La ricchezza in forma di grandi patrimoni fondiari segue questa condizione e vicende di enti e di ceti imperanti; lasciando però dovunque (meno che fra gli indiani) maggior larghezza ed espansione alle classi industriose e procaccianti della ricchezza mobile, che vengono perciò ad acquisire potenza presso caldei, babilonesi e fenici; — salvo al di sotto il dilagare e perpetuarsi, senza distinzione in tutti i paesi fondiari o industriosi, della moltitudine degli schiavi, di cui faceasi conquista, deportazione e traffico; mentre la proprietà in gran parte collettiva della famiglia o della tribù («clan») perdura come una caratteristica speciale della razza iranico-iapetica, nelle sue trasmigrazioni verso l'occidente europeo.
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Come ogni rapporto, il valore pertanto varia col modificarsi dei suoi termini; cioè dell'utilità giusta il variare dei bisogni, e della limitazione giusta il variare dei sacrifizi necessari ad acquisire quella utilità.
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a) che il valore d'uso in particolare è un giudizio di rapporto fra appagamenti e sacrifizi personali, inerenti ad una cosa che si vuole usare e all'uopo acquisire o produrre,iquali si considerano in correlazione o in funzione gli uni cogli altri;
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L'economia invero, comunque versi intorno alle ricchezze dei popoli, non investiga infatti le proprietà fisico-chimiche delle materie, né gli stromenti e apparecchi tecnici per modificarle ed adattarle agli usi umani, bensì essa studia la energia umana,che si dispiega esteriormente ad acquisire e comporsi cose materiali utili (ricchezza) per la soddisfazione dei legittimi bisogni umani cioè per il conseguimento dei fini dell'esistenza. Le sue leggi perciò sono umane per eccellenza, sia per la fonte (la causa), che è la potenza operativa dell'uomo, sia per il termine che è la soddisfazione ossia il raggiungimento dei fini dell'uomo stesso; sicché la materia di cui consta la ricchezza si considera come un prodotto di quelle virtù umane ed un mezzo a questi fini umani. L'economia così è una scienza morale;appunto nel senso che studia un ordine di rapporti, che riguardando l'uomo, non sono già fatali, ma riconosciuti dalla ragione e tradotti in atto liberamente dalla volontà per fini onesti e doverosi.Essa così si distingue dalle scienze fisico-naturali e dalle loro dottrine di applicazione, come p. e. la tecnologia.
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Fu il risultato, legittimo nell'ordine sociale, della religione del lavoro, per cui si formò una seconda gerarchia sociale, che trasse d'allora in poi la sua origine immediata, non già da un atto autorevole dell'alto, bensì dalle energie personali risalenti dal basso;gerarchia, la quale provenendo dalla ricchezza come punto di partenza, perviene bensì ad acquisire alla fine autorità morale, civile, politica, ma come conseguenza e riflesso di quella e perciò come termine di arrivo. Donde nei secoli della civiltà cristiana lo svolgersi successivo di classi lavoratrici erette sul lavoro manuale, prime ad annunziarsi all'alba del cristianesimo (il nome di operaio fin dalle catacombe), di classi industriali e mercantili (di ricchezza mobile) figlie di intelligente intraprendenza, maturatesi nell'età medioevale e moderna, e di classi agricole fondiarie (di ricchezza immobiliare) dispositrici della terra, non più a titolo politico, ma per virtù di iniziative personali e di migliorie redentrici del suolo.
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Doveva perciò la nobiltà acquisire per secoli un posto distinto anche nell'ordinamento dello Stato nazionale; ed essa forma dappertutto, spesso coll'alto clero, il nerbo delle assemblee intorno ai re e all'imperatore, nella «Witenagemöt » anglo-danese e poi nella Camera dei lords normanna in Inghilterra, nella Dieta dell'impero, negli Stati generali di Francia. Essa ebbe la sua poesia colla cavalleria, il suo periodo eroico colle crociate, il culmine di sua potenza dal secolo XI al XIII fino a Federico II, non tanto coadiuvando, ma (avvertasi bene) per diritto proprio limitando idiritti della Corona; ed essa riuscì a plasmare sul proprio tipo gli ordini sociali-civili (vescovati, monasteri, diritti familiari, rapporti economici) della lunga età che s'intitola feudale.
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Dall'arti di apprendere o acquisire i prodotti naturali, ossia [gli animali viventi nel territorio, caccia, pesca, pastorizia, si passa all'occupazione del territorio stesso o nella sua struttura geognostica, o negli organismi fisiologici in esso radicati, o nella sua composizione fisico-chimica; donde le industrie minerale, forestale, fondiaria o del dissodamento dei terreni.
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Lo sforzo di sintesi di tutto questo materiale, elaborato dalla scuola cristiano-sociale, non poteva venire che dall'esperienza viva che i partiti politici potevano acquisire per lo sviluppo del pensiero teorico, nella pratica della pubblica amministrazione e nel contrasto delle aspirazioni con la realtà.
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