Ma la regola è offerta da quelle città politiche per eccellenza, che economicamente non erano che ingenti centri di consumo e di godimento, non già di produzione nell'ampio e multiforme senso moderno; in cui si addensavano appena artefici e venditori di prodotti suntuari, e poi pubblicani, appaltatori, prestatori usurai, clienti politici (l'ordine dei cavalieri), nonché grandi masse di plebe e schiavi (forse ⅔ del totale), per fruire delle briciole cadenti delle accumulate ricchezze e della assistenza pubblica (panem et circenses),non già classi industriali e lavoratrici. Roma è stata sempre una vorace consumatrice a spese del mondo intero.
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