L'economia invero, comunque versi intorno alle ricchezze dei popoli, non investiga infatti le proprietà fisico-chimiche delle materie, né gli stromenti e apparecchi tecnici per modificarle ed adattarle agli usi umani, bensì essa studia la energia umana,che si dispiega esteriormente ad acquisire e comporsi cose materiali utili (ricchezza) per la soddisfazione dei legittimi bisogni umani cioè per il conseguimento dei fini dell'esistenza. Le sue leggi perciò sono umane per eccellenza, sia per la fonte (la causa), che è la potenza operativa dell'uomo, sia per il termine che è la soddisfazione ossia il raggiungimento dei fini dell'uomo stesso; sicché la materia di cui consta la ricchezza si considera come un prodotto di quelle virtù umane ed un mezzo a questi fini umani. L'economia così è una scienza morale;appunto nel senso che studia un ordine di rapporti, che riguardando l'uomo, non sono già fatali, ma riconosciuti dalla ragione e tradotti in atto liberamente dalla volontà per fini onesti e doverosi.Essa così si distingue dalle scienze fisico-naturali e dalle loro dottrine di applicazione, come p. e. la tecnologia.
Pagina 1.53
Non è, benché possa sembrare, una modesta questione di vocabolario; la disputa sulle parole nasconde conflitti profondi ed acuti di idee, i quali premono su di esse per adattarle a nuovi significati, quando non giungono a crearne direttamente delle nuove.
Pagina 73