Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Malombra

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Fogazzaro, Antonio 27 occorrenze

Malombra

Donna Marina di Malombra alla signora Giulia De Bella Dal Palazzo, 2 settembre 1864 Sospetto di aver indovinato il nome dell'autore di Un sogno. Mi

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casupole, dei sassi cespugliosi vi tacevano ferme, intere. Ma d a ponente la piova veniva avanti come una vela obliqua dal cielo alla terra, sempre più

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di piangere" rispose Edith. "E io di vivere, d'esser felice." Edith tacque, sorpresa dal subito fuoco che brillò nel viso e sollevò il petto di

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, alzando la testa dal cuscino e facendosi puntello de' gomiti, considerava con occhi diffidenti il vassoio, la tazza, la sottocoppa, la zuccheriera, il

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dal mondo la Vostra balia. Questa donna è morta appena lasciato il Vostro servizio. Voi non la potevate soffrire, non è vero?" "Non lo ricordo; me

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Uno dopo l'altro, gli sportelli dei vagoni sono chiusi con impeto; forse, pensa un viaggiatore fantastico, dal ferreo destino che, ormai senza

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dal vero. Pareva a Silla che la letteratura moderna fosse soverchiamente scarsa di questi libri, in cui parecchi grandi scrittori del passato hanno

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di dare un bacio a Edith, ma non osò. Steinegge, impolverato come una vecchia bottiglia di Bordeaux, protestava dal canto suo contro tanti complimenti

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quello che aveva scritto o per spremersi con la sinistra dalle gote e dal mento qualche frase che non gli veniva pronta come le altre. Ogni tanto

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il Cristianesimo. Voi mi dite che finalmente il principio d'eguaglianza è stato portato nel mondo dal Cristianesimo. Cosa volete dire con questo? Che

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dolce che essi ristavano ansanti; quasi folli; e... Si spiccò dal cipresso con una spinta impetuosa. Guardò ancora l'orologio: erano le undici meno

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solitudine. Parole poetiche e affettuose che prendevano dal marmo una solennità austera, parevano più che umane nel loro senso indefinito, nella rigidezza

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Silla "siamo alla dodicesima lezione." "Ebbene?" Silla trasse dal portafoglio un piego. "Oh!" esclamò Steinegge, voltandogli le spalle e correndo per

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nome d'una memoria santa. Egli lo aveva offeso con la sua fuga occulta dal Palazzo; lo sapeva per una lettera ricevutane subito dopo, a Milano. Non ne

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signori da carrozza, dove andare lei, sarebbe come pioverci la manna dal cielo, e le si erano già fatte, prima di lasciar Milano, delle magni fiche

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molta inclinazione per lui?" "Oh no, non moltissima, spero, ma via!" disse don Innocenzo, mortificato della poca attenzione ottenuta dal suo discorso

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nostre sono tali che tutto il mondo può andare e venire dal Palazzo senza ch'egli me ne parli. Lo tiene sequestrato quasi tutto il giorno in biblioteca. A

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anche il suo domestico. E la contessa Fosca? E il conte Nepo? Nessuno era disceso dal treno di Milano. Il conte Cesare, arrabbiatissimo colla cugina

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sala da pranzo. Chi aveva portato quegli ospiti al Palazzo era stato il solitario fiumicello ch'esce dal lago a ponente, fra i pioppi. Alcuni capitalisti

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dal prorompere contro l'avventata cugina. Le macchie lo irritavano come se avesse avuto per blasone la pulitezza. Suonò furiosamente il campanello e

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sempre di quello dal naso lungo, di quello dalla bocca storta, di quello dagli occhiali. Marina, appena sciolta dagli amplessi della contessa, le gittò

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"Mirellina" ch'era partita dal teatro perché il suo amante v'era comparso con una signorina di ventura. Si parlava molto ma evitando ogni espressione troppo

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Il pranzo fu triste. Il padre Tosi si alzò da tavola subito dopo la minestra per andare dal conte, e non ritornò più. La contessa e Nepo mangiavano

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momento dopo. Prese il sentiero che s'inerpica su pel monte imminente alla chiesa e salì fino a certi sassi imboscati d'allori; là uscì dal sentiero e si

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approvava nel suo cuore. Me ne sono accorta un giorno dal modo che mi guardò incontrandoci mentre uscivamo dal Duomo, mio padre ed io. Veniva da noi

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mostro d'un sito, fabbricato dal diavolo per i suoi figli. Allora le si faceva osservare che il matrimonio non era poi mica ancor a sicuro; e qui

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mandando fiochi bagliori su pel braccio ignudo. A questo punto gli si oscurava la fantasia, una stretta nervosa gli si propagava dal petto a tutta la

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