Ciò spiega la inesauribile vigoria, fra tante lotte e contrasti, delle popolazioni industriali dei nostri antichi comuni: era l'ebbrezza della acquistata libertà. E ciò pure spiega oggidì la sconfinata espansione del lavoro americano. Altrettanto le leggi che tutelano l'operaio, la sua dignità, i suoi diritti: l'operaio (è prova constatata recentemente) rimunerato equamente o con larghezza ricambia ad usura colla intensità e diligenza del lavoro l'imprenditore delle più alte mercedi; mentre l'operaio mal pagato si vendica col lavoro lento, interrotto e imperfetto (teoria degli alti salari). E così l'ordine pubblico:da una politica irrequieta, sospettosa, violenta, la classe lavoratrice che vive della attività quotidiana è la prima sacrificata; da una politica forte e sicura essa è la prima avvantaggiata ché il lavoro è l'arte della pace.
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Perciò sono contrario a mutamenti rapidi, a nuovi tentativi di nuove forme organiche, a riforme subitanee di statuti e di regolamenti, fino a che la esperienza acquistata nell'azione e resa norma nella pratica non superi nel fatto l'involucro delle forme e il rigiriamo della lettera. Del resto i congressi annuali hanno una forza morale in sé, e sprigionano tale energia nel contatto di tante anime convergenti ad un fine e cooperanti nella foga e nel tumulto di fare e di antivedere, nel calore delle discussioni, nella fede dell'avvenire, nel cozzo delle tendenze, che superano di per sé qualsiasi temuto arresto o deviazione degli organi e degli uomini dirigenti.
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E mentre essi nel presentarsi alla opinione pubblica potevano offrire un programma organico e completo e illustrarlo con un appello chiaro e sintetico — cosa che poteva avvenire prevalentemente per la lunga esperienza acquistata dai cattolici nel periodo dell'astensionismo e per la elaborazione intellettuale fatta durante l'episodio della democrazia cristiana; — nella valutazione politica non ebbero un completo apprezzamento programmatico, una fisionomia per sé stante e interamente autonoma.
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Non per disintegrarlo, ma per ridurlo nei termini di equazione con la società nazionale, che dopo aver acquistata la sua unità sente il disagio, l'impaccio, la paralisi dell'organizzazione centralista, e vuole sviluppare meglio le sue energie individuali, locali e spirituali, in rispondenza al loro interno dinamismo.
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