l'aumento del suo lavoro utile ed oneroso, una più estesa e completa soddisfazione del suo bisogno fino all'accessorio, al voluttuario ed alla sazietà. E pertanto se egli fu tratto prima col suo sforzo o sacrifizio iniziale a produrre un primo pane per un appagamento elevato di 8, rispondente alla necessità di acquetare i primissimi latrati della fame, — successivamente si accontenta, per giungere gradualmente alla completa tacitazione del bisogno, di ritrarre dalla produzione degli altri pani appagamenti rispettivamente minori, nella misura decrescente di 6, 4, 2, corrispondenti al valore del secondo, terzo, quarto pane; i quali tutti però, aggiunti al primo,gli apportano finalmente la sazietà. Ma in tal caso si può bene argomentare, che se l'uomo medesimo continuò nella produzione anche colla tenue soddisfazione di 2, cioè sino all'infimo valore marginale del quarto pane, ciò significa aver egli ormai giudicato che i suoi sacrifizi per produrre questa ultima unità di pane fossero bastevolmente compensati da quell'assottigliato valore finale; assommando (avvertasi bene) nella unità della sua coscienza questa tenuissima utilità e soddisfazione marginale con tutte le altre superiori di cui egli simultaneamente usufruisce, e così completando il suo benessere.

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Essa finalmente, applicandosi alla ricchezza servente ai fini umani, suscettivi di una attuazione sempre più completa e di un raggiungimento sempre più elevato, racchiude e designa la legge del progresso nella vita economica, la quale si traduce in realtà concreta, mercé la tendenza costante: «di accrescere le ricchezze e quindi le soddisfazioni indefinitamente, perché ad esse risponde un piacere, e di diminuire ad un tempo indefinitamente gli sforzi e quindi i sacrifizi per conseguirle, perché ad essi risponde un dolore». Cosicché l'ideale (impossibile all'uomo) sarebbe: — effetto utile o benessere = infinito; — sforzo o sacrifizio = zero; ciò che è proprio di Dio, che crea tutto dal nulla. Ma intanto la attuazione di un rapporto sempre più favorevole fra questi due termini, per il quale si amplia sempre più l'effetto utile cioè il godimento mercé la ricchezza, restringendosi sempre più il dispendio di forze cioè la pena, mercé la intelligenza e la energia umana, — segna i gradi del progresso economico nella storia.

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Il primo risultato sintetico di un miglioramento in tutti i rapporti biologici di una popolazione, è quello di accrescere ossia intensificare la vita, prolungando la media durata della esistenza individuale.Prezioso incremento biologico che è il premio alla sua volta di tutti i progressi tecnici, economici, morali di civiltà, per cui ogni singolo può ripromettersi dalla nascita un maggior numero di anni e di forze disponibili per il bene proprio e altrui; e che perciò aderge il valore della personalità, inizio di ogni grandezza nazionale, gli concede di partecipare più a lungo al flusso delle generazioni succedentisi, e ai loro crescenti acquisti spirituali e materiali, e di trarre da quell'ambiente nuovi impulsi a più continuata operosità.

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Sebbene il movimento avesse prevalenti scopi politici, di accrescere la potenza degli Stati europei assoggettando territori e popoli extracontinentali, e subordinatamente economici, di obbligare con regime restrittivo le colonie a vendere esclusivamente alla madre-patria le materie greggie del suolo, in vantaggio delle industrie e commerci della metropoli; e in onta che questo regime coloniale,colle sue concessioni privilegiate di terre, colle compagnie monopolizzatrici dei trasporti e del traffico, sia in parte fallito e nel resto decaduto, — tuttavia quella colonizzazione transoceanica dei portoghesi, spagnoli, di Olanda, Francia, Gran Bretagna riuscì a lungo andare ad un resultato storico ben degno di contrassegnare il passaggio all'età moderna, cioè quello di avviare una emigrazione territoriale agraria (Fanno).

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Donde, per salvezza propria e sociale, e per il bisogno fra tanti pericoli di ordinamenti politici più ampli e robusti e di una economia finanziaria più poderosa, lo sforzo prolungato e tenace (fra la comune stanchezza) da parte delle monarchie, dai Tudor in Inghilterra ai principi tedeschi, fino agli ultimi Valois ed ai Borboni in Francia ed a Filippo II in Ispagna, per accrescere il potere centrale dello Stato in forma assoluta, contro la aristocrazia prepotente, anzi contro tutti gli organismi autonomi del clero, della nobiltà, delle Corporazioni, che tradizionalmente quel potere avevano limitato.

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. — Tal'altra il calcolo di classi dominanti consigliò di accrescere la propria influenza pubblica, meglio che col numero degli schiavi, con uomini a sé obbligati coi vincoli di gratitudine e di servigi civili, quali i clienti in Roma. — Dovunque, poi, gli affetti familiari e l'intima convivenza mitigarono la schiavitù dei consanguinei e dei servi domestici. — Più tardi il sentimento di umanità, sorretto in qualche misura da teorie filosofiche (p. e. dello stoicismo), si aggiunse a dare diffusione all'antico istituto della manumissione degli schiavi; — senza dire delle vicende politiche, che alla plebe romana (probabilmente all'origine in tenue schiavitù dai primi occupanti) conferirono successivamente i diritti privati (ius connubii)e pubblici (ius suffragii)dei liberi cittadini. E così per ragioni etniche, civili, familiari, politiche s'ebbero forme intermedie fra schiavitù e libertà personale, in tutta l'antichità: quella dei perieci in Grecia, del colonnato e dei liberti in Roma, dei servi della gleba nelle province romane, degli aldi e liti fra i germani, ben distinti, quivi come dovunque, dai veri e propri schiavi (Schmoller, Maurer, Lampertico).

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. — Propizia pertanto ad accrescere i membri dipendenti dalla famiglia, la convivenza pacifica, come quella dei re pastori nell'Asia centrale o dei patriarchi nella Palestina o dei romani agricoltori nel Lazio. Viceversa la famiglia quasi sparisce nelle orde tartariche randage e rapaci (Champagny, Félix, Cantù).

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Originata dall'amore e non dalla prepotenza maschile sulla debolezza femminile, fondata sul dovere reciproco e non sul diritto di un solo dei coniugi, non servì più ad accrescere la potenza egoistica ed arbitraria del capo sopra i suoi soggetti, ma questa potenza trovò i suoi limiti nel fine immediato e doveroso della generazione, nel rispetto della comune legge morale e quindi nella dignità della moglie e dei figli. Così la famiglia novella accanto all'autorità collocò un principio espansivo di libertà e di autonomia;si dispogliò lentamente di funzioni estranee alla diretta consanguineità ed ai fini privati e, pur mantenendo vincoli morali colla lontana parentela, preparò per mezzo di questa il distacco progressivo di organi sociali, civili, da essa procedenti ma di finalità differenti. Il medio evo assistette invero alla grande elaborazione di organi autonomi gentilizi, di classi, di stirpi intorno alla famiglia; la quale ne rimase rinfrancata ma non più assorbita (Périn).

Pagina 2.94

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

396670
Toniolo, Giuseppe 10 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
  • Economia
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Dal quale esempio e da altri somiglianti si ritrae questo importante criterio economico che ogni sostanza può divenire base di una serie di prodotti residuai derivati,i quali sostentino altrettante industrie complementari a rafforzare la principale e accrescere i consumi. — Ogni fabbrica manifatturiera è un trionfo della fisica tecnologica, coi suoi mirabili congegni meccanici, per cui la poderosa forza motrice da un centro unico (la turbina, la macchina a vapore, la dinamo) si trasferisce si insinua attraverso gli alberi trasmettitori, gli ingranaggi e corregge in ogni sala dello stabilimento, a ripartirsi, ad adattarsi, a piegarsi alle più diverse, complesse, delicate esigenze del lavoro. Impadronitisi di una forza motrice, non è ormai che un problema di secondo ordine e di facile soluzione quello di accomodarla ad ogni specie di operazioni tecniche. — Nell'arte navale signoreggiano indisputate le matematiche superiori.Non v'ha perito maestro d'ascia negli odierni cantieri, che valga a dare al legno curve così sicure, come quelle che oggi alle immense navi in ferro riesce ad assegnare un ingegnere colla scorta delle più complesse formule, per rispondere alle esigenze simultanee di statica, velo-cita, capacità,tre funzioni elidenti fra loro e variabili a seconda dell'uso della nave e dei mari navigabili. La marina militare poi, colle sue fortezze galleggianti, coi suoi avvisi rapidissimi, colle torpediniere subacquee, è tutta intera un portento delle scienze esatte. E forse le ferrovie alpine colle gallerie elicoidali del Gottardo e colle ascensioni funicolari o ad ingranaggio dello Zermatt e del Rigi-Kulm, o quelle continentali coi ponti sospesi, coi passaggi sottomarini, colla lunghezza sterminata attraverso il Far West o la Siberia e colla velocità meravigliosa, non hanno superato dovunque problemi scientifici dichiarati insormontabili? — Nella più recente agricoltura razionale si danno convegno tutte le scienze,la chimica, la geologia, la fisiologia delle piante, la meteorologia, l'idraulica, la meccanica agraria, la zootecnia per le più complicate operazioni; dagli asciugamenti dei Paesi Bassi alle irrigazioni lombarde, alle fognature («drainage») delle pianure inglesi, alle organiche trasformazioni delle razze animali, alla moltiplicazione di piante industriali o di varietà floreali, alla confezione di vini e alla conservazione di prodotti orticoli e giardinieri.

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. — Il terzo momento storico coincide col presente avvenimento sociale tecnico,per cui colle invenzioni scientifiche applicate alle industrie, immense forze e presidi strumentali vengono ad accrescere sconfinatamente la potenza produttiva; e ciò tra il sec. XVIII e il XX, a profitto di tutte le nazioni.

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Però il saggio ed esperto imprenditore ha un altro modo di accrescere la prosperità della propria industria, quello di migliorarne l'ordinamento.Vediamo.

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Donde i tre argomenti che i vecchi economisti trattano sotto tre titoli distinti, delle macchine,della divisione del lavoro, dell'associazione;ma che meglio vanno compresi nel tema delle leggi del progresso, perché esprimono altrettanti procedimenti con cui accrescere (nel suo massimo relativo) la efficacia utile della produzione. Prima legge. – Nell'ordinamento tecnico la produzione da manuale diviene artificiale.

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Essa intende ad accrescere la potenza individuale de' singoli consociati e cessa pertanto di essere anco economicamente giustificata quando, o per le proporzioni ingenti o per le modalità concrete essa riesca ad assorbire l'individualità, deprimendo così le personali energie produttive di una nazione.

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di questa classe di fronte ai proprietari, per cui essi sieno stimolati ad accrescere la potenza produttiva permanente del suolo.

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Viceversa i medi proprietari,desiosi di conservare e accrescere i loro mediocri possessi, hanno perciò stesso stimolo (ben più di un semplice impresario sui beni altrui) a contare sopra le proprie iniziative personali senza pericolo di sfruttamento del valor capitale delle terre da parte di un terzo speculatore, porgendo così l'esempio vivente e quotidiano di una gestione novatrice e insieme parsimoniosa.

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. — Pel comune interesse dei due soci di accrescere il prodotto lordo la colonia parziaria stimola la coltura intensiva. — Agevola le migliorie permanenti del suolo, perocché, pur incombendo queste esclusivamente al proprietario, tornano a lui meno dispendiose coll'affidarle al lavoro dello stesso colono, il quale le eseguisce in stagioni morte a prezzo più lieve che i salariati, siccome un reddito per lui complementare. — Concede al coltivatore di condividere col proprietario (circostanza decisiva) sul prodotto lordo anche il profitto del capitale fondiario e la rendita di speciale fertilità del terreno (Loria). — Associa in uno stesso esercizio la tenacia del contadino interessato e la intraprendenza dell'intelligente e ricco borghese, determinando così nei paesi a colonia uno sviluppo agrario graduale e continuato, mentre gli altri sistemi alternano spesso i rapidi progressi coi prolungati decadimenti.

Pagina 398

E tutta questa progrediente tecnologia converge ad accrescere la copia e qualità di prodotti manifatturieri e a diminuirne il costo.

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La massa monetaria mondiale, che per la sua natura di stromento degli scambi è capitale nella misura che essa si traduce in aumento di produzione sociale — conferisce analogamente ad accrescere in ciascuna economia privata il reddito netto (ricchezza) espresso in moneta, disponibile per gli usi umani.Ora, avuto riguardo alla destinazione (elemento intenzionale) del proprio reddito monetario, ogni ente privato usa una parte di esso per l'acquisto di oggetti o mezzi di consumo, cioè per la soddisfazione finale dei suoi bisogni, e una parte per l'accumulo (risparmio, capitalizzazione) e per l'acquisto più tardi di mezzi di produzione (edifici industriali, macchine, materie prime e ausiliari). Per l'economia privata pertanto la prima porzione di moneta, destinata abitualmente alla compra di prodotti per bisogno personale, rappresenta un fondo o un mezzo di consumo e non è capitale.La seconda porzione, destinata ad acquistare degli stromenti o mezzi di produzione, rappresenta i capitali effettivi in cui si converte e perciò è capitale essa medesima, che frutta per mezzo di questi.

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Per il 1° anniversario della sezione operai S. Giuseppe e per l’inaugurazione della compagnia del ven. n. Suplrizio in Caltagirone.

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1896
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 17-29.
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Signori, mi si schianta il cuore: è un fatto ormai innegabile che la Massoneria cerca i giovani per accrescere le proprie fila: e i nostri giovani, da bambini educati senza Dio e senza catechismo, cresciuti tra le seduzioni di una rea lettura, imbevuti dei filosofemi dei sedicenti scienziati, o ascritti a società liberali e a circoli politici, finiranno per dare il nome alla Massoneria. Eanche che non si arrivi a questo termine, Signori, a voi, a cui sta a cuore l'avvenire della nostra patria, domando: che sarà della terra nostra quando cessati di vivere coloro che, già avanzati in età, soli o con pochi conservano l'antica fede e l'educazione sobria e intemerata dei padri nostri, alla generazione presente, che prova gli effetti di trentacinque anni di corruzione e di errori, verrà una gioventù cresciuta tra il cattivo esempio dei padri, gli errori della scuola, la corruzione della società? Che sarà mai? Se ora piangiamo gli effetti di uno scompigliato progresso, e la famiglia traballa dalla saldezza dei suoi vincoli, le amministrazioni crollano dalla mala coscienza degli amministratori e il popolo perisce dalla ferocia dei suoi strozzini, che sarà domani se il riparo non è pronto, efficace, che sarà quando la presente gioventù salirà al comando?

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Note sommarie sui contratti agrari e le cooperative agricole di lavoro in Sicilia

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1901
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 205-216.
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Non è una statistica esatta ma si avvicina alla verità; 4) Mancanza di capitali per l'istituzione delle cooperative; appena il 25% dei contadini, per le economie sul proprio bilancio di uscita, e per altre risorse, ha qualche sommetta a risparmio; 5) Lotta sorda da parte dei gabellotti, i quali riescono a disanimare i volenterosi, ad accrescere la diffidenza, a ostacolare le pratiche per il fitto di un latifondo, a intimidire anche i propri mezzadri.

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La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

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Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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Il diffondersi della cultura, la quale non è se non mezzi varii di attività spirituale, il maggior valore delle persone individue nella società politica contemporanea, la soppressione dei costumi feudali, la maggior diffusione della ricchezza hanno concorso ad accrescere enormemente il numero delle anime che vivono interiormente, che sanno, che sono chiamate ad esercitare la loro scelta su di una cerchia sempre più vasta di oggetti. Ma la cultura moderna, che ha acuito con ciò stesso in tante anime il problema morale, non ha saputo, con ha potuto, non sa né può risolverlo; essa è ed ha sussidii, non direzioni, mezzi, non scopi. E fra le varie espressioni letterarie della coscienza contemporanea una più particolarmente, il romanzo, espone questa crisi morale di anime che sono travagliate dal problema del bene e della forza, che manca ad esse, di compierlo. All'uomo riesce facile compiere il male, ma quando egli sa dimenticare sé stesso, sa smarrirsi e godere con spensierata gaiezza, come gli uomini e le donne della lasciva novella di Boccaccio: le coscienze d'oggi sanno e riflettono troppo per poter compiacersi nel male: ne subiscono gli allettamenti, ma ne sentono anche il tristo, il vuoto, il dannoso effetto nella vita; indietro non è possibile andare, poiché, oltre che alla religione, converrebbe rinunziare alla civiltà ed alla cultura; avanti, sì, si può andare, ma a costo di subordinare la vita e la volontà ad una norma superiore di bene, a un essere più vasto che il nostro, infinito, eterno, nel quale è il sapore del bene senza colpa e della felicità senza ombre.

Pagina 128

Ma così, e non come seguaci passivi o come clienti politici, bisogna appartenere alla Chiesa; vivere della sua fede cercando non la lettera, ma lo spirito, non le dotte esposizioni, ma l'atteggiamento della coscienza nella rappresentazione dell'essere delle cose e del valore della vita; sperare con essa, valicando i confini delle cose terrene, per fermarsi sui beni spirituali e perenni; amare ed amando fare, e facendo temperare ed affinare le forze dello spirito ed accrescere i tesori spirituali di questo; essere, nella Chiesa e con essa, fra gli uomini, la mite e forte e soave schiera di quelli che, seguendo la dottrina di Gesù e vivendo dello spirito di lui, compiono sulla terra la volontà paterna di Bene, come essa è compiuta, di là dagli orizzonti dello spazio, nella casa del Padre; dagli occhi e dalla bocca e dalle mani dei quali, come dagli orli di un vaso pieno, trabocca la forza soave che conforta i mortali e riaccende la fiducia nella bontà e nella vita.

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I problemi del dopoguerra

401625
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1918
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 32-58.
  • Politica
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Ciascuna direzione o divisione tende ad accrescere funzioni e attività, divenendo onnisciente e onniprevidente; arrogandosi la infallibilità pratica e l'autorità assoluta di regolare le sorti dei miseri mortali, che non debbono avere più né cervello per giudicare, né volontà per agire nel nuovo mostruoso falansterio a cui si vuol ridurre l'attività e la vita statale.

Pagina 50

La questione meridionale

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1903
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 234-239.
  • Politica
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L'influenza dei diversi popoli, ma principalmente della Grecia prima, degli arabi e dei normanni dopo, i popoli che può dirsi si siano resi naturali sul nostro suolo o che per lo meno abbiano determinato vivamente la potenzialità della razza, non hanno fatto diminuire, ma accrescere e raffinare quel fondo speciale della psicologia elementare dovuta alla comunicazione immediati con una natura che si effonde, e con i suoi mille angoli di rifrazione, la sua molteplicità di figura, crea la percezione analitica dell'ambiente vario e mutevole.

Pagina 238