In questi centri demografici accorrono successivamente: — i proprietari terrieri spogliati o impoveriti da nuove conquiste (p. e. in Inghilterra la spogliazione normanna col catasto, «domesdaybook», 1081), — più tardi i piccoli feudatari oppressi dai grandi, — i contadini sospinti dalle usurpazioni dei beni comuni — i mercanti ed artefici, attratti dal facile spaccio. E tutti vi trasferiscono le proprie associazioni già preesistenti per il mantenimento della pace o «frith-gilds»; — le quali in breve, di tante organizzazioni speciali di classe tendono a formare una associazione o corporazione unica o meglio una lega delle precedenti; la quale, assumendo la amministrazione cittadina, tuteli e rappresenti gli interessi comuni di tutta la popolazione di città, di fronte alla classe nobiliare della campagna. Componevansi così le Corporazioni civiche dei nostri «Comuni» e le «burghers'» o «town gilds» delle città inglesi, colle loro assemblee («townships», consigli) con alla testa un «burgomaster», un «alderman», fra noi anziani e consoli; — in cui trovarono, come già clero e nobiltà, organizzazione propria politica le classi popolari. Questo grande fatto si inizia in Italia nel periodo del governo vescovile, che dovunque prepara quello del Comune, e dove tutti i gruppi di popolazione erano chiamati al governo della pubblica cosa; e poi si afferma fra noi solennemente colle leghe di città che condussero alla battaglia di Legnano (1176) e alla pace di Costanza (1183), la quale riconobbe le antiche consuetudini e diritti politici delle città coi loro magistrati e parlamenti.
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E tutti questi preti e frati sono organizzati mirabilmente; ad essi è vietata ogni occupazione che non sia di ministero spirituale o non giovi a questo; una voce li chiama ed essi accorrono alle riunioni; una parola viene dai gradi più alti della gerarchia e domani, da tutte le chiese d'Italia, quella parola è ripetuta e spiegata a tutte le comunità dei fedeli.
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