Invece il sistema atomistico è acuito dalla nostra costituzione liberale, nella quale il cittadino elettore crea la camera dei deputati; questa crea il governo il quale rifà per suo vantaggio il cittadino elettore; i valori sono invertiti e attraverso la elaborazione dei collegi, il governo si è sempre fatta la camera dei deputati; e attraverso il re, il governo si è formato sempre il senato. Così si spiega la storia del nostro parlamentarismo, dall'avvento della sinistra storica ad oggi, dominato principalmente da due uomini: Depretis e Giolitti, che furono i veri padroni del parlamento italiano.
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Ma la cultura moderna, che ha acuito con ciò stesso in tante anime il problema morale, non ha saputo, con ha potuto, non sa né può risolverlo; essa è ed ha sussidii, non direzioni, mezzi, non scopi. E fra le varie espressioni letterarie della coscienza contemporanea una più particolarmente, il romanzo, espone questa crisi morale di anime che sono travagliate dal problema del bene e della forza, che manca ad esse, di compierlo. All'uomo riesce facile compiere il male, ma quando egli sa dimenticare sé stesso, sa smarrirsi e godere con spensierata gaiezza, come gli uomini e le donne della lasciva novella di Boccaccio: le coscienze d'oggi sanno e riflettono troppo per poter compiacersi nel male: ne subiscono gli allettamenti, ma ne sentono anche il tristo, il vuoto, il dannoso effetto nella vita; indietro non è possibile andare, poiché, oltre che alla religione, converrebbe rinunziare alla civiltà ed alla cultura; avanti, sì, si può andare, ma a costo di subordinare la vita e la volontà ad una norma superiore di bene, a un essere più vasto che il nostro, infinito, eterno, nel quale è il sapore del bene senza colpa e della felicità senza ombre.
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Né questo rigore è per rallentarsi, mentre nella società contemporanea tante cause hanno così paurosamente acuito il vizio dell'incontinenza e fatto complici di essa il teatro, la letteratura, l'arte, sin nelle loro forme più popolari; e mentre in nessun altro ramo della vita morale si è manifestato più evidente l'indirizzo naturalista delle scienze mediche e della filosofia della vita, tanto facile giudice quanto pessimo consigliere.
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Ebbene, questo disquilibrio fra il vincolo statale e la libertà individuale, nel godimento e raggiungimento dei beni comuni, oggi c'è ed è grande; ed è acuito da tutte le crisi che si sono avute in precedenza, ed è reso visibile e forte dai fenomeni della guerra, ed ha la sua ragion d'essere nella concezione statale assoluta e panteistica. C'è l'inversione dei termini: mentre il vincolo sociale deve servire alla elevazione personale di ciascun associato, nella concezione statale liberale, lo stato diviene fine ultimo di ogni attività degli associati, legge a sé stesso, principio di ogni altra ragione collettiva.
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