Così pertanto orti e giardini dunque si collocano attorno alle città, altrimenti verrebbero meno gli acquirenti di erbaggi freschi o di fiori ornamentali. Così i campi aratori dissodati stavano dappresso ai primitivi villaggi germanici, il prato e il bosco da lungi. E così nel regime annonario medioevale la produzione granaria dovea farsi all'ingiro del comune civico, in servizio di que' consumatori cittadini.
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In seguito alle lotte dei comuni civici contro i feudatari fiaccati e dispersi, gli antichi enfiteuti, acquirenti dei loro beni, si tramutarono spesso in piccoli proprietari. Ma poi, per il regime della divisione ereditaria dei beni, introdotto dai comuni in odio alla immobilità feudale, que' piccoli proprietari frazionandosi immiserirono e i loro poderi vengono allora ricomprati dalla borghesia capitalista delle città. Senonché questa, impedita dalle industrie e dai traffici di prendere il governo personale delle aziende campagnole, assunse bensì di fornire da sé il capitale fondiario e agrario, ma lasciò gli anteriori minuti proprietari a continuarvi sul podere la funzione di coltivatori, affidandosi al loro lavoro consociato e cointeressato nell'impresa.
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Ma per ogni paese viene un momento in cui si aderge il mercante,quando taluno più intraprendente e avventuriere (la espressione «adventurer» in inglese si accoppia spesso a quella di «merchant»), o anche leghe o compagnie di artigiani più potenti (p. e. l'Arte di Por Santamaria in Firenze), favoriti più tardi dall'istituzione delle fiere o mercati più ampli in luoghi intermedi di convegno fra venditori e acquirenti di una vasta regione o di un'intera nazione, iniziano il commercio generale, offrendo al pubblico le merci in grosse partite. Allora la funzione mercantile prepondera e a sopperirvi il mercante moltiplica esso medesimo le ordinazioni alle case ed alle officine degli antichi artigiani, i quali, rimunerati a prodotto o a compito (p. e. tanto per pezza), dipendono per le commissioni non più dal pubblico, ma da lui; ed egli si restringe alle operazioni del commercio di speculazione, accumulando in deposito o magazzino i prodotti e lucrando a proprio rischio sulla previsione dei prezzi avvenire. Così si erige «il sistema, di manifattura»(taluno aggiunge domestica),il quale esprime «un insieme di imprese industriali autonome e disperse, in servigio di un capitalista speculatore, che concentra in proprie mani la funzione commerciale per il grande traffico».
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Un concetto corrente oggi ha fatto del sacerdozio quasi una professione, lo specializzarsi di alcuni in certe attitudini e in certe funzioni speciali nelle quali gli altri, i fedeli, sieno semplicemente passivi, acquirenti o consumatori, come è degli altri servizii sociali. No, noi sacerdoti non siamo dei ministri di culto, dei professionisti del rito. Noi non permutiamo beni esterni, né servigii che si pagano. Sui beneficii dei cui redditi il clero vive, quando esso non vive di offerte, è noto il diritto che ha la comunità dei fedeli per le spese di culto, ed il dritto che hanno i poveri: di quei redditi il sacerdote, poiché è pur giusto e necessario che egli viva, deve vivere: ciò che ne ritenesse in più, o per sé o per i suoi, sarebbe sottratto ingiustamente ai poveri, alla comunità cristiana ed al rito. Coloro sui quali si esercita questo nostro rito debbono consentire con noi: questa unità dei voleri nel bene, questa vita delle anime è il risultato che la nostra parola ed il nostro gesto rituale ricercano; l'autorità nostra è servizio non dominio; la servitù è dedizione piena amorosa fraterna al bene altrui, del quale ci si impone di essere solleciti come di cosa nostra. E l'apostolato non potrebbe né dovrebbe essere per noi un ufficio, se esso non fosse prima quel calore intimo di entusiasmo, di propaganda, di proselitismo spirituale che dà il possesso di una fede ferma e di un vivo amore. Ognuno, io ve lo ho già detto, che sia veracemente cristiano, che viva in sé i precetti e lo spirito del vangelo, ha nell'animo questo desiderio ardente di chiamare gli altri a parte della sua vita interiore, di effondere intorno a sé la luce e la pace e la gioia della fervente professione cristiana. Ma a molti le cure e i doveri ovvii della vita quotidiana non permettono questa generosità delle proprie cose e di sé; e chi varca le soglie della Chiesa per abitare in essa deve lasciar fuori queste cure e questi doveri triti che ritardano, per raccogliersi tutto nell'alimentare in sé, con la profonda persuasione della fede e la virtù dell'amore cristiano, la vigoria dell'apostolato.
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— gli acquirenti.
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