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        <title>Comizio elettorale</title>
        <author>Sturzo, Luigi</author>
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          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>UNIOR</name>
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        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
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          <p>Available for academic research purposes only.</p>
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        <bibl>Scritti inediti, vol. i. 1890-1924, a cura di Francesco Piva, pref. di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque Lune-Ist. Luigi Sturzo, 1974, pp. 322-328. <date when="1908">1908</date></bibl>
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      <p>Codifica XML-TEI secondo le norme del progetto PRIN</p>
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          <label>Oxygen XML Editor</label>
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        <p>PRIN 2012 - Accademia della Crusca</p>
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            <catDesc>Politica</catDesc>
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      <p>
        <pb n="322" />
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      <p>— Alla vigilia di una battaglia elettorale, un comizio di cittadini che si affermano sopra un programma e che impongono a se stessi un metodo di lotta e un criterio di attività, è un atto di viver civile collettivo.</p>
      <p>A nessuno quindi può sembrare che noi, che ci ripresentiamo nell'agone, facciamo come i dulcamara della medicina o della politica che promettiamo col nostro specifico di guarire da tutti i mali, per attirare il pubblico alla compera, cioè a dare il voto. Noi ci appelliamo solamente alla coscienza degli elettori, i quali si avranno l'amministrazione che si meritano con la loro condotta e con l'esercizio del loro diritto. Se a noi questo corpo elettorale, col suo voto, che è esplicazione di viver civile e imperio costituzionale, c'impone di continuare nella via intrapresa, rispondiamo all'appello della sovranità popolare. Se a noi è imposto di lasciare la cosa pubblica in altre mani, anche questo dover civile sappiam eseguire, lieti e spontaneamente, perché in ogni posto si può servire la patria, secondo le proprie forze.</p>
      <p>
        <pb n="323" />— Guardiamo adunque la situazione presente dal punto di vista elettorale e dal punto di vista amministrativo, in modo spassionato e sincero.</p>
      <p>Il partito cattolico, affermatosi la prima volta nel 1899, sorse come partito di centro e volle portare una nota propria nella vita pubblica: escludere la corruzione nel voto; escluder la clientela nella gestione amministrativa; escludere l'opposizione sistematica nel Consiglio; dividere la vita politica dalla vita amministrativa; per poter così risanare moralmente l'ambiente comunale, viziato più dal sistema che da colpe di uomini; e affermare questo con un carattere prettamente democratico e popolare. In pari tempo si volle dare la cittadinanza al nome e alla professione di cattolici, coscienziosamente e veramente italiani e patriottici; affermando infine i principi moderni di vita amministrativa di riforme, di attività nuove di libertà e autonomia dal potere centrale.</p>
      <p>La storia di questo partito che dal 1899 è sulla breccia, è semplicemente questa. Fino al 1904, come Centro contribuì all'equilibrio consiliare e al lavoro amministrativo, con indipendenza e sicurezza, tanto che il paese ci acquistò subito fiducia in modo che nel 1905 volle per tre volte dare sui nostri nomi la sua piena adesione, nel febbraio, nel luglio e nel dicembre, sforzando la nostra posizione di partito nascente e obbligandoci a presentarci come partito di maggioranza.</p>
      <p>Fu un momento culminante della vita elettorale cittadina; un'affermazione solenne di speranze e di fiducia, un inizio di nuovo sistema.</p>
      <p>E tutte queste lotte le abbiamo fatte senza l'ombra della corruzione, senza la menoma coazione, senza appoggio governativo, senza prepotenze d'autorità, soli con il nostro programma con la fiducia della nostra attività; e quel che più, con una lista senza precedenti, staccando tutto il passato da tutto l'avvenire.</p>
      <p>Contro di noi si presentarono alcuni giovani, sotto un titolo nuovo; sembrava che anch'essi fossero convinti di un <pb n="324" />rinnovamento sul passato: si dichiararono <hi rend="italic">radicali</hi>; ripeteron che non avrebber fatto l'opposizione per tale; vollero anch'essi posare a rinnovatori del paese.</p>
      <p>Per due anni e per mesi la vita elettorale è proceduta calma ed ha dato luogo a un lavoro pratico, del quale in due grandi comizi ho dato conto al corpo elettorale; e sul quale tornerò in sunto nella seconda parte di questa conferenza.</p>
      <p>La minoranza in questi due anni ha sciupato le sue forze senza combattimento, e si è annichilita nella sua consistenza programmatica. Occorreva adunque che oggi alla vigilia delle elezioni, qualcuno potesse ereditarne la posizione e il carattere, per non cadere interamente nel nulla.</p>
      <p>Dopo un primo tentativo, che ad imitazione di altri, fu detto <hi rend="italic">blocco</hi>,il quale sfumò per la poca coesione dei membri e per la difficoltà di trovare un terreno politico che ne alimentasse le forze; da 20 giorni si è formata una coalizione di uomini che ha preso il nome di <hi rend="italic">Partito Liberale Democratico</hi>, buttando fuori combattimento il nome sciupato di radicale, e presentandosi al paese come partito nuovo, con semplice carattere amministrativo, con la tattica evidente di spostare l'attuale maggioranza, per provocare una dimissione del consiglio o uno scioglimento, e poi in un'elezione generale tentare di conquistar la maggioranza.</p>
      <p>Essi evidentemente hanno chiamato a raccolta i malcontenti e si presentano con una specie di programma di raccolta, gettando il grido di allarme sull'attuale andamento amministrativo.</p>
      <p>Anzitutto: elettoralmente è un partito nuovo o uno vecchio che si trasforma? Avvezzo a trattar cavallerescamente gli avversari non voglio fare l'analisi per dedurre le ragioni della loro esistenza<note n="1"> Alcuni uomini vecchi che stanno dietro a quelli che si presentano, tutti giovani nuovi.</note>. Tutti hanno il diritto di muoversi nella vita vile. Oggi pare che si tratti di un partito che sorge solo in opposizione al nostro e con fini limitati; le parole <hi rend="italic">liberale</hi> e <hi rend="italic">popolare</hi> si possono mettere a qualsiasi partito perché nulla <pb n="325" />contengono di specifico nella vita pubblica di un comune. In Italia oramai esistono poche gradazioni di partito che abbiano una rispondenza nella vita della nazione: i liberali hanno due gradazioni: i moderati, uniti con i cattolici a Roma, a Milano, a Bologna, a Venezia, a Torino, a Firenze ecc.; gli anticlericali che amoreggiano con i radicali e questi con i socialisti di qualsiasi tinta. Il resto sono coalizioni personali, che oggi si uniscono e domani si sfasciano.</p>
      <p>Noi non abbiamo oggi in Caltagirone nessuna questione di indole politica che agiti il paese. Non c'è una vera lotta di classe che divida la compagine sociale; non c'è una questione ideale che divida le forze vive e militanti. C'è semplicemente e si è delineata vivace una questione di persone: <hi rend="italic">levati tu che ci voglio star io</hi>.</p>
      <p>Questa stessa coalizione domani, nel momento del lavoro pratico, nelle questioni andanti di vita politica, troverà in se stessa un enorme scompaginamento, perché una idealità fuori della lotta presente manca assolutamente.</p>
      <p>Non è un partito che si leva contro di noi, è una coalizione di uomini, di malcontenti, di persone che vendono il loro voto, che ci muovono incontro.</p>
      <p>E noi leviamo la nostra bandiera pura di moralità e torniamo anche oggi a gridare che non vogliamo corruttela elettorale, camarille amministrative, personalismo politico.</p>
      <p>Torniamo tre anni addietro, dieci armi addietro e dimostriamo con i fatti la sincerità del nostro programma e delle nostre finalità.</p>
      <p>C'è oggi qualche cosa di diverso: c'è da una parte il concreto della nostra attività, c'è dall'altra parte una voluta educazione del corpo elettorale; c'è il precedente che dispone a favor nostro.</p>
      <p>Anche oggi noi, forti della nostra vita protestiamo contro la corruzione elettorale e domandiamo al paese che tale protesta suoni vigorosa.</p>
      <p>
        <pb n="326" />La lotta è tutta su questo terreno. Se non vi fosse la corruzione, non vi sarebbe lotta, neppure potrebbe pensarsi. È una lotta morale delle più vigorose, delle migliori.</p>
      <p>Il paese deve sapere se deve valere di più la coscienza libera o la coscienza storpiata; se deve il paese soggiacere ad una vergogna senza nome, o deve sollevarsi contro di essa. Dico questo perché nessuno mette in dubbio che a favor nostro c'è il consenso della classe pensante, c'è la simpatia del paese, c'è la parte che non è elettore, che partecipa con passione alla nostra attività.</p>
      <p>E perché questo? Pel nostro programma, e per i fatti concreti, non per le parole.</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Idea madre</hi>:l'incremento industriale, agricolo, commerciale del paese. Questa idea seguita attraverso tutta l'attività.</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Che cosa abbiam fatto?</hi>
      </p>
      <p>La luce elettrica è un fatto compiuto. Perché non è stata fatta in venti anni? Perché caddero i consigli comunali del 1900 (sindaco Gravina) e del 1905 (sindaco Nicastro)?</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Plausi al merito</hi>
      </p>
      <p>Perché il contratto di Caltagirone è divenuto tipo per molti comuni?</p>
      <p>Le scuole del Carmine: perché non furono fatte dal 1896 a oggi? Per dieci anni?</p>
      <p>La via Cordova? Perché non fu mai tentata e fatta?</p>
      <p>Il Piano regolatore? Perché non fu mai approntato?</p>
      <p>La sistemazione delle vie rurali (via Balchino [ ?] Ponte Gallo).</p>
      <p>La via S. Pietro?</p>
      <p>La Banda Municipale rifatta dopo 7 anni di scioglimento:</p>
      <p>S. Pietro. Si grida contro quello che si è fatto; e perché non fu fatto mai?</p>
      <p>I sugheri? Chi avrebbe fatto come abbiam fatto noi?</p>
      <p>Il piano economico.</p>
      <p>Il riordinamento degli uffici.</p>
      <p>La parte pratica del Palazzo comunale.</p>
      <p>L'oleificio; Palazzo Poste; Il piano della Stazione.</p>
      <p>
        <pb n="327" />Scuole S. Orsola.</p>
      <p>Refezione scolastica.</p>
      <p>Filovia.</p>
      <p>Parte pratica del palazzo comunale, ecc. ecc.</p>
      <p>Non devo ripeterlo io. Lo dicon i fatti, lo ripete il paese.</p>
      <p>Però si fanno delle accuse:</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Spende troppo: si andrà al fallimento o alle tasse.</hi>
      </p>
      <p>Inanità delle accuse; fatti estrinsechi (approvazione conti e bilanci); 27 mila lire di avanzo.</p>
      <p>
        <hi rend="italic">La cassa non è fornita.</hi>
      </p>
      <p>Credito dallo Stato.</p>
      <p>[...]</p>
      <p>Sistemazione di cassa <hi rend="italic">scosso per non scosso</hi>;difficoltà finanziarie del comune in genere.</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Tasse.</hi>
      </p>
      <p>Criteri amministrativi, altro è il debito, altro la tassa. Modi di pagamento.</p>
      <p>Acqua di ganzeria e le prime riforme della città.</p>
      <p>Non è possibile la sospensione della vita amministrativa. </p>
      <p>Necessità d'incremento del paese; miglioramenti dei servizi; trasformazioni.</p>
      <p>Le grandi crisi non si superano senza abnegazione.</p>
      <p>Questo programma, il nostro programma, è il programma del paese; e nessuno vi può sfuggire. Noi oggi non ripetiamo quello che abbiam scritto e promesso. Diciamo che ancora c'è da lavorare.</p>
      <p>a) Opere pubbliche in corso</p>
      <p>piano regolatore via alla stazione</p>
      <p>parte pratica palazzo com[unale]</p>
      <p></p>
      <p>
        <pb n="328" />palazzo poste</p>
      <p>via Orsola</p>
      <p>via Cordova</p>
      <p>teatro - via S. Pietro - vie Rurali</p>
      <p>Opere pubbliche da affrontare:</p>
      <p>filovia</p>
      <p>sistemazione uffici giudiziarii scuole professionali</p>
      <p>scuole femminili superiori sistemazione giardini pubblici fognature cittadine</p>
      <p>
        <hi rend="italic">Patrimonio</hi>
      </p>
      <p>sistemazione S. Pietro</p>
      <p>usurpi feudi usurpi trazzere vie vicinali</p>
      <p>Non è possibile l'arresto; anche che lo vogliano coloro che vendono il loro voto.</p>
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