Di qui la cultura di un popolo che è «la compartecipazione di esso ad un comune patrimonio acquisito di idee», quasi primo tessuto connettivo della società. Sicché — la formazione mentale, attraverso la molteplicità di linguaggi ristretti e variabili di una lingua organica e matura per una intera nazione (fra noi al tempo di Dante), — la introduzione della scrittura (specie a segni fonici dei fenici) che è l'organo accumulatore della parola viva, — e i processi di diffusione degli scritti per mezzo della stampa,segnano non solo tre stadi di espansione della cultura ma della coscienza sociale,destinata ad ampliarsi indefinitamente. Si pensi p. e. quanto l'odierno giornalismo contribuisca alla rapida formazione di una pubblica opinione (Schmoller).
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. — L'Inghilterra stessa, sicura che al primato già saldamente acquisito nell'industria e nei mercati mondiali avrebbe giovato ormai più che nociuto la libertà, lasciò cadere in dissuetudine le sue leggi restrittive industriali; ma revocandole espressamente solo nel sec. XIX, con un processo graduale dal 1814 (Giorgio IV, regg.) e 1835 (Guglielmo IV) fino al 1856-1872-76 (Vittoria).
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Non so se sia esatto il paragone: forse la storia si affretterà a smentire molto di quel che oggi si crede sicuro ed acquisito; certo si è che i fatti di ottobre hanno una caratteristica decisa contro lo stato parlamentarista-democratico, sì da provocare in esso un crollo che qualcuno crede possa essere anche definitivo.
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Che questa sia la concezione dello stato fascista,non può ancora affermarsi con sicurezza, perché il fascismo più che sistema è metodo; però nel rapporto del metodo con l'oggetto dell'azione si sente l'istinto del dominio che vuole assommare o accentrare per infondere alla vita politica il proprio ritmo, e ciò è conseguenza logica; che questa arrivi alla limitazione delle libertà, come forma pratica più che teorica, può essere spiegabile nel periodo del rivolgimento; che si voglia poi variare la forma del regime costituzionale, non sembra ancora acquisito dalla pubblica opinione. Certo, non si può affermare che il fascismo rappresenti una classe e una economia nuova, che faccia una politica propria e che crei quindi una filosofia che la valorizzi in nuovi istituti.
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