Dalla potenza vegetativa di un terreno coltivabile, con successive unità di lavoro e capitale si possono ottenere nuove addizioni di derrate; ma prima 10, e poi altre 9, altre 8, 7, 6 fino a zero, cioè fino all'esaurimento. Nelle stesse unità di tempo p. e. di una giornata, si estrae da una miniera 100 di carbone se quella è alla superficie, 60 se è alla profondità di mezzo chilometro, 30, 20, 5 se scende a mille metri e s'inabissa. E la corda telodinamica animata da una cascata, mette in movimento in tre stabilimenti a distanza, 300, 200, 50 telai, perché attraverso lo spazio, per la dispersione di forza iniziale, scema il rendimento utile effettivo di essa. E così dapprima le industrie territoriali e poi in qualche misura le industrie manifattrici (che impiegano forze immobilizzate) vengono ad ottenere un prodotto netto (rispetto alle spese) sempre minore. E poiché il prodotto netto, di volta in volta conseguito, forma il fondo di rimunerazione dei fattori immediatamente produttivi (dei lavoratori e impresari-capitalisti), così per ogni unità del loro impiego, essi conseguono compensi minori. Donde la legge, all'altra coordinata, dei compensi decrescenti (Marshall, Valenti, Graziani).
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Se un campo di terra da un anno all'altro venga compulsato con sempre maggiore intensità di lavoro e nerbo di capitale stromentale, esso accrescerà bensì il suo contributo, ma in una misura sempre più scarsa,ossia con successive addizioni di prodotto sempre minori, fino al completo esaurimento, cioè fino al punto di rifiutare ogni concorso alla produzione. Risultati. ‒ Questo diverso modo di comportarsi delle forze della natura distingue profondamente le industrie manifatturiere dalle agricolo-territoriali e si ripercuote in tutti gli atteggiamenti e fenomeni di queste.
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