Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Trattato di economia sociale: introduzione all’economia sociale

393449
Toniolo, Giuseppe 2 occorrenze
  • 1906
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, voll. I-II 1949
  • Economia
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Fa d'uopo pertanto conchiudere che l'incivilimento tiensi immediatamente in rapporto collo svolgersi delle facoltà spirituali dell'uomo.Ciò massimamente in forza delle influenze multiformi delle cause esterne, cioè del mondo della natura e del mondo sociale, le quali tutte convergendo sulle facoltà umane interiori, ne provocano l'esercizio incessante, aggiungendo così alla potenzialità primigenia dello spirito, una capacità effettiva acquisita, che è figlia di educazione e di cultura;grandi fattori storici codesti, che vanno a suo luogo considerati, ma che frattanto ci abilitano a pronunciare che il progresso civile sarà indefinito.

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Certo la coscienza della propria eccellenza personale,per forza fisica, per ingegno, per virtù, per qualunque superiorità innata od acquisita, sotto forma spesso di prepotenza, di orgoglio, di cupidigia, ma non mai disgiunta da un concetto di capacità a fare il bene altrui, e quindi dal sentimento latente di doverlo fare e di avere il diritto di farlo, in virtù di una legge morale superiore, — è la spinta la quale solleva i più eletti sopra la comune degli uomini.

Pagina 2.118

Trattato di economia sociale: La produzione della ricchezza

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Toniolo, Giuseppe 4 occorrenze
  • 1909
  • Opera omnia di Giuseppe Toniolo, serie II. Economia e statistica, Città del Vaticano, Comitato Opera omnia di G. Toniolo, vol. III 1951
  • Economia
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La rispettabilità civile di una nazione più che dalle numerose braccia o dai perfetti meccanismi dipende dalla valentia acquisita e dalle virtù tradizionali di questi capitani delle industrie e dei commerci, come può dirsi della borghesia dei nostri liberi comuni medioevali, in ispecie di Firenze. — I loro abusi invece possono divenire cagione di scandalo e di pervertimento pubblico come accadde per le classi capitaliste dell'Olanda, d'Inghilterra e di Germania ai tempi della riforma, e come in parte ancora si deplora nelle nazioni odierne, donde la severità della Chiesa e del diritto canonico nel perseguitare e correggere gli abusi dei capitalisti alla testa delle industrie e dei traffici, nonché le critiche acerbe e le inimicizie popolari contro di loro nell'età più recente.

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. — Ma poco di poi il contatto di meccanismi perfezionati, la necessità di seguirne i movimenti, accresce la intelligenza, lo spirito di osservazione, la rapidità delle mosse, per cui l'operaio finisce col dominare lo stromento scientifico, elevando il proprio valore; — sicché oggi gli stabilimenti meccanici si distinguono per il crescere in essi di una classe operaia colta («skilled»); e l'effetto utile delle macchine si misura dagli imprenditori dal grado di utilità acquisita del lavoratore. In Italia un tessitore appena basta a vigilare due telai meccanici; mentire in Belgio ed Inghilterra dirige, con raro colpo d'occhio, fin quattro meccanismi. Oggi può affermarsi essere sentenza comune, bene assodata da esperienze e studi scientifici, che fra gli operai dell'odierna industria meccanica, a paragone dei mestieri manuali, sparvero antichi malori professionali, si prolungò la vita media e in generale si elevò la igiene del fisico come la energia intellettuale (Marshall).

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Più ancora l'istruzione delle moltitudini operaie; e non solo quella acquisita empiricamente colle abitudini di famiglia, di classe o dell'ambiente in certi centri industriali, ciò che conferiva p. e. tanta elevatezza e genialità agli operai delle nostre città medioevali, in cui ogni artigiano si trovava inconsciamente converso in un artista creatore, ma ancora quella appresa nelle scuole o d'alte scienze industriali per gli imprenditori o di arti e mestieri per i lavoratori manuali. J. S. Mill diceva che se i suoi connazionali erano qualche cosa più che dei manovali, lo devono tutto non già al genio primitivo mediocre degli inglesi, ma alle cognizioni acquisite. Per tale rispetto colà, e dovunque, la proporzione dei lavoratori colti («skilled») va sempre crescendo sopra gli incolti («unskilled »), semplici braccianti.

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Le nazioni antiche erano consumatrici epicuree della ricchezza, acquisita spesso iniquamente col sudore servile, colla usura, coi tributi oppressivi; e quelle si spensero nella frenesia dei godimenti fra l'esaurimento d'ogni ricchezza. L'abnegazione cristiana, che insegnò il distacco da ogni disordinata affezione agli averi, per la prima volta nei popoli pose freno ai voraci consumi dell'oggi, abituando a risparmiare l'eccedenza in vista dell'avvenire; e si formò così il capitale nelle popolazioni medioevali. E allorché queste rischiarono di corrompersi nell'ebbrezza delle prime ricchezze guadagnate coi commerci levantini nelle prime crociate, l'apostolato di s. Francesco in onore della povertà le trattenne dal lusso dissipatore e il capitale vieppiù si accumulò; di influenze civili-politiche. Il senso del miglioramento indefinito ossia del progresso della civiltà, da effettuarsi colla propria intraprendenza e colle guarentige dell'ordine pubblico,le quali assecurino le aspettative legittime dell'avvenire, non solo favorisce i risparmi, ma l'impiego loro nelle industrie fruttuose, tramutando così rapidamente le semplici riserve giacenti in capitale produttivo. Le genti orientali sotto il pondo della immobilità e la continua minaccia dei governi dispotici e rapaci si contrassegnano per lo sterile tesaurizzare, che già è proprio di ogni popolo e di ogni periodo di decadenza. È caratteristica invece delle società europee alla testa della civiltà, in ispecie nei momenti in cui la pace e la stabilità politica concedono le secure previsioni dell'avvenire, di riversare e mantenere di continuo i capitali nel giro di una produzione e circolazione che non hanno tregua.

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