Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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I risultati del congresso

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Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Il primo Congresso Cattolico Trentino

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Alcide de Gasperi 1 occorrenze

Nella pratica della vita questo principio non ci ha impedito di accorrere ogni qualvolta lo richiedesse l’onore di tutti gli italiani: e noi giovani anche per l’avvenire non perderemo nella nostra propaganda democratica cristiana; rammenteremo sempre che vogliamo creare non soltanto buoni cattolici, ma anche buoni italiani, amanti della lingua loro e dei loro costumi, fieri di appartenere a quella Nazione che fu nella storia la prediletta della Provvidenza. Un’altra parte del nostro programma è espresso nella parola «democratici». Signore e signori! Se le esigenze del Congresso e la ristrettezza del tempo lo permettessero, io vorrei parlare a lungo su questo argomento. E non perderei tempo! A quei signorini universitari che se ne stanno anche durante gli anni dello slancio e dell’altruismo epicureamente lontani dal popolo e s’avvezzano per tempo al caffè donde c’è venuta una borghesia parassitaria, vorrei ripetere oggi questa parola. Anche in questo riguardo il periodo universitario e fatale: dall’università si esce democratici o aristocratici già fatti. O che da giovani ci si avvezza a ridurre il mondo ai giornali che si leggono e ai membri della propria classe, e allora il giovane, divenuto dottore, avvocato, non discenderà fra le grandi masse popolari come fratello ai fratelli, ma come rappresentante di quella borghesia che si attirò nei tempi nostri tanti odi e maledizioni. O che si vede già da giovani oltre la barriera borghese venire una moltitudine di gente che vuole passare e si comprende la giustezza della tendenza, e allora si stende al di là la mano; vi fate a loro compagno e considerate tutta la vita come una faticosa erta su cui dovete salire voi e il popolo ad una meta comune. Non è mancanza di modestia, o signori, se noi, studenti cattolici, ci mettiamo senz’altro fra i democratici. Io credo che nessuna associazione universitaria ha tanti membri che si siano, come molti dei nostri, buttati all’istruzione popolare ed abbiano affrontato con coraggio, quando i loro studi lo permisero, il problema di creare nel popolo trentino democratici cristiani. Ma questo spirito democratico che ci anima, non è, o signori, una concessione alle tendenze di oggidì, ma un frutto di quel cristianesimo compreso socialmente, praticato dentro e fuori dell’uomo, in tutta la vita pubblica. Signore! signori! Con questo programma che abbraccia tutta la vita, abbiamo alzato l’anno scorso, all’autora del secolo XX la nostra bandiera. Questa bandiera l’abbiamo portata in mezzo alla gioventù studiosa, chiamando a raccolta e continuando a combattere. Noi vogliamo creare caratteri, vogliamo chiarezza d’idee. La nostra società è sorta come un’accusa contro i compromessi morali e religiosi. Noi rompiamo questa massa incolore, fortemente, ma lealmente! Numquam incerti, semper aperti! Non tema qualche buono che con ciò creiamo dissidi incancellabili. Vogliamo la guerra, ma per la pace. Quando gli studenti si troveranno di fronte con ideali chiari, con propositi precisi, sarà più facile intendersi. Ma fino a che regna la nebbia e il mare batte furioso, noi — la cavalleria leggera dell’esercito cattolico — stiamo sull’attenti, e al primo rumore che precorre l’assalto, gridiamo rivolti a tutti: Alle dighe; e vi ci lanciamo per i primi!

Considerazioni sul potere temporale dei papi

401302
Sturzo, Luigi 1 occorrenze
  • 1895
  • Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974.
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Del resto noi siamo soggetti al Papa; quando egli dirà che alla Chiesa per l'esercizio del suo ministero non è più necessario il potere temporale, e ci darà facoltà di accorrere alle urne, noi saremo i primi ad accorrere perché l'Italia non cada sotto il peso dell'iniquità.

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Il Partito Popolare Italiano

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 92-127.
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Intanto la difficile situazione interna creata dai terribili sacrifici della guerra e dalle nuove esigenze dei lavoratori persuade i cattolici ad accorrere e profittare dei servigi che essi possono rendere per l'aumento della loro potenza politica. Così il Vaticano, perduta ogni speranza nel giuoco diplomatico e nel rimaneggiamento della carta d'Europa, adotta definitivamente il criterio, già espresso dal card. Gasparri in una sua lettera dopo l'intervista Latapie, che la Santa Sede, per la rivendicazione della sua indipendenza, si rimette alla libera volontà degli italiani, meglio illuminati e più saggi; e i cattolici che durante la guerra hanno sempre mostrato, in numerose riunioni ed iniziative, di occuparsi attivissimamente della loro organizzazione politica, favorita dalla tregua dei partiti, si affrettano a prender posizione nelle lotte politiche nella maniera più utile e conveniente, che è anche la più saggia. secondo le vedute del Card. Gasparri.

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Da un Papa all'altro

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1905
  • Murri, R., La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 30-55.
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La Francia, che aveva protetto negli ultimi decennii, dalla presa di Roma nel 1849 a Sédan, il potere politico della Chiesa, e che, dopo Napoleone III, era pur stata l'ultimo sperato presidio ed appoggio delle rivendicazioni pontificie, è divenuta, nel breve tratto d'anni che divide il ministero Méline dall'attuale, la più fervida propugnatrice del laicismo contro la Chiesa: mentre l'Italia che; inseguendo alle calcagna gli ultimi soldati francesi i quali si ritiravano da Roma, aveva tolto questa al papa e insediato di contro al Vaticano la monarchia, coglie prima i frutti della politica nuova, e vede accorrere i cattolici, trattenuti per tanti anni a far da scolta al Vaticano militante per il riacquisto di Roma, alla difesa della monarchia e dello Stato, con un impeto singolarmente spontaneo e vivace. E mentre Leone XIII, precorrendo in parte e timidamente i tempi, aveva tentato di chiamar la giovine e saliente democrazia alla difesa dei diritti storici del papato, più che su Roma, su la civiltà e la cultura occidentale, lui morto, l'atteggiamento della Chiesa, dinanzi all'Italia e al diritto nuovo dei popoli del quale la terza Roma s'era proclamata rappresentante, muta notevolmente; e questa conversione dal passato all'avvenire si compie con l'apparente e momentaneo sacrificio, da parte dei cattolici, della democrazia e dei democratici, a vantaggio delle classi conservatrici e dei loro rappresentanti e nel reale cordorglio dei più antichi e tenaci campioni della «causa papale».

Pagina 39

Un solitario

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Murri, Romolo 1 occorrenze
  • 1920
  • Murri, Dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, Firenze, Battistelli, 1920, 128-144.
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