L'arte contemporanea tra mercato e nuovi linguaggi
distrutta, sia come cultura, sia come ecosistema, dall’arrivo dei conquistatori bianchi. Ricordiamo un corridoio stretto e illuminato da neon accecanti
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vocazione al documentario e montati con brandelli di foundfootage, sono rappresentazioni realistiche tanto e forse più dei film che vediamo al cinema e che
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Qualcuno può obiettare che l'arte antica ci offre un’emozione più immediata. Cosa falsa nella maggior parte dei casi, tranne che per qualche dipinto
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Novecento, che rinvigorirono tale vocazione in esperienze come quelle dei gruppi Zero (Düsseldorf), T (Milano), N (Padova) e del Group de Recherche d’Art
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assiste sempre più di frequente all'abbattimento dei monumenti e non alla loro elevazione. Pensiamo alla Primavera araba o al crollo dell’Unione Sovietica
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’altro, il modificarsi dei valori comuni. In aggiunta, va anche ricordato che la fotografia e i mass media hanno sottratto all’artista il primato della
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comprendiamo la lingua e dalla cui cultura siamo stati lungamente lontani. Perché un artista pachistano o afghano entri nella classifica dei cento più
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Prendere parte, come artista o curatore, a uno dei padiglioni nazionali veneziani è ancora considerato un traguardo prestigioso, così come lo è l
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certamente una novità nel sistema dell’arte. Se osserviamo la storia della Biennale di Venezia e, soprattutto, dei padiglioni nazionali ai Giardini
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di apportare dei cambiamenti per fare spazio a se stessi e ai propri modelli culturali. Già le avanguardie storiche hanno tentato di abbattere i
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nel Medioevo, ma persino nel Rinascimento, gli artisti erano considerati solo dei buoni artigiani; Morris Weitz afferma che qualsiasi definizione di
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siano davvero dei critici o non, contro la propria volontà, dei sostenitori. È facile essere strumentalizzati e venire mostrati come coloro a cui si dà
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’ufficialità: Cai Guo-Qiang, il più famoso, ha accettato di creare le coreografie di fuoco per l’apertura e la chiusura dei Giochi olimpici nel 2008. Ad Ai
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dei musei anche in luoghi remoti, l’incessante fiorire di istituzioni e figure professionali sembrano dirci che abbiamo un bisogno profondo di opere
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continuo di cancellazione e rielaborazione delle scene e dei personaggi, trattano problemi radicati in profondità nel suo paese d’origine: l’apartheid, il
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Oltre a una ridefinizione dell’autore e dei luoghi dell’arte, si è vista anche una metamorfosi del ruolo dello spettatore. Accade sempre più
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collettivo come uno dei punti fermi del loro programma, dal Bauhaus (1918-1933) agli istituti che seguirono il suo modello, fondato sull’interazione di
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• L’attenzione al linguaggio dei mass-media, che nasce dall'attitudine dei dadaisti tedeschi a trasformare le immagini della propaganda nazista per
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’inserirsi nelle opere della variabile temporale, e quindi anche del movimento, secondo le teorie dei futuristi italiani e di chiunque abbia insistito sulla
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si ritiene, non era mai stata importante nell’arte dei secoli precedenti: non chiediamo a Canaletto o a Tiepolo di raccontarci le loro vicende intime
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per gli occhi, organi trapiantati, medicamenti chimici) che hanno cambiato l’estensione dei sensi e hanno allungato enormemente la speranza di vita
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predominanza sugli aspetti decorativi. Del resto anche Làszló Moholy-Nagy già nei primi anni Venti sviluppò l’invenzione dei «quadri telefonici»: riduceva il
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disposti a esporsi non si è credibili, suggerisce il teorico della comunicazione in Internet Jaron Lanier nel discutere dei commenti anonimi ai blog nel
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ha messo in rilievo Cornelia Lauf in un saggio del 2011. Uno dei primi artisti a rilasciare questo tipo di attestati fu Piero Manzoni, quando, nel
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Anche, e soprattutto, la cinematografia ci aiuta a capire di cosa stiamo parlando, con le sperimentazioni dei russi Sergej Ejzenstejn e Làszló Moholy
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Il fotomontaggio portava facilmente verso risvolti politici: si pensi al Dadaismo berlinese e alla capacità dei suoi promotori, tra cui George Grosz
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Il brivido estetico prodotto dalla proliferazione dei materiali venne annunciato nel 1912 dal futurista Umberto Boccioni con queste parole: anche
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malattia fisica e dell’isolamento psicologico. Lo stesso meccanismo sta alle spalle dei personaggi di Edward Kienholz e George Segai, con gruppi
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vicenda umana e artistica dei popoli che incominciamo a conoscere solo ora. Anche se l’Ovest è stato dominante, ha retto le sorti economiche del
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Per inciso, osserviamo come un risvolto saliente dei nuovi metodi riguardi gli aspetti della conservazione: come facciamo a fermare l’inevitabile
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dimenticare il ruolo pionieristico dei surrealisti), a una gestualità pittorica automatica e casuale che invade la tela come una scrittura continua; o
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famoso come Jackson Pollock, e che in America lo scandalo creato dalla sua opera avrebbe minacciato l’equilibrio dei rapporti tra musei e governo
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è mai vergine né innocente. Ciascuno di noi guarda con alle spalle un bagaglio carico del proprio vissuto e dei propri bisogni e stimoli percettivi e
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Pensiamo al turbamento che ci trasmettono le figure raccapriccianti vermi, ossa, manichini di donne violentate dei set ispirati ai film dell’orrore
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circo. La tentazione di impressionare attraverso colpi bassi e scorciatoie non è solo dei nostri giorni.
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’arte. Al contrario, queste maglie sono, che piaccia o meno, un modo per raggiungere la qualità con l’aiuto dei rabdomanti più sensibili.
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libertà nella scelta dei modi, dei linguaggi, dei materiali». E i primi giudici degli artisti sono gli artisti stessi, secondo un processo tipico
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’isola di Sant’Erasmo, dalla quale tradizionalmente proveniva alla città di Venezia buona parte dei vegetali. Si è appoggiata per questo all'azienda
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Uno sguardo allo sviluppo anche solo formale dei musei ci darà un’idea di quanto il fattore-mostra sia diventato portante. Invenzione vecchia di
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imbastire un’estesa maglia di relazioni e conquistarsi, oltre alla complicità degli artisti, il benestare dei colleghi, dei galleristi e dei collezionisti
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A questo punto, si è pronti per la lista. L’esempio-pilota è il noto Kunstkompass, la classifica dei cento artisti viventi più influenti, che, fino
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di allestimento. Secondo un atteggiamento che non è nato ora, ma che va precisandosi sempre più, gli artisti cercano di tenere il controllo anche dei
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destino delle sue opere e, in particolare, del suo famoso squalo in formaldeide: Se lo vende mi crea dei problemi. E lo venderà. Gli interessano i
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. Lo dimostrano due dei volti più scaltri del contemporaneo: Jeffrey Deitch, prima gallerista a Soho e ora direttore del Museum of Contemporary Art di
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far parte di una collezione in quanto consisteva nell’acquisto dei diritti di un personaggio minore dei Manga giapponesi: una ragazzina a cui diedero il
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simbolico, la maggior parte dei galleristi ha imparato a collocare le opere non in ordine di richiesta, ma in ordine di importanza del collezionista
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il desiderio di avere una tessera Vip, con buona pace dei contenuti politici delle mostre e dei saggi, e si mescolano nel medesimo luogo mostre
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alla Russia comunista, fino all’America del New Deal e dei muralisti. Ma ce lo insegna anche qualche calcolo che riguarda i musei. Secondo studi
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scopa via un paio di statue cubiste, un collage dadaista e dei quadri espressionisti. Non fu solo uno scherzo, dal momento che davvero, nel 1937, tutta
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assume significati diversi a seconda del contesto in cui si inserisce. In Piazza degli Affari è una presa di posizione contro lo strapotere dei mercati
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