Nella società in cui un normale equilibrio delle forze di imitazione e di ripetizione, sulle quali è fondata la permanenza degli istituti sociali, con le forze di iniziativa e di rinnovamento, che impediscono il degenerare dei primi istituti pel lento insediarvisi degli egoismi del più forte, non assicura i graduali progressi della vita collettiva, è fatale che i novatori, sorgendo forti dell'intima aspettazione che è nella coscienza dei deboli e dei sacrificati, sembrino dei rivoluzionarii, e che sopra ad essi si addensi la collera di tutti gli interessati a conservare l'antico ordine di cose.
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