Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

395301
Toniolo, Giuseppe 1 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
  • Economia
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. — Ogni fabbrica manifatturiera è un trionfo della fisica tecnologica, coi suoi mirabili congegni meccanici, per cui la poderosa forza motrice da un centro unico (la turbina, la macchina a vapore, la dinamo) si trasferisce si insinua attraverso gli alberi trasmettitori, gli ingranaggi e corregge in ogni sala dello stabilimento, a ripartirsi, ad adattarsi, a piegarsi alle più diverse, complesse, delicate esigenze del lavoro. Impadronitisi di una forza motrice, non è ormai che un problema di secondo ordine e di facile soluzione quello di accomodarla ad ogni specie di operazioni tecniche. — Nell'arte navale signoreggiano indisputate le matematiche superiori.Non v'ha perito maestro d'ascia negli odierni cantieri, che valga a dare al legno curve così sicure, come quelle che oggi alle immense navi in ferro riesce ad assegnare un ingegnere colla scorta delle più complesse formule, per rispondere alle esigenze simultanee di statica, velo-cita, capacità,tre funzioni elidenti fra loro e variabili a seconda dell'uso della nave e dei mari navigabili. La marina militare poi, colle sue fortezze galleggianti, coi suoi avvisi rapidissimi, colle torpediniere subacquee, è tutta intera un portento delle scienze esatte. E forse le ferrovie alpine colle gallerie elicoidali del Gottardo e colle ascensioni funicolari o ad ingranaggio dello Zermatt e del Rigi-Kulm, o quelle continentali coi ponti sospesi, coi passaggi sottomarini, colla lunghezza sterminata attraverso il Far West o la Siberia e colla velocità meravigliosa, non hanno superato dovunque problemi scientifici dichiarati insormontabili? — Nella più recente agricoltura razionale si danno convegno tutte le scienze,la chimica, la geologia, la fisiologia delle piante, la meteorologia, l'idraulica, la meccanica agraria, la zootecnia per le più complicate operazioni; dagli asciugamenti dei Paesi Bassi alle irrigazioni lombarde, alle fognature («drainage») delle pianure inglesi, alle organiche trasformazioni delle razze animali, alla moltiplicazione di piante industriali o di varietà floreali, alla confezione di vini e alla conservazione di prodotti orticoli e giardinieri.

Pagina 128

La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi

400221
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1907
  • Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, 1-297.
  • Politica
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Altri osservano che il quarto evangelo, sorto più tardi degli altri, in un ambiente intellettuale in cui il precetto di vita era stato già tradotto in una teologia, più che alla precisione storica dei fatti, mira all'esposizione acconcia della vita e delle dottrine del Verbo fatto carne, dando ad esse quel colore di autorità e di aperta rivelazione che parve meglio adattarsi al Dio uomo; ma anche se alcuno poté essere indotto, da una critica troppo fiduciosa di sé per essere riverente quanto conviene dell'opera divina, a dubitare sull'uno o sull'altro punto, sta, nella pienezza del suo significato storico, l'affermazione complessiva dei tre primi evangeli; stanno il soave sermone della montagna, le parabole piene di sapienza della vita e di dolcezza, la critica risolutiva del mosaismo degenere, la morte atroce del Calvario. E la figura storica di Gesù è stata ed è oggetto di studii infiniti: e tutta una società che, se non fosse opera divina, sarebbe senza dubbio la più meravigliosa creazione dello spirito sociale dell'uomo, dichiara di non avere altro scopo che quello di essere intermediaria fra Cristo e l'umanità tutta quanta; e nessuno è il quale, se abbia considerato da vicino il Cristo, non dichiari che a lui è necessario assegnare un posto speciale nella storia dell'umanità, troppo lontani da lui sembrando anche quelli la cui anima grande parve avere una più larga impronta del divino.

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Il cristianesimo, noi già sappiamo, stabilisce all'attività morale dell'uomo una norma di bene cui la coscienza di lui debba gradualmente aprirsi ed adattarsi; e questo bene identifica col divino, con ciò che è da Dio e che a Lui torna, a Lui il quale è anche la ragione ultima e la causa prima dell'essere e di ogni forma di esso; capace quindi e di introdurre, come fa, nella coscienza umana l'idea del bene, e di avvalorare della sua immanente e vivificante presenza l'attività buona, e di assicurare a questa il compimento, la realizzazione — permettetemi la parola — di ciò che essa contiene ed anticipa. Sappiamo anche questa legge di bene essere legge di amore — unità delle coscienze con il loro comune centro e fra di esse — e la vita religiosa nel cristianesimo consistere innanzi tutto in questo amore profondo ed irrefrenabile del bene, di Dio, senza del quale nulla giova, religiosamente, ed il quale dà valore ad ogni opera buona.

Pagina 90

Il Mezzogiorno e la politica italiana

401435
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1923
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 309-353.
  • Politica
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Pagina 342

Crisi e rinnovamento dello Stato

401861
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1922
  • Opera omnia. Seconda serie (Saggi, discorsi, articoli), vol. iii. Il partito popolare italiano: Dall’idea al fatto (1919), Riforma statale e indirizzi politici (1920-1922), 2a ed. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2003, pp. 232-263.
  • Politica
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Dal 1871 al 1914 invece la lotta dei partiti è stata intorno al consolidarsi o al cadere dei due principî, il conservatore e il democratico, non più contro o fuori dello stato ma nell'interno dello stesso stato liberale, nel suo naturale svolgimento, nel suo adattarsi allo sviluppo del paese, nel gioco dei rapporti internazionali. Il fenomeno socialista e quello cattolico, nel senso tradizionale della parola (nell'ambito dei rapporti dell'Italia con la S. Sede e nella ripercussione della lotta antireligiosa o anticlericale) restavano nell'ambito stesso dello stato, sotto l'influsso delle classi borghesi dirigenti la cultura, la politica, l'economia; e restavano come forze o da assimilare, come nel tentativo dei blocchi clericali nel patto Gentiloni e nelle alleanze elenco-moderate; ovvero delle forze da eliminare, come nei vari tentativi politici di Crispi, Rudinì e Zanardelli, nel creduto predominio dell'organizzazione e della vitalità dello stato liberale.

Pagina 243

Teogonie clericali

403881
Murri, Romolo 2 occorrenze
  • 1908
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 108-137.
  • Politica
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Ed occorre poi anche considerare — basta far l'analisi psicologica di un numero qualunque di un giornale clericale d'oggi — il singolare pervertimento, consapevolmente operato, dell'idea cristiana e della società. cattolica, perché esse potessero adattarsi a questa povera viltà di animi che un triste realismo economico e politico domina e trascina, facendoli suoi zimbelli, e presentando ad essi l'appoggio politico dato ad atei, a massoni ed a moderati come il miglior omaggio reso al Dio del nuovo testamento, come il miglior modo di far fruttificare in Italia, fra le anime, il sangue redentore del Cristo! Poiché essi giustificano con motivi religiosi la loro opera politica.

Pagina 121

Pagina 126

Da un Papa all'altro

404564
Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
  • Politica
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Ma allora, come sotto Depretis, la sinistra non era base solida e coerente di governo di parte e i ministri dovevano, con frequenti rimaneggiamenti, adattarsi a scegliere amici ed appoggi presso i vani settori; all'Estrema cavallottiana nuoceva ancora troppo l'imbarazzo delle vecchie formule repubblicane perché essa potesse darsi ad un'azione positiva d'influenza sullo Stato e di operosità parlamentare. L'on. Giolitti fallì nel suo vacuo tentativo di risuscitare la Sinistra, l'on. di Budinì esitò incerto fra le varie tendenze, sinché poi finì coll'impaurirsi del pericolo clericale influendovi forse l'irritazione di parecchi per l'atteggiamento battagliero del Vaticano e dei clericali, del quale diremo ora.

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