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Nuovo slancio si avrà quando l'impiego delle forze idroelettriche, che già accaparrò per la industria il corso del Rodano, la caduta del Reno, la cascata del Niagara, e alcuni fiumi-torrenti dell'alta Italia (Adda, Adige, Celline), avrà nell'industria preso un posto sistematico e generale, come si prevede nella penisola italiana, la quale potrà utilizzare dai suoi corsi d'acqua con motori idraulici o idroelettrici da 3-5 milioni (altri dice 10) di cavalli vapore. E più se si ridetta ai progressi nell'arte di utilizzare quelle forze stesse. La vecchia ruota a schiaffo utilizzava sulla forza di caduta d'acqua il 20%, ed ora la turbina da 50-80%, appunto come le macchine a vapore utilizzavano ieri il 20 ed oggi il 40% di potenza calorifera. E se si calcola il costo del cavallo vapore carbone da 150-1450 lire all'anno, quello del cavallo idroelettrico (anche a distanze notevoli), che oggi si aggira fra 140 e 850 lire, sperasi in breve non supererà di molto le 100 lire; mentre il capitale di impianto viene immensamente diminuito (Nitti). Quale incremento tecnico, sia per potenzialità dinamica che per rendimento netto, a profitto delle industrie manifattrici!
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