ARABELLA
Il Botola non tardò a trovare il vecchio amico e lo condusse a casa sua. Strada facendo, cercò di persuaderlo a trattare con indulgenza un figliuolo
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delicatamente sul tavolino un fiaschetto di vecchio Xeres, che aveva acquistato apposta, si avvicinò pian piano al letto, posò leggermente la mano sulla
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suocero per consegnargli la lettera di don Felice; ma ebbe paura sempre di far peggio, d'irritare il vecchio, di chiudersi la via a comprendere il
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alla cupola di un vecchio cappello di feltro, che non usava che nelle grandi occasioni, e in quattro passi fu alla chiesa. Il prevosto lo faceva
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la cantina. Sui berretti molli, sui cappelli a cencio, sui fazzoletti delle povere donne svolazzava il tricorno di don Giosuè Pianelli, un vecchio
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ricordare la povera Marietta, pensò di chiedere al vecchio amico di casa quegli schiarimenti che non aveva potuto ottenere dal Berretta. "Lei che vive
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Arabella ringraziò la Colomba e mentre questa avviavasi in cerca del signor Tognino per parlargli del vecchio Berretta, e commuoverlo sullo stato del
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coscienza sporca. Son più vecchio di voi e conosco le trappole. Il notaio Baltresca sa quel che deve a ciascuno. Per conto mio non dò un quattrino a nessuno
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telegrammi di borsa, e incontrò per caso il Botola, un brutto vecchio mal vestito che da qualche tempo veniva nello studio a discorrere in gran segretezza
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naturale che Arabella, tutte le volte che usciva dal suo collegio bianco e pulito, si trovasse male in quel vecchio e sgangherato cascinale, tra quei
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coll'aiuto di papà Paolino dei prospetti e dei bilanci meravigliosi. Quanti denari aveva lasciato dietro di sé il vecchio! che se avessero potuto