Di là si desumono pertanto quelle nozioni che attribuiscono alla economia sociale un carattere organico; quelle cioè, che inducono a considerare la società, non già come un insieme di individui accostati fra di loro ed allivellati (giusta un concetto della società che si disse atomistico), bensì come un sistema di gruppi naturali e storici, gerarchicamente sovrapposti e coordinati a unità. Gli errori di una economia individualistica (liberale) partono appunto da un falso presupposto scientifico intorno alla natura della società, quasi questa fosse null'altro che una somma di individui. Gli altri errori opposti del socialismo sono del pari una logica conseguenza di un concetto sbagliato intorno a questo organismo, di cui si disconosce la natura sostanzialmente irreformabile, e capace di modificazione e perfezionamento soltanto negli accidenti. L'economia politico-sociologica (o della politica sociale) con la sua statolatria, parte alla sua volta dall'errore che la società sia un ente concreto fornito di vita propria, indipendente dagl'individui che la compongono. Ciò valga a dimostrare l'importanza di quell'ordine di rapporti gerarchici studiati nella loro realtà.
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È il risultato di differenti fattori sociali, civili, giuridici, nei vari popoli e tempi; e si riannoda alle comunità di villaggio resistenti in Cina ed India, riprodotte fra i primi latini (vicus), o presso i Germani («Gau») e a circostanze per cui gli esercizi rurali collettivi (mercé associazioni o gentilizie nel «clan» celtico, o familiari nella «zadruga» slava, o di liberi coltivatori nelle «Genossenschaften» tedesche, o di coltivatori servili nel «mir» russo) abituarono i lavoratori della terra, legati da comuni diritti, obblighi, consuetudini, a convivere accostati in un luogo stesso, donde si irradiano mane e sera per la coltivazione. Agglomerazioni di schiavi si coadiuvano al centro di esso, o a pie' del castello feudale (ove distinguevasi la villa dei servi campagnoli dal borgo degli artigiani) o attorno ai monasteri (Münster, München) dissodatori, o generalmente all'ingiro delle parrocchie in tutta Europa.
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