(Mutazioni delle convenzioni matrimoniali prima del matrimonio).
Basti questa regola nelle sue linee generali, avvertendo soltanto che ordinariamente le oscillazioni dei prezzi rivelano mutazioni nel valor delle
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LE MUTAZIONI
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§ 1. La scoperta delle mutazioni. — § 2. Le mutazioni geniche. — § 3. Analisi del processo della mutazione spontanea. — § 4. Produzione sperimentale
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§ 1. - La scoperta delle mutazioni.
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Si sogliono distinguere tre tipi principali di mutazioni: 1) le mutazioni di un sol gene, o fattore, (mutazioni geniche, o fattoriali) che non sono
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Ancora una volta spetta al Morgan e alla sua scuola il merito di avere ben chiarito i concetti e di avere scoperto le vere mutazioni. Prima di lui
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Quanto alla natura dei caratteri mutanti, si deve dire che la maggior parte delle mutazioni sono recessive, ma ve ne sono anche
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Si è cercato di misurare la frequenza di mutazioni che normalmente si producono in alcune stirpi di animali o di piante. Le difficoltà, come si è
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mutazioni fra organismi diversi. Si deve poi ancora ricordare che molte mutazioni sono relativamente facili a riconoscersi, perché producono
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§ 4. - Produzione sperimentale di mutazioni.
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Circa il momento in cui insorgono le mutazioni: se nei gameti già maturi, se nelle oogonie e spermatogonie, o più precocemente, si può dire che è
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Inoltre, la frequenza delle mutazioni è direttamente e linearmente
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fu ottenuto per irradiazione l’allelomorfo normale e da questo, nuovamente l’eosin. Queste due serie di mutazioni si possono perciò indicare così:
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Fig. 90. - Proporzionalità diretta della frequenza di mutazioni visibili associate al sesso (le varie mutazioni sono indicate rispettivamente con
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Sul valore delle mutazioni per l’evoluzione discuteremo nel cap. XXIV.
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§ 1. Le mutazioni cromosomiche P. D. — § 2. Le mutazioni del genoma. -— § 3. Le serie poliploidi. — § 4. Le mutazioni polisomiche.
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Comprendiamo sotto questo nome le mutazioni che interessano la struttura, o il numero dei cromosomi. Le prime, come già si è detto, si chiamano anche
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§ 1. - Le mutazioni cromosomiche.
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LE MUTAZIONI CROMOSOMICHE
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Già abbiamo accennato, in varî punti, alla presenza di mutazioni che interessano la struttura dei cromosomi. Nella massima parte dei casi esse sono
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§ 2. - Le mutazioni del genoma.
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Mutazioni triploidi e perissoploidi. Le mutazioni triploidi sono caratterizzate dal numero 3n di cromosomi. Le mutazioni pentaploidi, eptaploidi (5n
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§ 4. - Le mutazioni polisomiche.
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Si chiamano mutazioni polisomiche, o eteroploidi, quelle in cui vi sono uno o pochi cromosomi in più o in meno di 2n.
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Le mutazioni trisomiche, non sono completamente stabili, perché la distribuzione dei cromosomi alla meiosi è necessariamente irregolare. Si conoscono
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Le mutazioni cromosomiche poi arrecano ulteriori conferme all’ipotesi dell’ordinamento lineare dei geni lungo i cromosomi.
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Le mutazioni cromosomiche hanno probabilmente una notevole importanza agli effetti della evoluzione, come hanno dimostrato le recenti ricerche di
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, che insorgono spontaneamente nel plasma germinale, e sono perciò totalmente e immediatamente ereditarie (mutazioni). Su di esse agisce la selezione
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§ 7. - Valore evolutivo delle mutazioni.
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Occorre innanzi tutto rimuovere alcune obbiezioni di carattere generale, che sono state sollevate contro l’opinione che le mutazioni costituiscano la
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Le mutazioni rappresentano invece la comparsa di novità nel patrimonio ereditario, e pertanto sono da ritenersi come la più importante fonte di
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È importante osservare che, poiché le razze e ancor più le specie, differiscono fra loro quasi sempre per parecchi geni e parecchie mutazioni
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Il Dobzhansky è propenso a dare molta importanza alle mutazioni cromosomiche come causa di mutamenti evolutivi, tanto più che, in molti casi, i
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sforzi sul problema dell’origine della specie. Tuttavia alcuni fatti come la probabile presenza di mutazioni progressive verso una certa direzione
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Oltre al tentativo di diminuire la frequenza delle mutazioni nocive esistenti in una popolazione, l’eugenica dovrebbe inoltre cercare di diminuire il
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di vere e proprie mutazioni. Benché tali risultati non siano stati confermati dalle ricerche più recenti (cfr. Schubert e Pickhan, 1938), tuttavia non
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Pirocchi, L. - Mutazioni ottenute in Macrosiphum rosae mediante Fazione dei raggi X. R. B. XV, 1933.
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Mutazioni, 32, 72, 249.
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Poliploidi mutazioni, 274.
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LE MUTAZIONI
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§ 2. - Le mutazioni geniche 253
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§ 4. - Produzione sperimentale di mutazioni 261
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cap. XVIII. – Le mutazioni cromosomiche 269
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§ 2. - Le mutazioni del genoma 271
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§ 7. - Valore evolutivo delle mutazioni 370
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che esse possano costituire un grado di passaggio fra le modificazioni, non ereditarie, e le mutazioni, ereditarie; quindi la loro importanza per la
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di variazioni, che furono ampiamente studiate nelle loro cause e nei loro effetti. Tali variazioni cioè, le mutazioni, si distinguono in tre
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Innanzi tutto dimostra come l’obiezione che le mutazioni
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L’importanza del fatto che le mutazioni sfavorevoli in un dato ambiente si conservino allo stato recessivo, protette dalla dominanza, è evidente. Se
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