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noi, è vero capitano? - Speriamolo - rispose il comandante, con un certo accento però che colpì vivamente il russo e il cosacco. - Perché dite
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tribunale che vi aspetta per giudicarvi. Abbiamo fretta di vendicare Sing-Sing. - E di ucciderci, è vero? - chiese Fedoro, sdegnosamente. - Sì, se siete
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stato decapitato dal gigantesco carnefice e di viaggiare in un altro mondo. Se era vero, la morte, dopo tutto, non doveva essere spiacevole, né così
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deserte. - Le trote le troveremo questa sera; in quanto al prosciutto ho i miei dubbi. Che i plantigradi non siano rari in queste regioni, è vero; ma
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Sing-Sing era il vero tipo del cinese, tipo che è così differente dal manciuro che appartiene alla razza dominante. Era un uomo piuttosto tozzo
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l'ufficiale, che aveva divorato per due e che da vero cosacco faceva gli occhi dolci a una veneranda bottiglia di whisky recata dal macchinista. - Voi
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abbiano idee bellicose costoro. Non vedete come si avanzano tranquilli, senza nemmeno accendere le micce dei loro fucili? - È vero - rispose Fedoro. - Che
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trascurati, questo è vero. Con un gesto che non ammetteva replica, fece uscire tutti; poi, rivolgendosi ai due europei, disse: - Non farete nulla per
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russo e il cosacco, dicendo: - Aspettiamo che il macchinista ritorni. - Una parola, signore - disse Fedoro. - Parlate. - Quell'uomo è un russo, è vero
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vero piatto forte dei calmucchi che non si fanno scrupolo alcuno di divorare, quantunque, come buddisti, non dovrebbero cibarsi altro che di vegetali
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! Cadiamo! Era vero. L'ala, già guastata dalla palla dei cinesi e poi raccomodata dal macchinista, si era nuovamente spezzata a metà piegandosi in due. Il
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cominciato un vero fuoco di fila, facendo cadere uccelli e lepri in tale abbondanza, da temere che la scialuppa non potesse contenere tutta quella selvaggina
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s'incontrarono col maggiordomo, il quale singhiozzava. - È vero che è morto il tuo padrone? - chiese Fedoro, afferrandolo per le braccia. - Sì, signore
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principale per cui un vero buddista non oserà uccidere mai un animale, temendo di recare offesa all'anima d'un qualche parente o amico, tornato in vita sotto
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il tha-chia o fiore di perla. - Io ho udito vantare una qualità che non avete nominato - disse il capitano. - Il "tè polvere da cannone" è vero? - Sì
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vero, me la pagheranno cara! Prese la lampada e si diresse velocemente verso i piani di babordo. - Canaglie! - gridò. - Ci hanno rovinati! I tibetani
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riguadagnare la Mongolia. - Voi siete scesi dal cielo sul dorso d'un immenso uccello, è vero? - Sì - rispose Fedoro. - Una grande aquila, che era prima
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fra una luce intensa, abbagliante. Buddha illuminava il vostro grande uccello per guidarlo anche fra le tenebre. - È vero - disse Fedoro - ma il genio
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bello ancora - disse il capitano, che si era collocato presso di loro. - È il tempio dell'Agricoltura, è vero capitano? - Sì - rispose l'aeronauta
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invece, aveva l'aspetto di un vero orso. Faccia larga e un po' piatta, naso grosso, mascelle assai sporgenti, occhi neri, barba e capelli lunghissimi
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vero? - Sì ... e li avete raccolti vivi? - chiese il capitano, con accento di gioia. - Erano approdati qui, sotto la rupe. - Conducetemi subito da loro
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mutilati e parecchi tibetani giacevano al suolo senza vita, coi fianchi fracassati ed i ventri squarciati. - Un vero massacro - disse il capitano che si
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vorremo fare colazione. Per un cosacco è una cosa da nulla - disse il capitano un po' beffardamente. - È vero, signor Rokoff? - Per tutti i diavoli
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macchie non sono molto folte e, se è vero che l'orso è stato ferito, non deve essere andato molto lontano. Lo "Sparviero", raggiunta l'altezza voluta
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solo aveva assalito ingordamente i pasticci, ma si era attaccato anche alle bottiglie, tracannandone il contenuto con un'avidità da vero selvaggio. Alla
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disse: - Quello che mi avete raccontato, quantunque mi sembri assolutamente straordinario, può essere vero. Io però intanto vi dichiaro in arresto, e se
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un tale animale. - Questo è vero - rispose il capitano. - Dei due mali, scegliamo il minore. - Proviamo prima a fucilare questi audaci predoni. - Sono
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, l'avrebbero portato via. - Che sia vero che talvolta le aquile osano rapire perfino delle persone? - chiese Rokoff. - Degli adulti no, ma dei