Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Risultati per: me

Numero di risultati: 47 in 1 pagine

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Sull'Oceano

171597
De Amicis, Edmondo 47 occorrenze
  • 1890
  • Fratelli Treves, Editori
  • Milano
  • Paraletteratura - Divulgazione
  • UNICT
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Sull'Oceano

dove non ce n'è. È stupido! Per me il mare non è che un immenso pantano.... E adesso che cosa succede? - S'era inteso un colpo dell'elice più forte

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gli ultimi rimasugli d'amore, il vecchio gobbo si fermò con la sua lanterna davanti a me, e asciugandosi la fronte con la mano: - Anche questa

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Il giorno dopo si doveva passare il tropico del Cancro. Me ne diede l'annunzio la mattina presto il solito cameriere, abbassando gli occhi: poichè

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'l me senta mi! - A l'è n'onta! - E già, nel serra serra qualche bambino piangeva, ed eran lì lì per menar le unghie....

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stato meglio discendere addirittura a veder la macchina; ma parendomi che si trovasse già quasi nello stato desiderato, me ne astenni. E discesi io

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fantasia. Me lo raffiguravo vestito di lana rossa, con una benda intorno al capo e gli orecchini dorati, inteso a segnare i suoi pensieri coi fili

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, colpo apoplettico spirituale. E mi riviene in mente un fatto psicologico singolare, che seguì in me quel giorno, e che presto o tardi, in una lunga

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, cascò addosso a un impiegato imbroglione della dogana di Montevideo. A me pareva di sentir parlare un uomo miracolose che vivesse ad un punto in tre

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nemico. Oh perdio! Me l'han fatta ieri; non me la faranno più oggi. - In fatti la signora faceva mille moine al marito, gl'infilava il braccio sotto

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annunzia il pianto nei bambini e nei malati sfiniti. E disse, con un nodo nella gola: - A'm rincress per me'fieu! M'accorsi che quelle parole diedero una

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desiderio della vita, partiti prima di lei, eran già nel sepolcro. In quel punto sentii dietro di me un fruscìo vivo di gonnelle e una risatina trillante

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me sulla natura e il fine dei discorsi ch'essa gli doveva tenere usualmente, e curioso di vedere a che punto fosse dell'opera sua, mi girai a guardare

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E fu festa anche per noi. Per me cominciò dopo colazione nel camerino del Secondo, col col quale passai un'ora piacevolissima, insieme con altri due

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comandante, alla fine, si lasciò scappare di bocca la sua frase d'ammonizione : - Quella scignôa a me comença a angosciâ Quella signora mi comincia a

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Ma la gioia senza causa di quella folla, su quel confine d'un nuovo mondo, in quella solitudine, di notte, mi fece più pietà che non me n'avesse mai

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con curiosità vivissima, poichè erano per me i primi esemplari del loro popolo, il quale è senza dubbio di tutta l'America quello che più importa, o più

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, sono diviso dall'universo abitato, son sicuro di non vedere altri miei simili che quelli che ho intorno, i quali sono per me tutto il genere umano

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particolari; ma la sua faccia fredda e dura mi tenne in là, come sempre. Mentre i primi giorni scambiava con me qualche parola, ora faceva appena un cenno di

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primi giorni non me ne sarei potuto fare un'idea. Bisognava aspettare che si fossero un poco assettati e ritrovati, che fossero nate le relazioni, le

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Eppure ciò che mi fece più senso in quell'avvenimento nuovo per me fu lo sguardo che si scambiarono due persone: tanto è vero che lo spettacolo più

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colpo d'una mano sopra la fronte. L'agente non s'avvide di nulla. Aveva ben altro pel capo. Veniva a sfogare la sua stizza con me. Il suo camerino era

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dell'equatore. Di fronte a me, chiacchieravano senza un riguardo al mondo l'avvocato e il tenore, e intesi che parlavan della Grecia. Udii esclamare

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afferrava con tutt'e due le mani al braccio della signorina, non dicendo più che: - Oh me fieul! Oh me pover - e scotendo il capo in atto di desolazione

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, la me diga? Mi diceva anche che avevo torto di lamentarmi delle tasse perchè più che le tasse son forti, tanto più il contadino lavora, e così tanto

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, come per disporsi in semicerchio, e in disparte comparve il viso di cera del frate. Nello stesso momento sentii un fruscìo dietro di me, e voltandomi

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le spalle a tutta quell'uggiosa compagnia. E me n'andai a prua.

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capo sul tavolato. Sua madre, credendolo morto, gli si gettò sopra disperatamente, e strettolo fra le braccia, cominciò a urlare come una pazza: - Me

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un'altra madre di là dall'oceano. Ed era inutile che cercassi di ragionarmi, analizzando il mio stato d'animo, per dimostrare a me stesso che non c'era

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, la vita. - Signore!- intesi dire vicino a me. Mi voltai: era la signorina di Mestre che toccava il garibaldino col ventaglio. Questi si voltò, e la

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Io mi ricordo bene che, osservando più che gli altri me stesso, stavo aspettando con una certa curiosità psicologica quando e come mi sarebbe entrato

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I lampi spesseggiavano, il tuono brontolava più forte, i buoi muggivano. Guardai intorno a me: c'eran già dei visi pallidi. Ma in alcuni la curiosità

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m'agghiacciò il sangue: - Se non uscissi più di qua dentro? - E mi sentii in una solitudine immensa, come se mi fossi chiuso da me nella tomba.

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l'ultima, e dicevo tra me: - Ora è finita. - E avevo delle illusioni vivissime: ecco, il tavolato si spezza, le coste s'infrangono a decine, i bagli

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accaduto e accadesse dintorno a me. Tra gli schianti degli assiti e i mugghi del mare, sentii il pianto del bambino brasiliano e altri piagnucolii

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ridevano a tutti i propositi con le labbra ancora senza sangue. II marsigliese diceva: Je me suis enormément amusé. E il mugnaio fingeva di legger

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avvenimento che era accaduto. Ma nessuno intorno gli badava. E quella fissità di tutti in un pensiero solo fruttò a me pure di poter girare un pezzo

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mal di mare, ne domandai notizie all'agente, che sedeva tra me e l'avvocato. Ma come! Non sapevo nulla? Avevo già la testa in America, dunque. Oh

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E la terra non spuntava! Ma già io non avevo più alcuna impazienza. Ed ero stizzito con me stesso perchè, dopo averla tanto sospirata

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esclamazioni proruppero intorno a me. - Estàmos a casa! - Ghe semmo finaïmente! - Quatre heures, vinticinque minutes! - esclamò il marsigliese, guardando

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, ch'era accanto a me. - Siamo nel fiume. L'emigrante e i suoi vicini si voltarono a cercar l'altra riva, e non vedendo che la linea netta dell'orizzonte

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. Tutti voltarono gli occhi in là, con un senso di ribrezzo, come alla vista d'un assassinio. E io me n'andai subito verso prua, senz'aver più il

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da me con una espansione affettuosa e sincera, che mi fece rimanere. E fra molti altri interveniva Ia stessa cosa. Il marsigliese fu cordiale: mi

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garibaldino rimase a bordo, appoggiato al parapetto, poco lontano da me. Il vaporino si mosse. Allora tra gli emigranti, che s'erano affollati al

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. L'agente di cambio che lo stava a sentire con me, ridendogli in faccia, e che aveva esperienza di quella razza di patriotti, mi disse che, quando

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sarebbe mai entrato in relazione nè con me nè con altri, e lo lasciai solo, a guardare il mare.

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Di là andai sul castello di prua, che era pieno di gente. Salendo, intesi dire accanto a me: - Già, vegnen chì al teater. Quel vegnen era per me

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condotto dov'era il figliolo: 'I me Carlo. Con quelle indicazioni, vecchio, malato, ignaro di tutto, era partito per l'America! - Ho gran paura -, disse il

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