Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: adattare

Numero di risultati: 7 in 1 pagine

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Riformiamo noi stessi

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Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Quando noi ricordiamo il nostro motto «cattolici, italiani, democratici» non facciamo che adattare la nostra lingua ad un difetto, ad una mancanza che hanno portato i tempi nella pienezza di significato della parola «cattolici». E noi aspiriamo a questa riforma, a ridarle colla pratica della vita tutto il significato integrale. Ma prima dobbiamo farlo nel campo delle idee, sì che il nostro tempio non abbia che una sola base e un sol disegno, in cui tutte le parti armonizzino coll’intero. E dopo questo, lasciamo pure che il cuore s’accenda ai propositi più generosi, che ci trascini l’entusiasmo dei grandi ideali, e nessuno potrà accusarci di sogni immaginari, di effervescenza del pensiero. Dio disse: «Son venuto a portare il fuoco in terra e voglio che si accenda!». Commilitoni, non credete ai nuovi sofismi della viltà, alla decadenza della razza, all’azione di forze impersonali. Dio arma ogni cristiano alla battaglia e ognuno deve guadagnarsi il suo posto. Intanto, mentre nel ricambio delle idee e nella risonanza delle anime prepariamo il nostro domani, guardiamo alla patria e preghiamo:

Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

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Toniolo, Giuseppe 2 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
  • Economia
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. — Specialmente in periodi primitivi, in cui forze cosmiche oltrepotenti si trovano a contatto di vergini generazioni umane, queste subiscono profondamente nella costituzione loro fisiologica l'influsso di climi torridi o frigidi, del suolo aspro od agevole, pianigiano o montuoso, di una flora scarsa o copiosa; ed è questo il punto di partenza, donde per virtù di esercizi corporei affine di adattare a quell'ambiente le esigenze della propria conservazione, insieme al fatto dell'incrocio dei sangui, derivano le varie stirpi umane, le quali poi con legge di atavismo si perpetuano. Di qui le grandi razze umane gialla, bianca, nera e le minori discendenze derivate coi loro tipi differentissimi per statura, fecondità, resistenza, ecc. E sembra legge etnologica, che stirpi meglio disposte a civiltà sieno quelle che si temperano a più svariati influssi tellurici, oltre che a maggiori commistioni di sangue; ciò che spiegherebbe il primato della razza aria dell'Iran, scesa abitatrice dell'India, della Persia, di Europa intera.

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In questo cammino razionale, ben prima della tecnica produttiva (propriamente detta) si afferma con certi indizi anticipati la tecnica dei consumi; intendendosi per essa l'arte di accomodare i prodotti elementari all'uso definitivo umano (ammannire il cibo, adattare e abbellire le vesti, corredare le abitazioni), arte domestica e femminile per eccellenza. La quale tecnica si combina per lo più colla economia occupatoria,cioè colla apprensione di quanto la natura fornisce senza lavoro dell'uomo, p. e. le frutta spontanee dell'albero, l'erba della prateria, la pelle della belva, la carne del pesce, la pietra del torrente o della cava. Grado rudimentale della tecnica, — in cui segnano un progresso i metodi di conservazione dei raccolti e il loro accumulo in riserve, — e in cui sembra decisivo il passaggio alla ittiofagia od uso delle carni; perché importa l'impiego del fuoco,il quale fu sempre considerato sacro per la sua importanza. Mentre infatti il fuoco determina un centro di convivenza (focolare domestico), esso, trapassando alla produzione, diventa il mezzo per rimaneggiare le materie prime dell'industria, donde col fuoco lo spezzamento delle pietre, l'incandescenza dei metalli, il bruciamento delle radici, ecc. Di qui il rinvenimento nelle primitive abitazioni di arnesi di consumo, forchette, stoviglie, arredi abbastanza progrediti quando ancora gli stromenti dell'arte acquisitiva (spesso tutt'uno con quelli di difesa) si riducono all'arco, alla freccia, alla clava, alla rete. Ma frattanto deve notarsi come questa tecnica dei consumi in una economia occupatoria rappresenta anche uno stadio infimo di civiltà,«perché l'uomo che si limita passivamente alla semplice raccolta dei doni di natura, rimane alla balìa di essa, quasi mendicante nel giardino e talora nel deserto del mondo» (Schmoller).

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Giornalismo ed educazione nei seminari

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1902
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 217-233.
  • Politica
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Onde chiaramente ne siegue che se il sacerdote deve adattare il suo ministero ai tempi, e se l'educazione del chierico influisce sulle sue facoltà attive decisamente, oggi nei seminarî si deve far sentire al chierico quali saranno i suoi nuovi compiti in mezzo ad una società paganeggiante, per renderlo sin dal Santuario adatto alla sua missione sociale, affinché posa sul serio esser lume ai popoli e sale della terra.

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La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
  • Politica
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Essi hanno anzi, assai spesso, favoriti in ciò dallo stesso costume circostante, volto ad una via opposta lo sforzo del loro animo; ad adattare cioè la loro fede ad una coscienza morale, cresciuta in gran parte fuori dell'influenza di essa, ad abitudini già fatte, talora anche ripugnanti ad uno spirito vivo di religione. Sicché molti si dicono oggi e si credono cattolici ai quali forse manca persino ciò che in ogni vita religiosa è elementare, vale a dire la religiosità: 1'attitudine, spontanea o formata, a considerare le cose della vita ed il mondo, gli atti e le finalità umane, da un punto di vista religioso. Esaminate ciò che essi amano, desiderano e temono, ciò che essi cercano nella vita, studiate i moventi della loro condotta, l'indole dei loro rapporti con Dio e col prossimo, e voi vedrete nessun vivente principio religioso manifestarsi in ciò: la religione apparisce, al più, quando c'è il mistero da scrutare temerariamente, un giudizio pubblico da affrontare, un piccolo o grande favore terreno da ottenere, un pericolo da scongiurare con mezzi superstiziosi e talora magici. Di tale forma di cristianesimo, così diffusa oggi e così nociva allo sviluppo ed all'influenza della vita cristiana, nel mondo, noi faremo liberamente la critica nei nostri discorsi.

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I primi cattolici in Parlamento

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari– Società Naz. di Cultura, 1908, 86-107.
  • Politica
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In questo gruppo potrebbero anche essere collocati i gravi problemi riguardanti le riforme del diritto privato e il decentramento amministrativo: visto che non si tratta oramai di decidersi fra due grandi ed opposte correnti di idee, ma di vincere difficoltà pratiche, modificare, perfezionare, adattare gli istituti esistenti. L'azione del nuovo gruppo sarà quasi insensibile in questo ordine di problemi. Esso non porterà certo delle nuove competenze tecniche di primo o di secondo ordine nell'attività dei nostri organismi politici; la tecnica si è, in un certo senso, sviluppata dall'intrico confessionalistico ed oggi è quasi per intiero al servizio od a portata dell'attività di governo, in Italia.

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Da un Papa all'altro

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
  • Politica
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Il conflitto è acutissimo; e tuttavia la scissura, che molti temettero, non ne venne né poteva venirne: perché la separazione, già attuata, del diritto civile dal canonico mette gli studiosi cattolici al sicuro da irritanti repressioni personali, e più perché, nonostante il mormorare che molti fanno di razionalismo e di infiltrazioni protestanti, il moto intellettuale, che rifiorisce nell'applicazione dei metodi critici e positivi alle scienze ecclesiastiche, è, salvo particolari manifestazioni e tentativi, di purissima origine cattolica: la Chiesa, considerata o come pura dottrina religiosa, o come organizzazione collettiva della vita religiosa dei credenti, come società, non può nulla perdere nel progresso degli studi storici-psicologici sociali: essa ne trarrà anzi l'enorme vantaggio di adattare sempre meglio, con una revisione critica di tutto il suo passato, l'attività gerarchica e l'uso dei suoi mezzi sociali agli scopi ed allo spirito che la caratterizzano.

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