LEGGENDE NAPOLETANE
sorridente mestizia che aleggia in quello che scrivete, io veggo ogni tanto una divagazione vivace. Voi non avete dimenticato il nostro mare, il nostro bel
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. Sentite dunque quello che la cronaca dice. Virgilio veniva di lontano, dal nord forse, dal cielo certamente; egli era giovane, bello, alto nella persona
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. Quello che formava lo sgomento dei viandanti non era specialmente l'ebreo cane, lo sguardo provocante della donna, o gli strilli della moglie
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sole, senza macchie, senza cenci: oh, allora, allora! O lontano avvenire, o giorno splendido che come quello di Faust meriteresti di essere fermato
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sua vi è tutto il suo spirito. Uno spirito dove sorgevano uguali, immensi, due amori: quello per una donna, quello per l'arte. Infelicissimo
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linee indefinite dell'aria. Quello, quello era il suo amore: giunto sul punto dove gli era apparso, egli s'inginocchiava e baciava la terra, adorando così
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lampo d'acciaio, simile a quello dell'aquila, rivelava l'interna soddisfazione di quell'anima fatta d'orgoglio: ella godeva, godeva senza fine nel vedere
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eroico sorriso le sfiorò le labbra. Ella si adorava; idolatrava la propria bellezza e vi abbruciava ogni giorno un copioso incenso che si univa a quello di
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un cappellaccio, rosso dalla vergogna, tutto ammaccature e sassate, in mano un bastone nodoso, dal pomo grosso come quello di un capo-tamburoQuesto
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sentimenti, quello dell'arte; la fusione dell'armonia fisica con l'armonia morale, l'amore efficace, fervido, onnipossente è l'ambiente vivificante
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caldo e vivo che pare ancora il riflesso del sole, gli occhi di un bel verde smeraldo, glauco e cangiante come quello del mare, le labbra fini e rosse