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        <title>Prefazione</title>
        <author>Murri, Romolo</author>
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          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>UNIOR</name>
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        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
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        <bibl>Murri, R. La politica clericale e la democrazia, I, ne I problemi dell’Italia contemporanea, Ascoli Piceno-Roma, Giuseppe Cesari–Società Naz. di Cultura, 1908, 7-14. <date when="1908">1908</date></bibl>
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        <p>PRIN 2012 - Accademia della Crusca</p>
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            <catDesc>Politica</catDesc>
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        <hi rend="italic"> Il presente volume raccoglie articoli pubblicati in vari giornali e periodici, come apparisce dalle indicazioni apposte al titolo di ciascun capitolo. Ma tutti questi articoli furono scritti nello s</hi>pa<hi rend="italic">zio</hi> di <hi rend="italic">tempo di appena sei mesi, dopo una lunga preposizione sull'argomento, testimoniata da parecchi miei altri scritti precedenti;</hi><note n="1">Vedi specialmente i quattro volumi di Battaglie d'Oggi; il discorso Libertà e Cristianesimo, l'opuscolo Una crisi d'anime nel Cottolicismo, il volumetto Democrazia e Cristianesimo, la Relazione del Consiglio direttivo della Lega D. N. al I. congresso nazionale, le collezioni della Cultura sociale (1898-1906) e della Rivista di Cultura (1906 e seguenti; tutto presso la società di Cultura piazza S. Eustachio N. 83 Roma.</note><hi rend="italic"> ed in quelli contenuti nella prima parte si afferma, logicamente e continuamente, un'ordine d'idee sul più grave dei problemi che affatichino o oggi i paesi latini. e non essi-soli, e che ha l‘adesione, se si può dirlo, di tutto il -mio pensiero e di tutto il mio spirito.</hi></p>
      <p>
        <hi rend="italic">Questo problema e quello della politica ecclesiastica: al quale si riconnettono, sia come mostra l'introduzione, l'altro</hi>
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        <hi rend="italic">dell'ufficio della religiosità e di quella religione politica che da tanti secoli la nostra, nella vita morale e sociale del nostro popolo, sia anche — come apparisce nei saggi raccolti nella seconda parte, quello della decadenza dei nostri istituti politici, per la corruttela morale che li insidia, e quello di un fecondo rinvigorimento di lotta quanta l'attività nazionale.</hi>
      </p>
      <p>
        <hi rend="italic">Infine, nelle lettere sulla crisi religiosa in Francia,l'esempio della nazione vicina e delle vicende che vi hanno condotto alla separazione mostrerà come anche in Italia un processo in gran parte simile, debba condurre inevitabilmente simili risultati, e permetterà quindi allo studioso di prevedere questi risultati probabili ed all'uomo di azione di meglio regolare la sua attività pratica.</hi>
      </p>
      <p>
        <hi rend="italic">Né quest'ordine di idee, espresso nel volume, o questa visione dei rapporti fra la vita e la società religiosa e la vita e la società civile, specialmente in riguardo all'Italia contemporanea, è frutto di una pura meditazione teorica, di una germinazione meramente dialettica da principii attinti a questa od</hi>
        <pb n="9" />
        <hi rend="italic">a</hi>
        <hi rend="italic">quella filosofia; essa si é venuta. svolgendo, affermando e completando in una lunga e vivace attività pratica.; il pensiero è sempre servito all'azione ed ha trovato nelle vicende di questa le riprova e lo stimolo ad ulteriori affermazioni. La critica, che nelle pagine di questo libro è rivolta, contro la concezione clericale dei rapporti fra Chiesa e Stato e le manifestazioni presenti e recentissime di questa concezione, venne esercitandosi nelle lotte contro altri uomini ed altri istituti da oltre un decennio; essa non apparisce oggi, nuova ed ignota, ma ha già — non è vanto il dirlo — sconvolto dalle radici l'antica posizione dal cattolicismo italiano nella vita pubblica e dato luogo ad organiche e vivaci affermazioni pratiche degli elementi positivi e ricostruttivi che essa contiene.</hi>
      </p>
      <p>
        <hi rend="italic">La lotta è tuttavia. più che mai vivace fra il clericalismo politico della grande maggioranza dei cattolici italiani ed il nuovo programma, emergente perspicuo dalle idee espresse in queste pagine; né ciò farà meraviglia a chi pensi come un passato molte volte secolare, e tutto un sistema di rapporti</hi>
        <pb n="10" />
        <hi rend="italic">che ha già creato e dominato una intiera civiltà, gravitino sulle coscienze dei cattolici italiani, e come 1'atteggiamento nuovo che si chiede ad essi sia, in sostanza, la conversione da tutto un mondo, spiritualmente morto, a tutto un mondo che è ancora da creare, e che avrà per caratteristica una vasta e complessa democrazia, animata da uno spirito intensamente e profondamente cristiano.</hi>
      </p>
      <p>
        <hi rend="italic">E forse questo nostro momento, così doloroso per la crisi che dilacera il cattolicismo e per l'assenza terribile di una sana e vivace religiosità dalla vita privata e pubblica del popolo italiano, questo momento drammatico nel quale all'orecchio esercitato sembra talora sentire il rumore sordo e pauroso di un mondo che crolla, mentre l'anima sollecita dei problemi spirituali vede l'orizzonte oscuro colorirsi dei segni luminosi d'una rinascita religiosa che non ha precedenti altro che nel primo sorgere del cristianesimo, questo momento storico, diciamo, sarà considerato per l'Italia politica e per la religione antica del popolo italiano come il principio di una novella storia.</hi>
      </p>
      <p>
        <pb n="11" />
        <hi rend="italic">Possano queste pagine educare in qualche lettore attento, e specialmente nelle file, che mi sono particolarmente care per tanti motivi, dei giovani cattolici i quali hanno legato la loro attività politica al programma che é, come compendio del volume, in fondo a queste pagine, il senso vivo del passato, che crolla, e dell'avvenire che sorge.</hi>
      </p>
      <p>
        <hi rend="italic">Guado di Macerata, 15 dicembre 1907.</hi>
      </p>
      <p>sac. romolo murri</p>
      <p>L'origine. di questo volume spiegherà al lettore benevolo alcuni difetti di esso. Benché sua idea vi domini e vi sia logicamente svolta, il fatto che esso non fu pensato né scritto sulla linea prefinita di un piano regolare spiega le lacune le ombre le ripetizioni che vi si trovano; spiega alcuni accenni a fatti che il velo del passato comincia a cuoprire, alcuni apprezzamenti che oggi non sarebbero più, almeno; esposti nella stessa maniera.</p>
      <p>I libri di battaglia invecchino presto: felici quando non in¬<pb n="12" />vecchiano senza veder rinnovato e cresciuto in altri libri e in altri programmi l'ardore che li animava; come la bandiera di un esercito che avanza vittorioso passa via via a mani più alacri ed è premuta alle spalle da più fervido clamore di combattenti.</p>
      <p>E questo è un libro di battaglia...Esso sa quindi, anche, la sorte che lo attende.</p>
      <p>I clericali italiani non ci perdoneranno questo nuovo processo istruito ai loro principii ed alla loro condotta; ma la lotta è già così aperta e dura, che essa non potrà essere, da questo, riaccesa più viva; e d'altra parte ci è indifferente che divampi più larga.</p>
      <p>Sappiamo come è vasta la rete di interessi minacciati, come sono profonde le abitudini, scosse, di inerzia e di servilità, come forti le passioni provocate e irritate. Il nostro sforzo é come un corpo estraneo, elemento dissolvitore, introdotto a forza nella compagine politica del clericalismo italiano. Noi abbiamo dovuto attaccare non solo quelli che consapevolmente davano a questo il carattere di una politica di reazione e di resistenza alla democrazia ma anche quelli che si lasciavano portare, dorando di pie illusioni l'inconsapevole servitù e la neghittosa viltà.</p>
      <p>
        <pb n="13" />Pel momento, noi vogliamo dunque la divisione e la guerra. L'unità verrà dopo, quando l'organismo sano che è in fondo, che si agita nel nostro sforzo verso la vita, potrà, liberato dalle parti che sono putride e morte, ricomporre in pace i suoi tessuti.</p>
      <p>Ancora una parola. Son note le difficoltà che l'autore di questo libro ha incontrato nella società ecclesiastica alla quale egli appartiene. Ora lo scopo e l'argomento di questo libro sono come il lettore vedrà, pressoché intieramente estranei a ciò che riguarda in proprio questa. società religiosa; della quale non vi si parla che in quanto essa può essere, nel suo governo, momentaneamente solidale con una determinata politica una politica che non era la sua, ieri, e può facilmente non essere la sua domani che, ad ogni modo, potrebbe anche oggi essere molto diversa; senza che la vita e l'organizzazione ecclesiastica avessero in alcun modo a soffrirne.</p>
      <p>Comunque, poiché chi scrive non vuole in nessun mode prendere nella sua Chiesa atteggiamento di ribelle e di oppositore, <pb n="14" />gioverà avvertire che egli, se sente nel più profondo del suo animo la verità e la giustezza del programma generale di attività pubblica dei cattolici che ha intravveduto, pel quale ha lottato e che ha cercato di esporre in queste pagine, non intende in alcun modo di questo programma e dell'attuazione di esso far questione con coloro che governano la Chiesa ma con i cattolici laici, i quali hanno — <hi rend="italic">e non possono allontanare da sé —</hi> la responsabilità prima e diretta della loro azione politica. Né egli rifiuta di ammettere, a <hi rend="italic">priori</hi>,che qualche volta la parola possa aver ecceduto il suo pensiero e la sua critica andar più lontano di quel che egli avrebbe voluto.</p>
      <p>La pubblicazione di queste pagine può anzi essere riguardata, da parte sua, come un atto di sincerità; poiché, a proposito del suo pensiero politico, delle accuse gli sono state mosse da varie parti, le quali tuttavia non giunsero mai a prendere forma precisa così che a lui fosse possibile tenerne conto; ed egli offre ora modo, raccogliendo questi scritti, di un esame più sistematico e, spera, più concludente. </p>
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