Anzi, fra le popolazioni stesse civili, altre si perpetuano da millenni, addensandosi vieppiù fino alla iperantropia (eccesso di popolazione); ma appressandosi con ciò alla saturità, cioè alla immobilità demografica, corrispondente alla immobilità economica e degli istituti civili, come presso i cinesi e gli indiani. Altre, che già toccarono alti fastigi della cultura e della ricchezza, a un certo punto si arrestarono nella loro demografica grandezza, degradando numericamente ed esaurendosi per oligantropia (scarsezza di popolazione). Dove sono le nazioni relativamente potenti e numerose degli assiri, medi, persiani, che furono per secoli minaccia di Europa, e quelle stesse greche e romane? Scomparse; e le poche reliquie assimilate a popoli più vigorosi. Tale anzi il destino di tutte le genti dell'antica cultura pagana asiatico-europea; quasi celassero il seme della morte, che svolgendosi deleterio colla morale corruzione traeva dietro a sé inesorabilmente la decadenza della vita, e con essa della ricchezza e della civiltà.
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Ma in queste plaghe propizie (e successivamente in tutte) le popolazioni addensandosi moltiplicano ancora le braccia lavoratrici; e allora l'ulteriore dominio della natura e quindi l'incremento della produzione si deve a moltitudini di operai,sistematicamente addetti al lavoro. Il lavoro diviene più potente, perché diviene collettivo. – Il grande progresso è espresso dal fatto della occupazione stabile da parte di genti nomadi di un proprio territorio,donde l'inizio di una produzione regolare; come ad esempio presso gli ebrei, i quali vaganti nel deserto presero poi sede in Palestina, processo seguito secolarmente pressoché dappertutto. Più tardi concorre all'aumento del lavoro collettivo il sovrapporsi di più stirpi conquistatrici e conquistate o di due classi possidenti e nullatenenti in ogni Stato, donde il lavoro coattivo in massa degli schiavi nell'antichità, ciò che segna, al paragone di popolazioni nomadi, un aumento di potenza produttrice. È quel lavoro servile in massa che scavava da millenni i canali irrigatori della penisola del Gange e della Cina, che introduceva il sistema stradale dei persiani, che in Egitto, sotto Ramsete II l'edificatore, non solo erigeva le regge dei Faraoni, ma iniziava il regime idraulico regolatore del Nilo ed apriva il lago artificiale di Meride; e più tardi sotto i romani costruiva non solo il palazzo dei Cesari e gli anfiteatri, ma ancora gli acquedotti, le vie militari e sorreggeva l'agricoltura dei latifondi. Infine vi contribuisce il lavoro di spontanee o storiche unioni di lavoro,come quelle che si formano nelle comunità di villaggio dell'India, ed in Europa nei clan scozzesi, nelle marche germaniche, poi nelle domuscultae della campagna romana ai tempi di Gregorio Magno, e successivamente in Irlanda, Inghilterra, Francia e dovunque, intorno ai monasteri e conventi di frati dissodatori di terre, come i benedettini, cistercensi, ecc.
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