Ché ci accusate di tiepido amor patrio, quando reclamiamo per i tedeschi la stessa equità che abbiamo domandato per noi? È questo un sentimento di giustizia che sta in fondo della nostra coscienza e che vi soffoca ogni velleità di rappresaglia per i torti subiti. Ché ci denunciate di scarso civismo, quando protestiamo contro la Sardegna, come avevamo protestato contro Katzenau, o quando deprechiamo ogni eccesso del militarismo ovunque si trovi? La protesta s’inspira ad una concezione superiore del diritto naturale e primordiale dell’individuo di fronte a quella qualsiasi società umana che lo circonda (applausi). Vedano quindi i nostri avversari, se vogliono comprendere la nostra politica, di non scordare che al di sopra di essa noi poniamo le leggi immutabili della natura e della morale. E vediamo noi amici di non dimenticare mai che siamo entrati nella vita nazionale con questo patrimonio perenne di verità, di diritti e di principi, con questa coscienza morale che va tenuta ben in alto al di sopra del cammino dei partiti perch’essa è la lucerna che rischiara loro la via. Sovra tutto in questo momento. Questa fiaccola bisogna agitare sovratutto in questo momento, in cui lo spettacolo dell’immensa violenza patita, degli orrori e disordini del militarismo a cui hanno assistito, minaccia di travolgere il senso morale delle nostre buone popolazioni. A questo s’aggiunge l’attiva propaganda socialista.
È stato espulso dal partito, e voi ora lo accusate d’essere divenuto uno di quella borghesia, contro cui ha predicato. Il d.r Colmano s’è ritirato dal partito, e si dice la pensi tutt’altro che da socialista. A Trento avete una serie di sette socialiste, la Camera di lavoro in lotta coi battistiani, entrambi colla dimissionaria direzione della Cassa ammalati. (Un socialista interrompe). Ehi! Signor interruttore, sa niente lei dell’affare della lega metallurgici? (Applausi). Oppure sa qualche cosa di certe persone calate dal Vorarlberg?(Applausi prolungati). Mi rincresce di dover fare delle personalità, ma conviene, se mi sfidate, che dite pane al pane o vino al vino. Questi furono, o socialisti, i vostri capi, eppure voi siete sempre pronti a credere a qualunque avventuriere, a qualunque profugo che vi capita addosso. Io non attacco nessuno ma vi dico: Occhio aperto, attenti ai fatti e non credete alle chiacchiere. (Applausi lunghissimi). Un socialista grida: Voi siete contro gli scioperi! D.r Degasperi: Sono lieto che mi diate l’argomento in mano. Noi siamo solo contro gli scioperi ingiusti. N’è prova lo sciopero dei segantini di Fiemme che ho sostenuto io. Sono qui molti di Fiemme, e lo sapranno. Io non ho domandato ai segantini se sono cattolici, o no, io ho chiesto solo che la loro organizzazione sia di uomini onesti ed escluda qualunque politica socialista. A proposito, mi sapete dire perché l’Avvenire del Lavoratore non ha portato nemmeno una riga di questo sciopero? — Perché hanno paura che gh operai aprano gli occhi (applausi fragorosi). Concludo: attenti ai fatti e non credete alla chiacchiere. Formate organizzazioni cristiane, indipendenti dal socialismo! (Applausi quasi generali).