P. F. SCHMIDT, Der Pseudoklassizismus des 18. Jahrhunderts («Monatsh f. Kstwiss.», 1915, X) (in ‘L’Arte’, 1917, p.179).
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P. F. SCHMIDT, Jakob A. Carstens («Monatsh, f. K.», 1916, VI) (in: 'L'Arte', 1917, p. 179).
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2) F. F. n. il 28.05.1974
2) F. F. n. il 28.05.1974
Forging: 2100?F (1150?C) Do not forge below 1750?F (950?C).
Austenitize 1950?F (1065?C). Quench to below 125?F (50?C). Double temper at 600?F (315?C) 2 hrs. minimum each temper. Cool to hand warm between
Quench: Air or positive pressure quench (2 bar minimum) to below 125?F (50?C), or salt or interrupted oil quench to about 1000?F (540?C), then air
Tre stadi successivi della scissione di Amoeba polypodia (sec. F. E. Schulze, da F. Doflein ;
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Lenz, F. - Ein mendelnder Artbastard. Arch. f. Rassen-und Gesellsch. -biologie. XVIII, 1926.
Pagina 413
Timoféeff-Ressovsky, N. W. - Ueber geographische Temperaturrassen bei Drosophila funebris. Arch., f. Naturgesch. N. F., IV, 1935.
Pagina 427
Lukas, F. F., 199, 411.
Pagina 434
f - f - f
- Strato grigio circonvoluto, continuazione della corteccia (f - f - f) del Gyrus Hippocampi.
Colm,, F. Ueber den Einfluss mässiger Köperbewegungen auf die Verdaung. Deuts. Arch. f. klin. Med. XLIII, 239, 250.
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Si osservi che se f(x) è funzione pari, cioè se f(— x) = f(x), tale è anche C(ω), e se f(x) è dispari, anche C(ω) è dispari. Nel primo caso la (53
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b) I simboli log, sin, cos, ecc. sono altrettanti operatori, che mutano la funzione f,...) nella funzione log f), sin f, ecc.
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Un operatore generico viene indicato con una lettera: noi useremo di regola per questo scopo le lettere gotiche. Per esempio scriveremo F = per
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la quale, confrontata con la (35), mostra che si passa dalle f alle f" mediante la matrice nel modo stesso con cui la matrice fa passare dalle f alle
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Difatti, il passaggio dalle f' alle f'' sarà espresso dalla formula, analoga alla (35),
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Sussiste la seguente proposizione generale: Da una coppia conosciuta di traiettorie polari ρ = f(ζ), ρ' = f'(ζ'), se ne possono desumere infinite
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identiche alle (15) e (17), tranne lo scambio materiale di ζ, ζ' in ζ1, ζ'1. Esse sono quindi soddisfatte dalla coppia di curve ρ = f'(ζ' 1), ρ' = f
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Per dimostrarlo, basta notare che, se nelle (15) e (17) si sostituisce f(nζ) al posto di f(ζ) e contemporaneamente si pone
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F designando al solito l'intensità del vettore F .
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Supponiamo, per fissare le idee, che su di un pulito materiale libero P di peso p agiscano simultaneamente due forze F 1, F 2 (e queste due soltanto
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cioè a quella stessa accelerazione che sarebbe dovuta all’unica forza F 1 + F 2, risultante dalle due forze fisicamente distinte F 1 ed F 2.
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F = m 1 a 1 ed F = m 2 a 2,
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In altre parole, si ammette che in ogni caso esista, insieme alla forza attiva F, una certa altra forza R tale, che il considerato punto P si
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(7)F = F(P),
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(8) F = F(P|t)
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dove, al solito, s è l'arco di traiettoria, r il raggio di curvatura, v la velocità intensiva ed F t, F n, F b denotano le componenti della forza
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[L] = l f,[Π] = lt -1 f, [I] = t f,
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F = m a, F'= m'a'.
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f ' = λ- 2 f.
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F + f = 0 ossia F = -f.
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1) le reazioni F A, F B dei due ganci;
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applicato sulla verticale del baricentro G di essa. Per le (1) abbiamo che condizione necessaria per l’equilibrio si è che i tre vettori F A, F B , p
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Se indichiamo genericamente con f le forze interne, il solido S si può risguardare come un sistema di punti materiali liberi, soggetti all’azione
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ossia, indicando con f il massimo degli f i (e in pratica si può ritenere f i = f per tutte le 2n ruote) e tenendo conto della (8),
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(1*) F * A = F A + R A + R' A+ R'' A +…
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(6) F 1 + Φ 1·2 = 0, F n – Φ n-1·n = 0.
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F 1 + F 2 +… + F n = 0;
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F 1 + F 2,+… +F n = 0;
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(17) F A = - T (0), F B = T (l),
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Allora il vettore unitario n, avente per linea d’azione la normale principale della funicolare, è pur normale alla superficie (n. 35), cosicchè F n
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Φ = - F A = F B.
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Come si può caratterizzare la posizione del polo, essendo date le lunghezze delle aste del poligono funicolare, e le forze F 1, F 2…, F n applicate
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La quantità in parentesi può interpretarsi come il momento risultante delle due forze F ed F' rispetto all’asse; od anche, essendo nullo il momento
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a distanza infinita, come possono supporsi il sole e le stelle, avrassi 1/D = o, onde 1/d = 1/F ossia d = F così che F non è altro che la distanza
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che allorquando D è considerevole rispetto ad F,d non è molto maggiore di F comunque cresca poi D.
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AB e C.D si chiamano rispettivamente asse maggiore ed asse minore, F ed F' fuochi, punti caratteristici dell'ellisse, i quali godono di una
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