FIABE E LEGGENDE
Bella, non aveva altre gioie, non aveva altra stella. Or s'è mutato : attoniti se ne accorsero i servi ; un tremito convulso, cupo, gli agita i nervi; non
FIABE E LEGGENDE
languenti, non so se contemplando l'aspetto dei viventi, come re Carlo Quinto dalla socchiusa bara, o bevendo il viatico di una memoria cara. Certo
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stesso desio!... Miserere!... al poeta non concesso è l'oblio... Come offusca lo specchio di un bambolo il respiro, come sfoglia la rosa un placido
FIABE E LEGGENDE
(ché non cada pria del dì), la leggenda delle Urì ; dappertutto, in terra e in aria, l'alto lutto ed il silenzio, le movenze spaventevoli e le magiche
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piccoli figli seduti a cena nel niduccio ravvolto alla vicina gronda; e, se avesse cantato il caso di Ildegonda, di più soavi trilli non avrebbe guaito
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alti, a far salti - ed a garrir. Ai meriggi, alto silenzio incumbea sulla riviera; se non era il cader di un frutto fracido che facea, nell'acqua
FIABE E LEGGENDE
, e non vi son mariti né consiglio dei Dieci; L'amor libero e santo, e Iddio ne fan le veci... Spira vento propizio, fidato ho il gondoliere, qui le