L'Unione europea imprime un'accelerazione in tema di efficienza energetica
Chiamasi poi accelerazione del punto nell ’ istante t il limite cui tende codesta accelerazione media, quando, tenuto fisso t, si faccia tendere Δt
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23. Accelerazione. - Considerando ancora, per un momento, il moto sopra una traiettoria prestabilita, passiamo al caso di una equazione oraria
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dicesi accelerazione media del punto P nell’intervallo di tempo da t a t + Δt.
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Designando dunque l’accelerazione, che è una determinata funzione vettoriale del tempo, con a(t), abbiamo per definizione
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L’accelerazione appar così come una nuova grandezza cinematica, che, ove si prescinda dal suo carattere vettoriale, è definita come rapporto di una
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Si ha poi, come al n. 15, che: Per un moto piano o rettilineo l’accelerazione giace costantemente sui piano o, rispettivamente sulla retta del moto.
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Risulta, di qui che ad ogni istante è nulla la componente della accelerazione secondo la binormale alla traiettoria o, in altre parole, l
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L’accelerazione tangenziale è costantemente nulla sempre e solo quando sia identicamente ossia cosicché (n. 8) i moti uniformi (su traiettoria
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§. 6 Moti ad accelerazione costante. Moti dei gravi.
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Risulta poi dal n. prec. che i moti uniformemente vari (su traiettoria qualsiasi) sono caratterizzati dalla costanza dell’accelerazione tangenziale
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Combinando le precedenti osservazioni si ha che i moti rettilinei uniformisono caratterizzati dall’annullarsi identico della accelerazione (totale).
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quelle dell’accelerazione da
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mentre per la velocità e l'accelerazione si ha, in base alle prime delle (39) e (40)
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Notiamo infine che il diagramma orario del moto armonico come pure i rispettivi diagrammi della velocità e dell’accelerazione sono altrettante curve
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Si vede così che la velocità e l’accelerazione di P, al tendere di t all’infinito, tendono allo zero come il raggio vettore ρ = O P.
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e si riducono (proporzionalmente) al l a frazione e delle antiche. Ricordando le espressioni delle componenti della velocità e dell’accelerazione per
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intervalli di tempo cioè di un semiperiodo le coordinate di P e le componenti della sua velocità e della sua accelerazione cambiano segno e, quanto al
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In forma equivalente: l'accelerazione a ed il vettore P - O (ove non siano eventualmente nulli) hanno la stessa linea d’azione; sicché si annulla il
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e di qui risulta per l’accelerazione radiale l’espressione
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si può dare alla accelerazione radiale a ρ (che in questo caso dei moti centrali dà, in valore assoluto, l’intera accelerazione scalare del punto
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Determiniamo il valore che compete alla componente aρ dell’accelerazione secondo il raggio vettore.
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Analogamente per l’accelerazione radiale e trasversa (n. 49).
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11. Dalla espressione caratteristica (10) della velocità di un punto generico si trae, derivando rispetto a t, l'espressione della accelerazione
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dove è l'accelerazione di O, che designeremo con a 0 , mentre per la (26) stessa si ha
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8. In un sistema rigido in moto esiste ad ogni istante un punto (detto centro delle accelerazioni) la cui accelerazione è nulla.
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istante la stessa velocità e la stessa accelerazione (Cap. prec., n. 6), talché la velocità e la accelerazione di trascinamento si riducono a due
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cioè ne l moto di un sistema rigido la velocità angolare ha la stessa derivata (accelerazione angolare) rispetto alla terna fissa e a quella solidale
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59. Accelerazione. - Centro delle accelerazioni. - Le componenti a ξ, a η, sugli assi fissi della accelerazione a di un punto P qualsiasi del piano
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Proporzionalità tra forza ed accelerazione.
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valida la (1). D’altra parte, se a designa l’accelerazione del mobile all’inizio dell’intervallo elementare, che si considera, si ha, per la stessa
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cioè a quella stessa accelerazione che sarebbe dovuta all’unica forza F 1 + F 2, risultante dalle due forze fisicamente distinte F 1 ed F 2.
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e l’accelerazione di un punto alla distanza δ dall’asse polare sarà ω2δ (Cap. II, n. 33). Se supponiamo che il punto sia alla superficie della Terra
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Quanto, infine, alla accelerazione complementare a t, se si tien conto della sua espressione (Cap. IV, n. 3)
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se T è il numero di secondi contenuti in un anno: ne risulta un’accelerazione alquanto inferiore ad 1 c m/sec 2 , cioè di circa
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Ma l'accelerazione a del punto non è che la derivata della velocità v, cosicché avremo
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In pratica è apparso più conveniente di prendere senz’altro h=1, presentando la velocità (e così l’accelerazione) come una grandezza derivata per sua
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Esempio I°. – Sono indipendenti velocità, accelerazione ed energia, perché avendo questi tre enti i coefficienti di riduzione
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Esempio. - Si è testé visto che velocità, accelerazione ed energia sono dimensionalmente indipendenti. Potremo dunque esprimere mediante le loro
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spaziale da esso occupata l'accelerazione g risulti sensibilmente costante; e, come nel caso del punto materiale, codesto rapporto del peso di C alla
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5. Traslazioni. - Gli assi di riferimento Oxyz siano animati da un moto traslatorio (qualsiasi). L’accelerazione di trascinamento a τ, è, ad un dato
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Se poi il moto degli assi Oxyz, oltre ad essere traslatorio, è anche uniforme, l'accelerazione di trascinamento è nulla, e con essa la forza χ.
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Detta g l'accelerazione di gravità (in grandezza e direzione), sarà naturalmente a 0 = g, cosicché la forza di trascinamento χ = - m a τ equilibra il
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, l'accelerazione è la somma di quelle spettanti ai moti componenti, risulta in generale che una traslazione uniforme (sovrapposta ad un altro moto rigido
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Il valore numerico di ω2 R (che è un’accelerazione) risulta all’incirca 3.5 cm./se c. 2.
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il rapporto della accelerazione di C a quella di A + B è la somma dei rapporti delle accelerazioni di C ad A e di C a B.
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Postulato IV. - Se due forze f1, f2, agendo separatamente sopra due punti materiali M1, M2, gl'imprimono una uguale accelerazione ω , una forza
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vettoriale) proporzionale all'accelerazione. Ora questo enunciato si converte nel seguente: la forza relativa a β è proporzionale alla variazione
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kepleriana, ha un'accelerazione rivolta verso quel centro; e se l'orbita è un'ellisse ed il centro di rotazione è un fuoco, l'accelerazione risulta inversa
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, diguisachè l'ordinaria gravità vi rientri come un caso particolare, deve esser possibile di dedurre il valore della costante g di GALILEO (l'accelerazione
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