Le Stelle. Saggio di astronomia siderale
Se nello spettroscopio si introduca la luce della fiamma sodica accanto alla luce del Sole, mediante lo specchietto o il prismetto posto avanti alla
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Fra i fenomeni più belli della contemplazione del Cielo, vi è la scintillazione delle stelle: quella luce che si slancia or fiacca or viva a lampi
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sua luce era vivissima quanto la luna al 1° quarto! Durò 4 mesi.
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Anno 1670 scoperta dal Certosinop. Antelmo nella testa della Volpetta accanto al Cigno, ora detta l’11 della Volpe. Essa avea luce bianca ed arrivò
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spettro, riflettendo che la loro luce non si diffonde in uno spazio continuo, ma si raccoglie in poche linee, che conservano per ciò grande intensità.
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sia associato un periodo più lungo di 88 anni che ne varia i massimi e la loro durata di circa 25 giorni. Nella sua piena luce è gialla, ma quando è
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«27 novembre 1867. La luce è uguale a ζ Balena onde è di terza grandezza decisa. Il colore è un bel rosso rubino. Lo spettro è magnifico e del tipo
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dello spettro. Quando sono nella massima luce sono gialle; le loro righe sono fine, e lo spettro si accosta al secondo ordine ben deciso, ma quando
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Le prime furono così chiamate perchè nel campo del cannocchiale si mostrano come dischi più o meno ben terminati, di una luce quasi uniforme come
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centro, sfumata agli orli, e allungata forse nella direzione del suo equatore. Benchè paia un disco, pure colla luce nel campo si vede che resta solo la
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Un altra simile è nell’Aquario, (H. 4628 A. R. 20h 56m 31s Decl.= 21° 55' 5") ma essa è più difficile; la sua luce è più debole pure sull’asse
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presenta così punteggiato, nel resto si ha solo luce continua. Essa è sfumata dentro e fuori, come apparisce illuminandola, e il foro centrale è più
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che essi sono forniti di non debole luce intrinseca, e che nello spettro questa non si diffonde in uno spazio continuo allargato come nelle stelle, ma
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La nebulosità in alcune regioni del Sagittario è estesa ben più che in Orione, e il fondo chiaro del cielo dà indizio di linee spettrali. La luce di
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luce impiegando un tempo notabile a propagarsi dalle stelle a noi, se queste si accostano o si scostano, le fasi del movimento apparente non
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effetto di una diffusione di luce attribuita all’irradiazione, ma sembra piuttosto che sia propria dei cannocchiali in genere ancorchè ottimi come ha
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Parallasse solare conclusa dalla velocità della luce.
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Viceversa pertanto conoscendo la velocità della luce si può calcolare la distanza del Sole, e la sua parallasse. Questa velocità si è determinata con
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dal tempo che la luce impiegava ad attraversare l’orbita terrestre. Infatti queste tavole erano concluse da moltissime osservazioni di ecclissi fatte in
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un dente della ruota a passare nel campo di visione, e questo tempo esprime quello in cui la luce parte dal piano ove è la ruota stessa, e vi ritorna
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velocità dello specchio rotante, si calcolava il tempo impiegato dalla luce a percorrere lo spazio e quindi si deduceva la sua velocità in un secondo
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consistere la luce, e alla barca si sostituisca la Terra; considerando una stella collocata presso il polo della ecclittica in S, fig. 75) essa invierà Fig
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nuova teoria delle onde. Ora siccome la velocità della luce è grandissima rapporto a quella della Terra, così il triangolo SAC sarà acutissimo, ed è
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L’aberrazione della luce, essendo un fenomeno tanto generale che spostava tutte le stelle e dipendendo da due fattori, cioè lo spazio percorso della
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perciò che si usa piuttosto esporla pel tempo che la luce impiega a percorrere queste immense distanze. La velocità della luce essendo 300 mila
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. Da tale risultato si concluse la distanza di questa stella essere di 589043 raggi medii del grande orbe, e che la luce impiegava nove anni circa per
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1.° Le stelle sono altrettanti Soli simili al nostro, e dotate di luce propria. Alcune sono fornite di uno o più satelliti luminosi, altre di
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unità il viaggio della luce nel tempo di tre anni e un quarto (quale sarebbe per una stella che avesse un secondo di parallasse), ma questa distanza
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possono arrivare i più forti strumenti herscheliani, si trova che essa è tale, che la luce deve impiegare un tempo 312 volte più lungo per arrivare a
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contro il testimonio dei sensi, si è supposto che dovea esservi un mezzo assorbente che impedisse alla luce degli astri lontani di arrivare a noi
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separati da noi con un vacuo assoluto, anche dell’etere propagatore della luce. Come è impossibile provare tali concetti, così è inutile confutarli, e
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combinati col proteiforme Carbonio, elemento pure rinvenuto in alcune stelle. La loro luce non è solo la riflessa dal Sole, ma anche la diretta e loro propria
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, formando la Luce Zodiacale; si aggiunsero pure numerose Comete circolanti permanentemente nei limiti del dominio di sua attrazione, dotate di luce
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» 27. È la celebre stella cremisi di Hind. Oggetto veramente degno di attenzione: secondo Schmidt nel 1865 era crescente in luce e calante in colore
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rapporto della luce di due stelle che differiscono di una grandezza vedute nei telescopi.
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Il Sole essendo una stella, si è cercato che rapporto abbia la sua luce con quella delle altre, il che giova a farci apprezzare l’intensità assoluta
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valore e intensità assoluta di luce sarebbe 2,32 volte quella del Sole. La luce di α Centauro poco differisce da quella di Arturo e di α Lira ed è 1/4
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La luce generale del cielo stellato non è tanto scarsa quanto potrebbe sembrare a prima vista. Su di un’alta montagna o in aria pura dopo essere
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ed appariva anzi molto inferiore quando se ne esaminava lo spettro: allora appena era uguale a Regolo. Una luce elettrica regolare fatta con pila di 50
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è rigorosamente monocromatica: un forte ingrandimento diminuendo la luce ed esagerando i dischi rende meglio distinguibili i colori.
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composizione della loro luce. Egli ripetè le sue osservazioni in America collo stesso strumento e concluse che il clima ha pochissima influenza sul risultato.
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deviazione del prisma, l’Amici inventò un prisma che senza deviare la luce ne desse però lo spettro completo, come nei prismi angolari.
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graduata che è riflessa nell’oculare dalla faccia del prisma. Siccome questa scala dava troppa luce nel campo, io vi sostituii una semplice fessura che
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I fili di ragno per lo studio degli spettri delle stelle sono affatto inutili perchè non vi è luce sufficiente per vederli: perciò noi introducemmo l
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lagna della poca luce avuta col prisma che in realtà avea un angolo refringente troppo forte.
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la luce delle stelle permette di esaminarne fino talune di nona grandezza.
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certo artifizio si possono avere le posizioni delle righe rapporto alla luce diretta della stella. Col prisma obiettivo si può avere la deviazione
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essi sono formati di forti linee fosche sfumate che separano dei tratti più luminosi di ineguali densità e luce e che danno allo spettro l’aspetto più o
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con curve l’intensità loro nei varii gradi di luce.
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Le ordinate delle curve sono prossimamente proporzionali all’intensità della luce, e le lettere poste sotto, sono quelle delle righe principali dello
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