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        <title>Note sul clero meridionale</title>
        <author>Sturzo, Luigi</author>
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          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>UNIOR</name>
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        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
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        <bibl>Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 295-298. <date when="1906">1906</date></bibl>
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      <p>Codifica XML-TEI secondo le norme del progetto PRIN</p>
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        <p>PRIN 2012 - Accademia della Crusca</p>
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            <catDesc>Politica</catDesc>
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      <p>Ci dice Cicerone che l'aspettazione di Archia era superata dalla realtà; nel caso mio sarà al contrario, e al leggere la <hi rend="italic">Voce del popolo</hi> ho pensato che sarò il rovescio della medaglia: un Archia a capo giù. Pazienza! È così importante l'argomento della commemorazione della R[erum] N[ovarum] che le persone scompaiono facilmente, e le tonalità dell'oratore sono sopraffatte dalla solennità della circostanza.</p>
      <p>Concetto principale dell'Enciclica: la Chiesa che sotto l'aspetto della religione e della moralità entra nel dibattito dell'attuale questione operaia e ne traccia le linee generali e perenni. Come ciò risponde alla missione della Chiesa nei secoli, perché continua l'opera di amore e di redenzione di G[esù] C[risto]; ed è una concretizzazione di principii supremi, secondo il sorgere di nuovi mali, di nuovi bisogni, di nuove forme di civiltà.</p>
      <p>Originate o determinate da queste linee direttive della Chiesa e dallo spirito inesauribile del Vangelo, si sviluppano forme umane concrete di azione nel campo delle attività storiche e sociali, che assumono l'impronta dei tempi e che hanno una vita di pensiero e di azione che entra nel dibattito dell'ambiente sociale come sintesi di bene, attraverso a tutte le deficienze, o come resistenza al male.</p>
      <p>Movimento cattolico e sociale legato insieme dai fattori anticristiani e antisociali del liberalismo e del socialismo. </p>
      <p>
        <pb n="293" />Questo movimento però ha subito tutte le conseguenze di infiltrazioni e tradizioni storiche eterogenee, il cozzo degli egoismi conservatori, l'urto delle tendenze estreme, l'aduggiamento di apatie e di indifferentismi prodotti da pregiudizii inveterati antireligiosi o politici.</p>
      <p>Bisognava perciò sgomberare il terreno da mentalità false — da tradizioni rovinose — da moralità frolle — da pregiudizi e preconcetti ed errori politici, ed affrontare le forme incrostate di un conservatorismo ammantato di religione.</p>
      <p>Il cozzo delle due tendenze era una necessità di cose ineluttabile, e venne: imprudenze e audacie, resistenze cieche e ragioni da ambe le parti (per la naturale relatività della visione dei fatti) diedero al cozzo delle due tendenze la caratteristica di tutte le lotte umane (e che era altro?) con una circostanza a nostro danno notevole, di fronte alle masse nuove dell'opera dei cattolici militanti: l'unicità degli intenti ultimi religiosi e morali e la onestà delle intenzioni personali. Per cui la confusione, inevitabile, ha condotto il partito Dem[ocratico] Crist[iano] a una crisi apparente.</p>
      <p>La crisi è apparente, perché molto si è trasformato in questi 14 anni — e specialmente dal 1898 in poi — di cultura, di mentalità; ci siamo avvicinati alla realtà; abbiamo fatto la dovuta distinzione fra rinascenza cristiana della società e organismi religiosi; — sono cadute le forme o fittizie o sussidiarie di organizzazione cattolica per potere trovare la via maestra degli organismi umani, dove noi dobbiamo portare la voce e la vita, e ci si è aperto il campo dell'avvenire.</p>
      <p>Quale campo? Quello naturale; <hi rend="italic">a)</hi> l'organismo economico della cooperazione è elemento di miglioramento materiale, mezzo di unione, sviluppo di attività — esso è ordinato alla vita professionale;</p>
      <p>l'organismo professionale giuridico sarà l'ultimo forse ad ottenere dallo Stato [sic] ma dobbiamo porvi le basi, perché le leggi per lo più non creano ma consacrano i fatti sociali. Concetto e ragione della unione professionale;</p>
      <p>Municipii e provincie e opere pie — amministrazioni pubbliche: carattere collettivo — sociale e morale;</p>
      <p>
        <hi rend="italic">
          <pb n="294" />d)</hi> Parlamento — ragione del nostro intervento <hi rend="italic">oggi</hi> (con le dovute cautele) e del non intervento di ieri. Concezione politico-sociale — influenza e forza di idee concrete.</p>
      <p>A questo, e per questo valgono le nostre associazioni; stampa — formazione di caratteri, di coscienze, di uomini istruzione e cultura del popolo. E soprattutto vita morale e religiosa interna: perché si vuole la religione e la Chiesa non a dirigere gli affari terreni di associazioni naturali quali parlamenti, comuni, unioni profess[ionali], cooperative, ma informare lo spirito di questi enti, o di quelli che vi lavorano e operano in contrasto, con gli altri, allo spirito cristiano.</p>
      <p>E questo spirito cristiano, che deve ritornare a informare tutta la civiltà presente, salverà il popolo. Il popolo è religioso ancora, ma non ha più la forza della vita religiosa. Esempio doloroso della Francia. Quel che è avvenuto da 40 anni in Italia — Siamo pochi?</p>
      <p>Forse siamo meno pochi di quel che sembra. Ma che conta? <hi rend="italic">Pusillus grex quia complacuit patri vestro dare vobis regnum</hi>.La forza delle grandi vitalità cristiane è nello spirito dei pochi che lavorano, che si sacrificano e che hanno fiducia in Dio.</p>
      <p>È il popolo cristiano che si ridesta, e che sa di poter rivendicare i proprii diritti all'ombra e sotto l'influsso della religione cristiana. Così spezza le catene del socialismo anticlericale insieme a quelle del conservatorismo irreligioso e si redime nella vita dello spirito, nella vita sociale ed economica.</p>
      <p>La battaglia è difficile e la via lunga: il merito è di chi sa affrontare le posizioni e trascinar gli altri nel turbine della vita vissuta. Altre forme soppianteranno le vecchie, e la civiltà umana cammina.</p>
      <p>
        <pb n="295" />22.</p>
      <p>NOTE SUL CLERO MERIDIONALE (f. 175, c. 50)</p>
      <p>Con voto unanime dei cattolici adunati a Firenze per la compilazione degli Statuti della nuova organizzazione delle forze cattoliche in Italia, è stato deliberato di esporre umilmente alla Santa Sede, come figli al padre, con confidenza e sommissione insieme, quanto ebbero ad affermare a nome loro e a nome di moltissimi cattolici italiani e con il consenso, espresso in tal voto, della maggior parte dei delegati regionali, sulle difficoltà che sorgono dalla forma concreta data al movimento sociale ed elettorale dei cattolici.</p>
      <p>Ed i sottoscritti adempiendo un mandato ricevuto e un dovere della propria coscienza, intendono anche, in questa forma inusitata ma non nuova nella vita religiosa dei cattolici, rendere ancora una volta ampio omaggio di fede, di devozione e di amore verso la Santa Sede e la causa del bene.</p>
      <p>Una delle difficoltà principali che incontra il movimento cattolico specialmente nel Meridionale, le cui difficili condizioni meritano che per lo meno non si crei una uniformità organica eccessiva che può riuscire dannosa, si è la confusione che s'ingenera nei più fra l'azione civile e sociale dei laici cattolici e l'azione ecclesiastica religiosa del clero; per cui non di rado i laici </p>
      <p>
        <pb n="296" />comincino a (...) troppo le invadenze di altri tempi nell'organismo ecclesiastico<note n="1"> Come il clero riduce troppo spesso l'azione dei laici a quella di coadiutori della vita strettamente religiosa e parrocchiale, sopprimendo e soffocando. </note>, o per lo meno partecipano alle contenzioni dolorose dei partiti di curia<note n="2"> O riduce i laici a semplici entità numeriche.</note>; oppure il clero assorbisce ogni azione laica, assumendo enormi responsabilità.</p>
      <p>Questo fatto, a chi non conosce l'ambiente del Mezzogiorno, può sembrare di molto poca importanza; però è degno di seria considerazione, se si tengono presenti le condizioni diverse di quelle regioni.</p>
      <p>Ivi le condizioni religiose sono difficili principalmente perché il contatto delle autorità e dell'ambiente laico con quello ecclesiastico è troppo continuo e per i troppi interessi insiti, e si risolve, per cumulo di tradizioni dolorose, in vera invadenza laica, anzi in sopraffazione.<note n="3"> Per un cumulo di interessi e di abitudini, che nulla han che fare con le finalità della vita religiosa. </note> Per cui il clero è, in generale, in una condizione di grande inferiorità morale e materiale: esso dipende dai patroni laici, che sono Municipii o case principesche, nella collazione dei beneficii; a ingraziarsi i quali ha più cura o almeno più interesse che a sostenere i diritti della chiesa e del popolo; dipende dalle commissioni laiche spesso in mano di liberali e massoni nelle feste religiose, dalle confraternite laiche nell'amministrazione interna di molte chiese; dipende infine dalle famiglie ricche e prepotenti che sostengono molte spese di culto e che tengono i preti per amministratori, maggiordomi, maestri di casa.</p>
      <p>Questo stato di vera e reale dipendenza del clero, è aggravato dal fatto che il sacerdote vive la vita di famiglia, ne cura gli interessi materiali e morali, come il capo della casa; non si allontana dal proprio paese, dove non di rado, per conto della famiglia, esercita la mercatura o l'industria agraria, anche per vivere, perché la chiesa dà scarsi proventi; riserbando a pochi i pingui benefici.</p>
      <p>Tale stato di fatto, reso più grave dalla poca istruzione, costringono [sic] il clero a partecipare, intensivamente, ai partiti personali locali municipali e politici, che non sono a base di idee ma di persone; e così si ha lo strano fatto che sacerdoti e parroci sono elettori e partigiani scoperti e influenti <pb n="297" />di Defelice, Noè, Colaianni, Cascino, Pasqualino Vassallo, Pantano e Nasi e altri radicali, massoni, socialisti, e dei relativi Consigli Municipali e Provinciali; o peggio preti contro preti, mescolando partiti religiosi a partiti politici e creando quella coscienza atrofizzata in popoli, materialmente religiosi, i quali non hanno scrupolo a sostenere nella vita pubblica uomini contrari a ogni sentimento religioso e a ogni principio di onestà.</p>
      <p>Queste condizioni si ripercuotono attorno alle curie vescovili, ove si assomano [sic] molti interessi religiosi e finanziaria delle chiese; per cui è necessità e prudenza spesso non solo non pigliare posizione contraria ai deputati, municipii, grossi signori, ma sostenerne, almeno indirettamente, le pretese, o disinteressarsi di tutta la vita pubblica; per ottenere con rapporti personali anche da socialisti come Noè, De Felice, Pantano, Nasi o Colaianni, quanto è possibile pel bene della Chiesa.</p>
      <p>Tutto ciò rende non solo difficile ma impossibile la formazione di una organizzazione cattolica diocesana vera e seria, sia economico che elettorale, perché i primi ad allarmarsi sono i ricchi signori, i deputati, i sindaci, i quali premono sul clero, e per fino<note n="4"> Sui vescovi o almeno.</note> sulle curie. Onde in parecchi punti si è creduto opportuno scindere la responsabilità dei vescovi, e del clero curato e beneficiato da quella dei promotori perfino di Casse Rurali e di Cooperative; che dire poi delle associazioni del movimento elettorale<note n="5"> Tollerate le quasi normali scissure del clero in due partiti politici liberali, per non creare ostacoli nuovi.</note> che crea immancabili e pericolose rappresaglie?</p>
      <p>È perciò che i sottoscritti temono che nel Mezzogiorno di Italia una organizzazione economica ed elettorale strettamente diocesana ecclesiastica come emanazione diretta dell'azione vescovile, non potrà avere sviluppo non solo, ma potrà paralizzare l'opera già fatta oppure addossare ai vescovi e al clero una responsabilità enorme creando nuove e maggiori difficoltà<note n="6">"Normalmente quando si fondano opere economico-sociali, la prima condizione si è il dover dichiarare che tale istituzione non disturberà per niente l'ambiente politico e amministrativo del quale è estranea"  altrimenti neppure il clero ci si troverebbe. E c'è di più, che le stesse opere economiche non sono volute dai grossi sfruttatori, dagli usurai ecc; e non è rado il caso di vere persecuzioni di tali signori contro i promotori.</note>.</p>
      <p>
        <pb n="298" />Molto si potrebbe dire sulle miserie morali e materiali della Sicilia e del Mezzogiorno, sulle tristi condizioni di un popolo rovinato dal governo, dai latifondi, dalla politica; e che versa in uno stato difficile anche nella vita religiosa; e quindi sul compito di [...] dei cattolici fondamentalmente religiosa e nella esplicazione più visibile e immediata, economica ed elettorale: i sottoscritti chiedono umilmente che non sia per troppo uniformità organica paralizzato il movimento incipiente, specialmente nella Sicilia; che la vita elettorale e strettamente economica dei cattolici non apparisca come emanazione dell'attività vescovile e degli organi ecclesiastici della diocesi; e che nella vera soggezione dei cattolici ai vescovi, si trovi quella fiducia e quella libertà necessarie perché l'azione al bene vero della chiesa e del popolo cristiano possa avere sviluppo.</p>
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