Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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GIACINTA

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Capuana, Luigi 23 occorrenze

GIACINTA

tranquillamente. - Dev'esser una cosa assai triste! - La prima volta sí; ma ci si abitua subito. Gli uomini, cara mia, al giorno d'oggi ... Provatone uno, gli hai

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- Calmatevi, figliuola mia, calmatevi! - le diceva di tanto in tanto con voce tremula il vecchio confessore, dalla grata del confessionario dove

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avessero dato una puntura alla schiena. Giacinta si levò da sedere. - Senti, mamma! - disse. - Hai ragione; non sono piú una bambina: devo pensare alla mia

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contemplare gli stucchi dorati della volta. - Ne riparleremo - conchiuse la signora Villa. - Cara mia, sono stufa! Andrea s'era alzato per salutarla al

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. Camilla, ingrassata, ansimante per la fatica di aver montato tante scale, arrancava peggio di prima. - Oh, la mia cara padroncina! Come si è fatta grande

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dovevo traversarli da solo, morivo dalla paura. In camera di mia madre, con la tappezzeria di cuoio di Cordova impresso a cuoricini dorati, con vecchi

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, sui mobili, prima di chiudere le valigie. - Quando tornerà - ella disse - troverà sempre una stanza da noi, dovessi anche cederle la mia! ... - Chi non

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: vedrà ... Questo pure è un nuvolo passeggero ... Mi faccia dormire, intanto. Oh! La mia povera testa riposi almeno la notte! ... Lo crederà? Mi era stato

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presentarsi in casa Marulli dopo quel bigliettino che gli diceva: "Astienti di venire fino a mio nuovo avviso. Non darti nessun pensiero dei maneggi di mia

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ci credi? - disse la signora Villa. - Oh, non si parla d'altro, mia cara! La Maiocchi alzava le pupille al soffitto, era invasata d'orrore. - Sí, sí

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segreto. - Può darsi - rispose Ranzelli - che questa sera sia una delle poche veramente felici della mia vita. - Per parlare cosí - aggiunse Giacinta

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a dondolarla. E le cantava, ridendo di sé stesso, una ninna nanna rimastagli in mente: Suonno che 'ngannaste a lu leone 'Nganname a Nenna mia pe doje

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famiglia con noi. - Babbo, e questa mia camera non era prima la sala da pranzo? - Tua madre! ... - rispose il signor Paolo stringendosi nelle spalle

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ostinatissima nel cervello ringrullito: - Che faccio qui solo? ... La contessa mi aspetta ... Voglio tornarmene a casa mia ... - Ma non t'accorgi che son qui

GIACINTA

posso permettere che, alla mia presenza ... Scusate ... No! no! Ratti chinava il capo: - Oh, io rispetto troppo la discrezione di un gentiluomo! ... - Qui

GIACINTA

esperienza di quando Elisa era bambina. - Ecco il dottore! - disse la signora Villa. Giacinta gli stese le braccia con le mani giunte. - Ah, dottore! La mia

GIACINTA

è un'esagerazione della mia fantasia. Mi è penetrato qualcosa qui, che mi rode la vita. Vi son dei momenti che mi credo sul punto di diventar pazza

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. - Io non aveva mai creduto che quella figliolina occupasse un sí gran posto nella nostra vita, nella mia, specialmente, lo confesso; ma dal mio dolore

GIACINTA

... Appunto perché credo che mi voglia bene davvero, io le dico: mi dimentichi! ... Non scuota il capo cosí ... Mi fa male. E accetti la mia confessione

GIACINTA

. Egli, forse le ignora. - Sarà bene che tu l'avverta. - No. Varrebbe come dirgli: allontanatevi di casa mia. Non voglio abbassarmi fino a questo; farei

GIACINTA

tenerezza, continuava: - Intendi ora? ... Intendi? ... Non potevo, non volevo doverti nulla ... Volevo trovarmi da pari a pari con te! ... Era la mia

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un'infamia! - pensava. - Una cosa contro natura! ... Nel naufragio della mia vita, mi sono aggrappata a lui come a una tavola di salvezza, e me gli aggrappo di

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Mochi le dicesse: - Niente affatto! Quella parentela costava troppo, allora; e non valeva quel che costava. Oh! io sono sempre economo in vita mia

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