Donde la immensa ricchezza mobile, che si accumula, si incentra, si perverte in Cartagine; la quale finalmente scompare sotto la pressura e le lotte del capitalismo (insieme alla corruzione morale) ben più che per le guerre di egemonia con Roma (dal 264 a. Cr.) e sotto al ferro distruttore di Scipione (146 a. Cr.). Non senza però che essa e tutte le colonie fenicie, intrecciandosi e confondendosi con popoli dell'arcipelago greco e dell'Asia minore, in ispecie coi frigi e i lidi (con la capitale Sardi) avessero suscitato fra essi, quella mirabile operosità economica, feconda di straordinarie dovizie, che è espressa dai leggendari tesori di Creso re della Lidia (560 a. Cr.). La Fenicia rappresentò così il più alto grado di evoluzione economica dell'antichità tutta intera; e fu stromento di trasmissione dei progressi materiali economici dalla moritura civiltà orientale alle nascenti generazioni arie dell'occidente europeo.
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Dove prevale il possesso terriero, questo ripercuote sul governo tendenze conservative; dove rapida si accumula la ricchezza mobiliare, in quello si trasfonde lo spirito progressivo e insieme un riflesso di utilitarismo sistematico ossia una politica da mercanti; dove le moltitudini povere e nullatenenti pesano sulla bilancia del governo, questa oscilla ed è prona a convulsioni, nelle quali quelle nulla hanno da perdere. L'ordine nella libertà meglio invece si garantisce, ove si trovi in debito equilibrio ogni forma o specie di ricchezza.
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Il rischio poi cresce al sommo quando l'imprenditore, prevenendo la domanda dei compratori, di propria iniziativa prepara e accumula la merce e poi la offre al pubblico consumatore, rimanendo incerto se e a qual prezzo la venderà (impresa di speculazione). Ogni specie di impresa dunque importa un rischio; ma è in questa ultima forma di esercizio per speculazione che esso prende figura distinta di alea,prevalentemente commerciale; ed è pertanto sotto questa veste che si può adeguatamente estimare la natura e la funzione del rischio nella produzione dei popoli progrediti. Ciò che per cenni qui si tenta, tesoreggiando studi recenti (specialmente fra noi di Jannaccone).
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. — Infine nell'età comunale e nell'evo moderno diviene impresa per anticipazione, deposito, speculazione;suppone forti capitali con cui l'impresa prepara senza attendere la domanda del consumatore i prodotti, li accumula nei magazzini, speculando sulla vendita nei momenti di più alto prezzo ed esercitandosi per ritrarre un profitto.
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XIII e degli altri paesi dal XIV spunta e si accumula rapidamente il capitale mobile mercantile e industriale e poi anche monetario, favorito dalla intraprendenza di quelle popolazioni, congiunta a sobrietà del vivere repubblicano: e così il capitale mobile verso la fine del medio evo, specie in Italia, viene ad equilibrare il capitale fondiario.
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Alcune, pronte, fremono già di impazienza di misurarsi con gli avversari nelle ultime e definitive lotte politiche, altre si scuotono appena ora; e però la direzione unitaria, dall'una parte spinge spinge, dall'altra deprime, rattiene, condanna; non può, per gl' interessi dell'integrità d'organizzazione e della concordia, lasciar libera agli uni la parola, non sa a queste energie libere e forti trovare in qualche modo il lavoro che le quieti; non riescendo a giungere a tutto, perché non trova opportuno allargarsi troppo, lascia quasi nell'abbandono parecchie province che pur sarebbero pronte e aspettano la chiamata; accumula iniziative, e, benché moltiplicando la attività, non riesce a condurle tutte.
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Tale concretizzazione risponde a quel complesso di cultura, credenza, usi, tradizioni, valutazioni, interessi, ambiente, clima morale, che la storia di un popolo accumula non solo nella coscienza collettiva, ma che fa inconsciamente vivere nella stessa struttura plico-fisica di ciascuna razza e di ciascun individuo. E quanto più sviluppata è tale coscienza collettiva e più vivo il senso di solidarietà, quanto più estesa è la cultura, più partecipe è il popolo al governo pubblico, e più riconosciuti sono i valori etici, tanto più progredita è la nazione, meglio organizzato lo stato e più rispondente ai bisogni generali.
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Nella Chiesa, per il. sistema di educazione che vi prevale, l'esperienza non si accumula né si continua, ma è sempre rifatta su tipi fissati una volta per sempre, e quel che non rientra in essi reciso; e ciò spiega gli anacronismi e gli equivoci dei quali abbiamo parlato, il ripetersi di illusioni identiche di generazione in generazione. L'uno non sa dell'altro.
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