Adamo Smith (1723-1790) nato a Kirkaldy nella Scozia, professore ad Edimburgh e poi a Glasgow di filosofia morale, appartenente al gruppo dei filosofi della scuola scozzese, esperto degli affari pubblici ove tenne alto posto nelle dogane, informato del movimento intellettuale del continente per un suo viaggio in Francia, dettò nel 1776, Le ricerche sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni,libro per il quale è salutato fondatore dell'economia moderna.
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Per questa via metodica esso venne a rivendicare nel dominio economico, accanto alle leggi positive, i principi edonistici di ragione universale, fondati nella natura dello spirito umano; — reagendo così al relativismo sistematico della scuola sociologica, e riannodandosi alle tradizioni di Adamo Smith e dell'economia classico-liberale.
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Né ciò per una acquiescenza passiva, ma per un triplice ordine di cause effettrici concomitanti, in parte comuni a tutta Europa: gli stessi privilegi e monopoli precedentemente moltiplicati, che costituirono un numero crescente di industrie e commerci al di fuori dei vecchi regolamenti; — il mutamento tecnico economico delle industrie moderne, a cavaliere dei due secoli XVIII e XIX, incompatibili con le antiche leggi; — il rivolgimento della scienza che dette con Adamo Smith il trionfo sul suolo inglese e dovunque alla politica economica liberale. E tuttociò non senza il concorso di agitazioni sociali profonde e di iniziative ardite e pertinaci di uomini di Stato benemeriti delle riforme sociali legislative, tutto lungo il sec. XIX, da Peel (seniore 1802) ad Huskisson (1824-25), a Ashley (lord Shaftesbury, dal 1830) a Gladstone (dal 1878).
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Non già: Adamo e Caino erano coltivatori e Abele pastore; Noè pure agricoltore, mentre non è menzionata la caccia prima di Nembrod e di Esaù. Le tradizioni bibliche e quelle dei popoli pagani si accordano sull'antichità della agricoltura e della da pastorizia. E può ammettersi che dopo il diluvio e le grandi dispersioni dei popoli vi abbia avuto una decadenza agricola fra i popoli trasmigranti (specie a nord e ad occidente), sviluppandosi poi maggiormente la pastorizia, la caccia o la pesca, a seconda della qualità del territorio per cui trapassavano, in ispecie gli altipiani, le foreste, gli stagni o spiagge marine. È questa la risposta all'antica discussione che oggi gli studi sulle età primitive hanno posto in luce (vedi Roscher, Schmoller).
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Sì, il lavoro e l'onestà: non sarà mai che l'uomo si liberi in questa terra dalla pena da Dio inflitta ad Adamo prevaricatore: in sudore vultus tui vesceris pane.Però oggi che per dissennate amministrazioni e giudaiche usure il popolo languisce nella miseria, solo l'onestà dei cattolici, che chiamano il popolo in associazioni di mutuo, in cooperative di consumo, in casse rurali, in banche cattoliche, in monti frumentari, può risolvere la crisi sociale, che mal si argomentano tentar di sciogliere i socialisti. Con tali associazioni il popolo, se da una parte potrà godere in più eque condizioni dei beni che la natura provvida ci ha dato, potrà anche scuotere il giogo morale dell'usura, che mentre strozza le fatiche dell'operaio, ne toglie la libertà dei propri convincimenti. Sì il bisogno
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