Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: acquisiti

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L'assemblea costitutiva del Partito popolare

387979
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

L’assemblea esprime la sua solidarietà coi pubblici funzionari redenti implicati in una duplice lotta per mantenere i propri diritti acquisiti e ovviare alle conseguenze dell’enorme rincaro; in modo particolare assicura il suo appoggio alla benemerita classe magistrale, dolente che lo spirito fazioso di pochi, assecondati da un’oligarchia resa solo possibile per l’assenza di legittimi e legali rappresentanti del paese, abbia portato la disunione là ove era doverosa una dignitosa solidarietà. Manda un plauso speciale ai coraggiosi maestri della Tommaseo, assicurandoli che il popolo sarà grato a coloro che in momenti difficili ne affermano i supremi interessi morali.

La federazione trentina dei ferrovieri - il risultato delle trattative passate - il nuovo memoriale del 7 marzo - Una deputazione a Roma

388020
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

., a noi si vogliono mantenere i diritti acquisiti. È indispensabile, quindi, il più perfetto accordo e la più completa uniformità nelle richieste, e i delegati nostri che si porteranno a Roma bisogno che subito - magari durante il viaggio, quando si troveranno con gli altri delegati - si mettano a discutere e cerchino di accordarsi. L’idea fondamentale che deve regolare la discussione e l’accordo, va imperniata su questi due punti: 1. o mantenimento dei diritti acquisiti; 2. o conquista dei miglioramenti di cui fruisce il personale F. S. Perché i diritti e gli interessi dei ferrovieri possano essere continuamente ed efficacemente tutelati, è necessario che nella commissione centrale sia rappresentata la classe dei ferrovieri. Il concetto della rappresentanza del personale è stato ammesso. Intendiamoci: non si tratta di rappresentanze delle singole società, ma di tutti i ferrovieri. C’è questo, però, che chi ha promesso - l’on. Devito - se ne è andato, ed ora bisogna ricominciare, per ottenere dal successore lo stesso impegno. Gioverà, allo scopo di far rispettare la promessa, la lettera impegnativa, scritta anche a nome dell'on. Devito, dal sottosegretario ai trasporti on. Sanjust, lettera che i nostri delegati faranno bene a portare a Roma. L’oratore si diffonde quindi a dimostrare l’importanza del compito che la nostra commissione dovrà svolgere a Roma, per appoggiare le richieste contenute nell’ultimo memoriale della Federazione trentina dei ferrovieri, specie in punto di rappresentanza di classe e di miglioramenti immediati (300 lire al messe, ecc.). Da ciò l’on. Degasperi trae argomento per illustrare la grande importanza del fatto che nella commissione centrale dell’amministrazione ferroviaria si sia deciso di chiamare la rappresentanza dei ferrovieri. Tutti i ferrovieri che hanno agitato il postulato della compartecipazione al possesso delle ferrovie vedono con soddisfazione questa vittoria programmatica. È vero che la partecipazione del personale alla commissione centrale, da stabilirsi con sistema proporzionale, può non essere ben vista da chi teme di perdere il monopolio delle agitazioni; ma l’importante è che una classe dei servizi pubblici - e si farà lo stesso in seguito, anche per tutti i servizi pubblici - abbia acquistato il diritto di rappresentanza nell’amministrazione centrale. Questo non riguarda per ora i nostri ferrovieri, che, fino all’annessione - salvo uno strappo - non parteciperanno alla nomina dei commissari centrali; ma ciò non diminuisce la necessità di illustrare bene la questione, perché questo segna un passo che formerà come lo spartiacque fra quelli che vogliono la collaborazione con le pubbliche amministrazioni per migliorare le condizioni degli addetti ai servizi pubblici e quelli che la collaborazione non vogliono. Circa le concessioni da noi richieste per tornare ai postulati immediati dei ferrovieri trentini, ne abbiamo di già ottenute e di altre da conseguire (i due anni e mezzo di anzianità, il vestiario, le trasferte). Per il vestiario, il ministero ha assicurato che furono ordinate 500 uniformi alla ditta Callegari, ma qui non sono giunte. Sulle indennità di trasferte, il governo si è mostrato d’accordo in via di massima, e solo aspettava il rapporto favorevole della Delegazione. Voci. È stato mandato. È insoluta, invece, la questione delle trasferte per quelli che durante la guerra furono mandati a lavorare in Germania. Precisiamo: un importo di 14000 corone fu versato alla Banca Cooperativa, ma dal ministero del Tesoro, per quanto se lo sia promesso, non è stato ancora concesso il cambio; per un altro importo di 63000 corone i denari non si sono avuti e ci sono soltanto i titoli accertati di credito. Poiché le cose vanno per le lunghe nelle pratiche fra ministero del tesoro e ministero dei trasporti, e poiché i creditori hanno indubbio ed urgente bisogno di soldi, non c’è che un’unica strada da seguire: che il debito se lo assuma e lo liquidi subito l’amministrazione. Per la richiesta dei caroviveri al cento per cento fu anche dal ministero del tesoro risposto che in via di massima si è d’accordo: rimane soltanto da stabilire il termine iniziale del riconoscimento del diritto alla parità. Fu invece risposto che se ne tratterà dalla commissione che deve recarsi a Roma la questione dei caroviveri mensile posteriore all’occupazione italiana. Infine, riguardo alle licenze, è stato accordato che esse rimangano quali vigevano nella antiche gestioni.

L'assemblea generale del partito

388035
Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Grandi, per il rimpatrio dei prigionieri dall’Estremo Oriente, per il pagamento delle pensioni ai sinistrati, per l’applicazione della legge sul risarcimento dei danni di guerra, per i contributi al genio civile, per la ricostruzione, per i contributi dello Stato o dell’istituto federale veneto al consorzio dei comuni, per l’estensione dell’inchiesta parlamentare sulle spese di guerra e di armistizio anche alle terre redente, per la sistemazione dei pubblici funzionari, per miglioramenti ai ferrovieri, ai postelegrafonici, alla guardia di finanza, ai cancellieri giudiziari, per l’assimilazione agli effetti economici di tutte le categorie di addetti ai servizi pubblici, salvi sempre i loro diritti acquisiti, per sostenere memoriali di maestri e di operai del tabacco, dei segretari ed impiegati comunali, per prorogare l’imposizione di nuove tasse ai contadini per la questione dei vini e dei trattati commerciali, in favore della caccia, del concorso forestieri ecc.

Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

389226
Toniolo, Giuseppe 4 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
  • Economia
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A questi due ordini di principi primi o immediati (a priori),che sono i germi originari di tutte le nostre cognizioni acquisibili, si aggiunge un altro ordine di principi successivamente acquisiti col ragionamento ed esperienza; i quali, di mano in mano che dalle scienze sono scoperti e rigorosamente dimostrati, si assumono come altrettanti principi mediati,da cui si prende novellamente lo slancio per ulteriori indagini del vero. Tali i principi della costanza, della semplicità, dell'attrazione nell'universo; — della spiritualità dell'anima, della immortalità, della giustizia; — dell'incremento demografico, della produttività decrescente, della divisione del lavoro, ecc.

Pagina 1.103

Questi principi acquisiti posteriormente sono propriamente i postulati aumentabili all'indefinito. Sicché può dirsi che se le premesse di immediata intuizione e di immediata osservazione sono la base strategica naturale e fissa dell'impresa scientifica, i postulati sono le posizioni via via nelle marce conquistate, donde si riprende slancio per le ulteriori e più accelerate vittorie del vero.

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La scienza dell'economia sociale trapassa oggi un momento di sistemazione,se la parola infelice ma ormai accettata dai più significa il lavorio per dare ordine razionale sintetico all'insieme dei veri già acquisiti ad un determinato ramo del sapere; quasi hiatusche intercede fra i risultati di ieri e le promesse dell'indomani. Lo attestano anche fra noi i trattati, manuali, principi di economia,che dopo il Cassa, il Lampertico, il Nazzani comparvero coi nomi rispettati di Pantaleoni, Pareto, Graziani, Supino, Valenti, — oltre a quelli stranieri (posteriori al Roscher, Wagner, Schönberg) dello Schmoller, del Philippovich, del Sax fra i tedeschi, dei francesi Leroy-Beaulieu e Gide, dell'olandese Pierson e del Marshall inglese, forse più originale fra tutti; senza dire di altri per data o per scuola più recenti, quali Brants, Antoine, Pesch.

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. — c)Ma non si deve confondere l'aumento del benessere complessivo, cioè la somma dei beni acquisiti e goduti da un individuo o da un gruppo sociale (donde il benessere) — coll'aumento del valore totale di essi. Se infatti, crescendo da 1 a 4 i pani, il benessere fisico-psichico o l'appagamento si quadruplica, il valore totale dei quattro pani non cresce di rispondenza, perocché, mentre il benessere (o la ricchezza) si conguaglia alla quantità dei beni posseduti ed usati, i quali apportano utilità ossia soddisfazioni (in parte gratuite, in parte onerose), — invece la stima che si fa di que' beni o il valore di essi (come più sopra abbiamo fermato) normalmente si pareggia soltanto alle utilità onerose, vale a dire a quella porzione di utile e di appagamento che è risultato dei nostri sacrifizi produttivi di lavoro e di capitale, per rendere effettive le virtù potenziali (utili) della natura; giusta l'esempio del viandante assetato, che stima (apprezza) l'acqua che lo salva da morte, non già l'infinito, ma quanto a lui costa di fatica per ricercarla e attingerla alla fonte dell'oasi lontana. E perciò, data una certa massa complessiva di beni a cui è salito e da cui è misurato il benessere di un individuo o di una famiglia, di una tribù chiusa in un dato momento, — se il valore unitario si deprime proporzionalmente ad ogni unità di beni utili, il valore totale si deprime più che proporzionalmente,rispetto al complesso di quelle unità medesime. Sicché, dietro l'esempio suddetto, se il valore unitario di quelle quattro porzioni di pane discende da 8 a 6 a 4 a 2, e se ulteriormente quest'ultimo valore marginale (di 2) degrada alla propria misura infima tutta intera la serie dei pani componenti la massa, il valore di essa invece di 20 diventa 8.

Pagina 1.366

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

396535
Toniolo, Giuseppe 2 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
  • Economia
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Trattasi di semplici disegni (di Thomas e di Elliot inglesi, di Lévy francese), il cui concetto di ingenti associazioni miste esercenti le miniere può avere un avvenire; ma è giustificata la espropriazione dei diritti acquisiti negli anteriori proprietari? E non nuocerà il monopolio di un solo organismo sociale, sopprimendo la vitale concorrenza di altri proprietari e esercenti? Il disegno rientra nei programmi del collettivismo (Webb, Einaudi), ma in. generale deve dirsi che proprietà ed esercizio insieme della miniera da parte dello Stato può essere anche legittima e talora utile; ma non già in forma esclusiva e permanente.

Pagina 281

La quale per le funzioni e gli interessi economico-sociali preziosi, permanenti e indeclinabili del bosco, deve essere (salvi i diritti acquisiti) mantenuta o ricostituita nelle mani di enti morali giuridici (fondazioni, corporazioni), o in quelli politico-amministrativi dei comuni, province, specialmente dello Stato, come un patrimonio inalienabile della nazione. Le poche reliquie dei paesi più desolati si stringono quasi totalmente oggi in pugno dello Stato (Spagna 84%); e la Germania in buone condizioni boschive lascia solo il 47% dei boschi ai privati, il resto riserva al governo o ad enti morali, fornendo il saggio di una amministrazione fruttuosa (redditi cresciuti da 20 a 35 milioni di marchi dal 1980-90) e di un sistema di ispettorati, stazioni e scuole, che è quasi privilegio tedesco, oggi imitato dall'Unione americana del Nord (Conrad, 1904).

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La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

400137
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
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L'ideale dell'anarchia, nelle varie sue forme, la soppressione dell'oggetto stesso della legge e della giustizia, mettendo in comune tutti quei beni particolari dei quali esse regolano il possesso e l'uso, la creazione ex novo di una società in cui, soppresse tutte le istituzioni che il fatto concreto e il processo stesso della vita sociale crearono, ogni individuo non sia che sé stesso, senza questa armatura di dritti acquisiti che, sorreggendolo, ingombra agli altri il terreno; questo ideale, appunto perché esso è la negazione più radicale dell'ingiustizia e della violenza umana, fermenta perennemente in fondo alla coscienza della società umana; è il grido, talora poetico, talora selvaggio, che lanciano contro la società le anime più profondamente ferite dall'ingiustizia che questa raccoglie; è il sogno generoso che, disgustato della triste e pesante realtà, si crea gli elementi ideali di un mondo nuovo, esistente solo di là dallo spazio e dal tempo, per uomini ugualmente ideali.

Pagina 70

Ogni certezza, vi dicono oggi i filosofi — che la vostra sicurezza intorno a ciò che del mondo o di voi stesso credete di sapere farebbe sorridere — è relativa: il vero per noi esiste, ma solo approssimativo, in una certa misura, e proporzionato sempre a quel momento della cultura e del pensiero umano nel quale appunto ci apparisce vero: relativo quindi a noi ed ai nostri stati psicologici o trasmessici dalla società o acquisiti da noi, relativo ad alcuni punti di partenza accettati senza dimostrazione ma per comodità, relativo a mille altri piccoli veri, correlativi ad esso, i quali si comunicano a vicenda la forza e la debolezza loro. Anche le matematiche, che parevano il tipo ideale della certezza, han mostrato recentemente alcuni sottili critici, son vere sì, ma posti certi assiomi accettati per opportunità e per una tal quale approssimazione, che permette di erigere su di essi delle dimostrazioni utili all'esperienza e quindi controprovate in qualche modo da questa. Ma quei punti di partenza sono supposti veri, non provati. E ponete anche superata questa crisi e stabilita alla conoscenza umana una qualche attitudine a discernere con sicurezza, nella rappresentazione del mondo sensibile, il reale in sé e l'assoluto: il campo cioè delle realtà spirituali e del divino. La critica, che la vostra indagine filosofica ha superato, torna a voi dal terreno della storia. Supponiamo che voi, avendo poco da lavorare per la vita, riusciate a farvi una filosofia. Quando il vostro sistema sarà fatto, od uno qualunque dei sistemi esistenti avrà avuto la vostra preferenza e sarà stato da voi accomodato al vostro proprio pensiero, guardate di non fidarvene molto: poiché la storia vi mostra che mille altri uomini hanno avuto la stessa certezza in sistemi tutti diversi, hanno confutato quelle che vi parevano ragioni, hanno ceduto innanzi a quelli che vi paiono sofismi. Avanti, avanti, tornate a studiare, ad esaminare, a confrontare. La verità non è certamente discesa dal cielo proprio per voi e voi portate in voi stessi, nella inconsapevole costituzione organica del vostro pensiero, le cause dell'errore che vi lusinga. Una tale filosofia, così incerta di sé, non ha certo delle difficoltà temibili da muovere contro la fede. Anche la fede, del resto, ha avuto ed ha la sua filosofia: né sarebbe difficile mostrarvi che essa riposa sui dati perenni, spontanei e tradizionali, della coscienza umana, e si rivela, luminosa e sicura di sé, a chi interroghi questa serenamente.

Pagina 94

La stampa quotidiana e la cultura generale

402353
Averri, Paolo 1 occorrenze
  • 1900
  • Averri, La stampa quotidiana e la cultura generale, Roma, Società Italiana Cattolica di Cultura, 1900, IV-70.
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Nel peggiore dei casi esso assicura la persistenza dei beni già acquisiti alla civiltà: poiché c'è nel desiderio d sosta e di regresso di certi partiti qualche cosa di così evidentemente patologico ed anormale che è impossibile ad un giornale seguirli, senza almeno nascondere od attenuare molto del male che essi hanno,

Pagina 57

Introduzione alla sez. "Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922)

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Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1923
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 101-131.
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Deriva ciò dal modo e intensità della reazione, ovvero dalla negazione dei principî costituzionali e potenzialmente democratici acquisiti in Italia insieme alla nostra unità nazionale?

Pagina 120