La questione versa soltanto intorno alla importanza comparativa,che nella invenzione dei veri sociali hanno i due processi deduttivo e induttivo.Ma facilmente dagli studiosi si conviene in questa conclusione: — per eccellenza di ufficio nelle scienze sociali ed economiche sovrasta incontestabilmente la deduzione;iveri deduttivi sono pochi, ma fondamentali; senza di essi non si erigerebbe il piedistallo ed il fastigio della scienza, in ciò che vi ha di più assoluto e generale; — per estensione di applicazione prevale la induzione; vale a dire l'elemento variabile nella vita sociale è affatto preponderante, essendo la umanità eminentemente progressiva, ed i suoi procedimenti modificandosi all'indefinito in grazia soprattutto della libertà umana, che atteggia in forme sempre nuove e più perfette le costituzioni sociali; cosicché il campo della osservazione induttiva si estende ignora più, e le verità secondarie da essa discoperte si accrescono incessantemente, senza limite assegnabile.
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Per mezzo della popolazione, che è una continuazione dell'opera creatrice di Dio, l'uomo riesce ad attribuire alla propria esistenza una certa perennità e universalità; a conseguire sussidi che accrescono all'indefinito la sua potenza operativa; a scorgere fini che trascendono l'egoismo del presente e si allargano all'altruismo in un remoto avvenire; donde la prima mossa verso quel bene, sempre più alto, ampio, che inizia il progresso morale-civile (Schäffle, Kidd). Or bene di queste virtù di progresso la radice si cela nell'organismo vitale demografico; sicché ogni deviazione da esso, come ogni prosecuzione del suo normale assetto, si ripercuote, attraverso vie indirette, sul cammino della civiltà, e quindi sull'economia.
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Accrescono la potenza produttiva. Esse infatti:
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Ma fra queste varie resistenze (che accrescono il merito degli iniziatori) può dirsi che la transizione gloriosa della industria manifattrice nella civiltà occidentale dallo stato empirico a quello scientifico,seguendo il progresso della tecnologia, si effettuò con tre slanci successivi: — il primo di anticipazione nella Gran Bretagna fra il 1760-90; — il secondo di diffusione agli Stati europei-americani (dopo una sosta durante Napoleone e il blocco continentale) dal 1830 al 1870; — e infine, dalla guerra franco-prussiana ad oggi un terzo di estensione e intensificazione universale dalla Spagna, alla Russia, al Giappone.
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. — Il valore delle derrate èil regolo principale dei salari industriali, considerati come costo per l'imprenditore, come compenso per l'operaio e se pertanto i bassi salari fanno sovente sorgere le grandi manifatture, gli alti salari accrescono impulso alla energia ed abilità dell'artigiano. — Infine le arti agrarie, spargendo alimenti al consumo umano e materie alle manifatture, reclamano per prime le braccia;e solo quelle che residuano dall'alma tellus possono volgersi ad altri rami di produzione; sicché l'agricoltura estensiva o intensiva si ripercuote variamente sulla proporzione fra domanda ed offerta di lavoro in tutte le altre industrie e sulle sorti reciproche di popolazioni rurali e industriali. Basti ricordare la grandezza odierna della ripercussione su tutti i rami delle industrie del fatto del «villan che s'inurba», cioè della immigrazione in città dei volghi campagnoli (l'urbanismo).
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Viceversa in Inghilterra, Belgio, Paesi renani, Lombardia, dove le addensate popolazioni nelle città e distretti manifatturieri coi forti loro consumi accrescono il valore delle derrate, la coltura diventa intensiva,perché sul suolo si profondono i capitali ivi attratti da lauti profitti. Di qui la tendenza dei capitali di seguire la domanda comparativamente più intensa dei prodotti;
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