Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Capuana, Luigi 22 occorrenze

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"Non vi turbate senza ragione" disse il dottor Mola. "Qui possiamo parlare liberamente. Che bellezza questa terraz- za! Io ci venivo spesso al tempo

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in guardia, dopo tre o quattro visite del signor cavaliere, come dicevano a Marzallo. E per evitare che colui si lanciasse in una delle sue

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persone che salutavano famigliarmente le figlie del cavaliere, Ruggero, e, non senza un sorri- so di compiacente meraviglia, l'Agente e la sua signora

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benedizione ogni sera. Guardate: siamo tutti vecchi, uomini e donne, quelli che usciamo dalla chiesa in questo momento. Voialtri giovani non sentite bisogno

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bene, la crisi è terminata. Niente di grave; si rassicuri." Patrizio guardava, inebetito, quella strana figura alta, magrissima, e che pareva avesse

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dev'essere tutta in fiore" ella rispose. "Il Padreterno va e viene. Che diamine fa?" Eugenia sporse la testa per vedere: "Ripulisce i viali." "Se ti

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"Prendi un po' di riposo. Son due notti e due giorni che non chiudi occhio. Ti ammalerai anche tu." "Dice benissimo la signora; riposatevi almeno un

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Lusinga dell'immaginazione o realtà (che gliene importava?), quell'atto da credula femminuccia era servito intanto a liberarlo dall'indefinibile

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Vedendo che Patrizio dimenticava fin la sua ordinaria visita al camposanto, ora che ella stava meglio e non c'era più timore di prossimi accessi

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Le figlie del sindaco vennero tre giorni dopo, accompagnate dal padre e dalla serva. "Abbiamo inteso che la sua signora è stata poco bene" disse il

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, che il dottore aveva tante volte consi- gliate invano, giovavano alla salute di Eugenia e nello stesso tempo le ammonivano il dispetto della propria

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Erano tornate tardi con una splendida serata di plenilunio. Traversando il corridoio, dalla striscia luminosa che scap- pava dall'uscio socchiuso

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ombra di incredulità: "Niente che me n'avverta! ..." Subentrava uno scoraggiamento, pel caso che il dottore si fosse ingannato. "Come ne sarebbe lieto

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di lui, accostatosi in punta di piedi. Sentendosi stringere inattesamente alla vita, diè un grido: "Ah! ... Che paura mi hai fatto!" E lo guardava

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Patrizio Moro-Lanza si sentiva da tre mesi così pienamente felice, che già cominciava a provare una superstiziosa paura, quasi presentisse che la sua

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nell'intimo cervello s'intravede sempre un abisso che nessuno può colmare, nè varcare? "Soffro!" Ma di che cosa? ... E perché non voleva essere confortata

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lagrime; pure fece uno sforzo; passò oltre, ed entrato nello studio, si mise ad esaminare le carte che ingombravano il ta- volino. La finestra era invasa

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, con un pre- testo o con un altro ... Ah, dottore!" "Non vi disperate. La crisi è stata violenta. Appunto per questo non credo che si rinnoverà

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" rispose Giulia. "Oh, con le buone maniere, gli si fa fare quel che si vuole!" "Ed è proprio bella costei?" domandò Eugenia, con aria distratta. "Pare una

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Siracu- sa, non mi risparmi." "Grazie." "Di là c'è mia sorella Giulia." "La sua prediletta." "È vero: con lei me la intendo meglio che con le altre. Vuol

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resto dei mobili vi era stato portato la mattina dopo, senza che nè Pa- trizio nè Eugenia si opponessero. Nei giorni appresso, due altre celle erano

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seguito dal segretario del comune e dal brigadiere dei carabinieri in u- niforme di gala e pennacchio. "Care signore, che piacere! Che piacere, caro

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