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Plico del fotografo: trattato teorico-pratico di fotografia

520365
Venanzio Giuseppe Sella 50 occorrenze
  • 1863
  • Tipografia G.B. Paravia e Comp.
  • Torino
  • Fotografia
  • UNIPIEMONTE
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Plico del fotografo: trattato teorico-pratico di fotografia

suddivisioni, onde presentare al lettore ogni materia col più grande ordine e colla più grande chiarezza possibile.

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candela al punto C, la sua immagine in l si avvicina pure al centro C, ossia si allontana dallo specchio, e diventa più grande. La causa, per cui l

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Se ora dal centro C si porta la candela più vicino allo specchio , in modo da accostarla al foco principale F si osserverà che il suo foco coniugato

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Un più attento esame dello spettro fece scoprire due altri colori sulle due opposte estremità di esso; cioè al di là della striscia rossa, si scoprì

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La formola si traduce in quest’altra circa. Dunque la polvere della prima gradazione si dovrà ancor pagare L. 9,70 al chilogramma.

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Non ricordandomi più a quale rango appartenga una data gradazione di questa stessa serie di colori blù che io so d’avere dovuto pagare L. 35 al

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Compero una polvere di color blù, composta come ho detto or ora, e la pago, per es., 20 franchi al chilogramma. Io so che questa polvere colorata

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presso il raggio violetto, e che la sua influenza si estende molto al di là dei raggi luminosi visibili. Infatti, se si pone, per es., del cloruro di

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dalla lente, ed un buon foco non si può ottenere in alcun altro modo. L’uso di un piccol diaframma non è dunque particolare al mio oggettivo triplo, e

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positiva delle lenti convesse. Vi è una limpida definizione al centro, e la definizione ai margini, e la pianezza del campo, è così buona come quella

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circonferenza al centro.

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combinazione non è perfetta, vi rimane sempre una parte di base senza combinarsi, la quale comunica al sale le proprietà basiche. Un fatto analogo succede

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parte, debbono ascrivere al carbonio la proprietà della loro fiamma di mandar luce. La fiamma dell’alcool manda poca luce, perchè la proporzione del suo

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’acqua fredda condensandosi nuovamente. Quest’acqua dalla temperatura 0° viene innalzata a 100° gradi, ossia al calore della ebollizione da 1/5 del suo

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Questo composto fonde al calor rosso senza decomporsi, ha la densità di 2,24, è deliquescente all’aria, insolubile nell’alcool , le sue soluzioni

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È il sale di cucina o sai comune. Non contiene acqua di cristallizzazione, la sua formola è NaCl, il suo equivalente è 60. Quando viene riscaldato al

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sciogliere gli olii fissi, perchè si forma nel vaso un po’ di acido acetico. Perciò l’etere si deve conservare in piccoli fiaschi ben chiusi ed al riparo

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entrare in fusione ed a perdere ogni traccia di acido. Il nitrato di argento fuso è spesso preferito al nitrato in forma di cristalli, perchè questo è

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all'aria, cade in efflorescenza, e perde una parte solamente della sua acqua di cristallizzazione. Al calore rosso perde tutta la sua acqua, e si cambia in

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dilungatissimi, vale a dire se il corpo a determinare è in piccolissima porzione relativamente al suo dissolvente.

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Come si può scorgere, questo principio è universale; esso è applicabile non solo alla determinazione degli acidi, che fanno volgere al rosso la carta

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Metti al foco il vetro spulito, o appannato (a) della camera oscura, facendolo avanzare o retrocedere col mezzo della parte mobile della camera, fino

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Prendi la tua lastra sensibilizzata e chiudila nel quadro che permette di portarla nella camera oscura, di metterla al foco della lente, ossia nel

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Quest’immagine,che si nasconde al nostro sguardo, che si trova sulla lastra fotografica in uno stato latente, noi potremo renderla visibile

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L’alcool, aggiunto in grande quantità sul collodio, agisce sopra di esso modificandone i caratteri fisici al modo che fanno gli alcali, cioè il

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più capace di dare una prova negativa perfetta. Perciò gioverà aggiungere al collodio una proporzionata quantità di ioduro. Per questo fine fa una

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4aDisposizioni preliminari all’operazione del collodionare. — Prima di passare al collodionamento delle lastre si deve disporre le cose in modo, che

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prove con esso sensibilizzate si macchiano poi al momento di svilupparle, non ostante le manipolazioni più accurate.

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esporlo per alcune ore ai raggi solari, esponendolo al sole nella bacinella che serve a sensibilizzare, coperta di una lastra di vetro per preservarlo

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Il colore degli abiti della persona, di cui si prende il ritratto, non può non essere di seria preoccupazione al fotografo, che sia in cerca di

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soverchiamente la camera oscura al modello, perchè l’immagine diventerebbe trasfigurata, ed il ritratto, quantunque molto grande, sarebbe poco somigliante al

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faccia colla tavola un angolo ottuso di circa 130 gradi. Dirimpetto al cartone si pone la camera oscura, e la sua distanza dal cartone sia quella che si

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ed assorbire tutta la luce bianca, ma una gran parte ne rimandano inalterata, quantunque al nostro occhio sembrino non riflettere che luce colorata

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doppio di ferro ed ammoniaca, aggiunge alla soluzione 20 grammi di acido acetico a 8°, 8 grammi di alcool a 36, ed impiega la soluzione al modo

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sensibilmente, ne nasce che l’operazione del fissare la prova si può eseguire fuori del gabinetto oscuro. Ciò è molto utile ed aggradevole al fotografo.

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, alla grana di lino, al tannino, ecc., sono altrettanti procedimenti del collodio secco.

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Andrebbe a vuoto ogni fatica se si lasciasse seccare la carta sensibile mettendola penzolone per aria, fosse anche al buio il più perfetto, e ciò per

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Si termina l’opera facendo riscaldare dolcemente la prova per renderla di una trasparenza perfetta, confaciente al suo uso di produrre le positive.

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annerire in piena luce. Ciò diede origine al modo di produrre su carta delle positive dirette nella camera oscura; modo poco o nulla utile, ma degno di

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Dopo lo spazio di una mezz’ora si lava nell’acqua, e si fa seccare al riparo dalla polvere. La carta così preparata sarà atta a ricevere l’immagine

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La soluzione satura segna circa il grado 24° dell’areometro, e per tirarla al grado che si desidera non si ha che a dilungarla convenientemente con

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semplice è quello di portarla al sole per alcune ore, come già avvertimmo. Si forma un precipitato nero, che è una combinazione di ossido d’argento colla

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prontamente come quest'ultimo. Ciò fa sì che la soluzione conservi la sua attitudine al coloramento delle prove per un tempo considerevole dopo della sua

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Una soluzione alcalina particolare è quella al cloruro di calce che venne proposta da Le Gray e quindi applicata dai fotografi con qualche

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. Così le une fanno volgere il disegno al blù, le altre al rosso od al giallo. Perciò quando l'operatore, nel far voltare il colorito di una prova

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In vicinanza della scatola si appende ad un piccolo chiodo un filo della lunghezza di circa 40 centimetri portante al fondo una pallottola di piombo

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Ciò che i fotografi su lamina designano col nome di cloruro d’oro è una preparazione dovuta al signor Fizeau, la quale si può ottenere

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rame così forte che si può staccare facilmente. Aggiungendo al solfato di rame della pila 3 per 100 di acido solforico, la corrente elettrica è più

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questa carta si introduce in una soluzione concentrata di bicromato di potassa, si asciuga e si secca perfettamente vicino al fuoco, diventerà così

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Intorno a questo genere di immagini al bicromato si occuparono con successo li signori E. Rousseau e Masson (a) i lavori dei quali non furono a noi

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