Fisiologia dell'uomo sulle Alpi: studii fatti sul Monte Rosa
Si chiama ipoestesia di movimento il fatto che noi per produrre un movimento leggero, imprimiamo un movimento sproporzionato alle articolazioni
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"Alle 4 pom. avevo perduto ogni speranza di raggiungere il colle prima di notte. Il tempo continuava a imperversare, avevamo percorso poco più di un
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, avevo gravissima dispnea e cardiopalmo. Oltre i 2000 metri queste difficoltà scemarono notevolmente. A questo modo camminai dalle sei del mattino alle
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natura deserta, dove era scomparsa ogni traccia di vegetazione. Il ghiacciaio del Garstelet e i torrenti rumoreggiavano intorno. Alle 10 si staccò una
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soldati che venivano da Ivrea ed accompagnarli con un'altra guida alla Capanna Regina Margherita. Alle ore 7 del giorno successivo era ritornato alla
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Fermiamoci sopra un altro punto che ci porge occasione di parlare degli svenimenti ricordati spesso negli scritti intorno alle ascensioni alpine. Il
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gli abitanti nati in riva al mare ve n'ha che subito resistono alle più forti rarefazioni dell'aria. Onde io credo poter affermare che la maggior parte
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inglesi che si preparano alle corso a piedi ed alle regate. — Pregevoli sono le pubblicazioni recenti di F. Lagrange..
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critica degli scritti più recenti intorno alle cause che possono produrre una diminuzione nella quantità d'aria che respiriamo sulle alte montagne.
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Ad assicurarci che il male di montagna può manifestarsi anche quando manca la fatica dei muscoli, basta pensare agli inconvenienti ed alle morti
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del sangue. Il 15 settembre alle tre antimeridiane al chiarore della luna piena, con leggera nebbia si partì da Zermatt. La carovana era formata di
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neve attirasse l'ossigeno dell'aria, sciogliendosi. E ciò disse non solo in base alle sue analisi dell'aria, ma aggiungendovi la giusta considerazione
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, che è il più difficile, aveva dovuto farlo a piedi. Mi disse che non soffrì nulla; solo provò una sensazione di stringimento alle tempie, come se una
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Non è dunque una macchina economica il nostro corpo, che si adatti all'ambiente e alle circostanze. Se diminuisce la quantità di ossigeno nell' aria
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La vastità dell'opera scientifica alla quale P. Bert pose mano, fu superiore alle sue forze. Non dobbiamo meravigliarci se altri venuti dopo lui
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allegramente alle quattro pomeridiane, avendo tutto il tempo per giungere in basso, prima che si facesse la notte. Disgraziatamente, arrivati sul
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Partiamo alle 8.40 del mattino dal colle dell'Olen colla neve e scendiamo ad Alagna.
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Conway, giunto alle medesime altitudini nell'Himalaja, dice l'opposto e si lagna dell'aria tranquilla e del bel tempo. Cito le sue parole: " Il
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Alle tante modificazioni che produce la fatica nel nostro organismo, dobbiamo aggiungerne un'altra, — la diminuita capacità respiratoria.
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torace, ma ebbi sempre freddo alle gambe e non mi fu possibile dormire.
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Alle ore 9 si incomincia la rarefazione dell'aria, il barometro della campana, che fino a questo momento aveva segnato 30 mm. in meno della pressione
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differenze caratteristiche del sistema nervoso delle marmotte, perchè le funzioni sue devono essere più strettamente legate alle variazioni che succedono
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piante alla luce. Alle begonie, per esempio, se ai primi giorni della primavera si lasciano colpire dalla piena luce del sole, le foglie si bruciano
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, trovandosi egli ad Ivrea. Il giorno 10 agosto 1894 Ramella partì alle 7 ant. col treno; giunto a Pont St. Martin si incamminò a piedi alle ore 8 ed arrivò
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"Pietro Ramella è giunto alle ore 9,12, si sente bene, non ha male di capo, ma è molto stanco. La faccia alquanto cianotica, le mani assai fredde
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Nelle condizioni ordinarie, cioè alle comuni altitudini, la pressione atmosferica raggiunge il suo massimo valore fra il levar del sole e il mezzodì
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A Torino, il giorno 5 luglio, ottenni alle 6 pom., questo tracciato dal caporale Camozzi; nel quale ad ogni minuto faceva 20 respirazioni ed il ritmo
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intorno alla radice del naso, alle guancie e sotto il mento.
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punta Gnifetti e gli si prese lo zaino dalle spalle per alleggerirlo nell'ultimo tratto della salita che è faticosa. Alle 9.15 arrivò alla Capanna
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Tale malessere durò più di un'ora: durante questo tempo egli stette coricato e bene coperto. Alle ore 9.45 Polso 100. Respiro 29. Fig. 27. — Soldato
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dottor Carlo Colombo nel mio Istituto. Egli pesa 66 chilogrammi ed ha 23 anni. Il 28 febbraio del 1894, alle ore 3.45, si determina la pressione sua del
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Esaminate le condizioni fisiologiche che generano la stanchezza del cuore, ritorniamo alle osservazioni che feci sul Monte Rosa.
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Citai queste che furono le prime osservazioni per accennare alle difficoltà del soggetto, e per dire che dopo un secolo non si è ancora bene in
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Ritorna alle 7 pom. Appena giunto, il polso è 126; metto le dita nell'apparecchio e trovo che la pressione oscilla fra 70 e 80 mm. Il soldato Janetti
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