Per legge storica di progresso, fin d'allora da questa economia domestica, quasi ad accrescerne la libertà spirituale, si staccarono, dolorando come da viscere materne, le imprese autonome; ma non senza che nella piccola officina si continuasse per più secoli fra maestri e compagni la intimità dell'industria familiare; né senza reclamare oggi stesso che l'industriale sui moltiplicati operai della fabbrica moderna riprenda un patronato, che rinnovelli lo spirito della famiglia patriarcale (Le Play). — Le svariate e oltrepotenti società di commercio odierne rinvennero il primo e classico tipo nelle società in nome collettivo fra i membri della famiglia medioevale. — Il regime della partizione dei beni familiari patrimoniali nei nostri Comuni segnò le grandi linee della distribuzione della ricchezza sociale nella nazione. — E la oculatezza delle famiglie repubblicane operose nell'economia medioevale, al paragone del fasto dissipatore della aristocrazia oziosa di Filippo II e di Luigi XIV, misurò il crescere e il decadere dei grandi Stati.
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. – Sono tre essenziali: talvolta l'uomo produce, provocando la generazione di nuovi enti od oggetti utili materiali (agricoltura); talaltra modificando gli oggetti già esistenti, in modo da accrescerne la utilità (manifattura); — finalmente rendendo detti oggetti accessibili ai bisogni umani col trasporto e collo scambio (commercio). Le altre forme del produrre non sono che modificazioni o combinazioni di queste con cui si ottiene un progressivo aumento di utilità.
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La quale, nel rispetto giuridico, significa «che il diritto positivo in ampio senso (consuetudini, leggi e provvidenze di Stato), disciplinando ed avvalorando progressivamente i rapporti economici di quelle imprese, viene ad accrescerne sempre più la potenza produttiva, in pro dell'agricoltura». Ciò comprende lo studio della efficacia utile della «legislazione e politica agraria» (Roscher, Buchenberger, Meitzen). Qui basti segnare la linea normale di questo cammino, il quale si esplica in senso estensivo,abbracciando nel giro del diritto sempre nuove relazioni agricole, e in senso estensivo,regolandole più integralmente, né perciò sopprimendo la libertà, ma subordinandola viemmeglio alla giustizia ed al bene generale.
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. ‒ L'attività industriale non rimase certamente estranea a prescrizioni e provvidenze giuridico-politiche, rivolte — a riconoscere e tutelare le varie iniziative e forme di imprese, coi diritti obblighi che esse importano, — a disciplinarne l'esercizio nell'interesse privato e sociale, — e ad accrescerne la potenza produttiva,per mezzo dello Stato. Ciò tanto più in quanto l'industria manifattrice, dopo l'agricoltura, raffigura la specie di produzione economica più normale e diffusa nelle popolazioni e più influente sulle sorti della civiltà; basti ricordare l'età comunale, fiorita sul ceppo del lavoro industriale (Schönberg, Brentano, Wagner, Lampertico).
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Per le ragioni dette sopra, il nuovo gruppo sarà facilmente favorevole a una politica agraria e protezionista; ed esso temerà rimaneggiamenti di imposte che possono gravare sulla proprietà terriera ed accrescerne il disagio, a vantaggio del proletariato delle città e dell'industria.
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